TRISTAN HYEST

CHAMPAGNE BLANC DE BLANCS NON DOSÉ "LES 5 VIGNES" MILLÉSIME 2010 (248 BOTTIGLIE PRODOTTE) - TRISTAN HYEST

Precio normal €64,90 Precio rebajado€77,00ahorra €12,10

Abbinamenti, Formaggi stagionati ma eleganti: Comté 24 mesi, Parmigiano Reggiano.
Alcol, 12,5%
Annata, 2010
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Alla vista si presenta dorato con riflessi ambrati. Il naso è elegante, con note di frutta bianca, crema e pasticceria, arricchite da accenni di miele. In bocca colpisce per equilibrio e finezza: bollicina sottilissima, acidità ben integrata e un finale sorprendentemente lungo e avvolgente. Un champagne che riflette in pieno il lavoro artigianale di Tristan Hyest e la sua dedizione al terroir, pensato per appassionati e occasioni da ricordare.

CURIOSITÀ:

Questo Blanc de Blancs nasce da sole uve Chardonnay della vendemmia 2010, raccolte in cinque parcelle della Vallée de la Marne (Le Chauffeur, Les Oeuillettes, Caillettes, Le Demoiselle, Les Petit Taillis). La vinificazione è seguita da un lunghissimo affinamento sui lieviti, oltre 13 anni, con sboccatura nell’ottobre 2024. La produzione è rarissima: soltanto 248 bottiglie, tutte in versione Brut Nature.

Tristan Hyest

Tristan Hyest è uno dei vigneron più personali di Trélou-sur-Marne, nella Vallée de la Marne, dove ha costruito il proprio domaine partendo dal patrimonio e dall’esperienza trasmessi dal padre. Entra nell’azienda familiare nel 1999 dopo la formazione viticola, nel 2001 assume direttamente la gestione di alcune vigne e nel 2003, con appena 2,5 ettari, decide di iniziare a elaborare le proprie cuvée. Il marchio viene poi sviluppato commercialmente negli anni successivi e oggi il vigneto si estende su circa 10 ettari, frutto di acquisizioni, affitti e nuovi impianti realizzati soprattutto nel primo decennio della sua attività.  Il cuore rimane Trélou-sur-Marne, villaggio della Vallée de la Marne nel quale Tristan lavora Chardonnay, Pinot Noir e Meunier attraverso un mosaico di parcelle che rappresenta il vero punto di partenza della sua filosofia. Alcune vigne superano i sessant’anni e l’età media del patrimonio si aggira intorno ai trent’anni; è proprio osservando come appezzamenti differenti producessero vini profondamente diversi che Tristan ha progressivamente abbandonato una lettura uniforme del vigneto, scegliendo di sviluppare cuvée capaci di raccontare suoli e posizioni specifiche. La viticoltura è condotta con grande attenzione al terreno, rese contenute e un approccio orientato al rispetto dell’equilibrio naturale della vigna, mentre in cantina Tristan preferisce interventi misurati e affinamenti lunghi. Storicamente le vinificazioni sono state effettuate soprattutto in vasca, anche se il legno è entrato progressivamente nella cantina e viene utilizzato anche per piccolissime selezioni parcellari; la fermentazione malolattica viene generalmente svolta. Gli Champagne possono rimanere sui lieviti per periodi molto lunghi, indicativamente tra quattro e dieci anni per alcune selezioni, e vengono commercializzati con dosaggi contenuti, fino ad arrivare frequentemente al Brut Nature. La gamma è particolarmente interessante perché funziona quasi come una cartografia personale di Trélou-sur-Marne. Les Vignes de Trélou è un Blanc de Noirs nel quale Meunier e Pinot Noir raccontano il volto più vinoso del territorio e integra anche una quota di réserve perpétuelle; una versione recente è composta da 60% Meunier e 40% Pinot Noir, mentre precedenti basi presentavano proporzioni leggermente differenti, dimostrando come l’assemblaggio venga adattato alla vendemmia. Les Côtes Calcaires riunisce invece in proporzioni equivalenti Chardonnay, Pinot Noir e Meunier e utilizza una parte di vini di riserva provenienti da solera, con dosage nullo, cercando una lettura più tesa e calcarea del territorio. Accanto a queste cuvée compaiono interpretazioni ancora più specifiche come Les Terres Argileuses, Les Longues Fouines, Les Moussiaux Rosé e Le Clos, oltre a vecchie selezioni come Courcelles e Les 5 Vignes: nomi che rivelano immediatamente quanto parcella e natura del terreno siano diventate centrali nel linguaggio del domaine. Tristan Hyest appartiene quindi a quella generazione di produttori che ha contribuito a cambiare la percezione della Vallée de la Marne, trasformando un territorio storicamente associato soprattutto alla produzione di uve destinate agli assemblaggi in una costellazione di lieux-dits capaci di possedere identità autonome. Non ricerca uno Champagne costruito attraverso una formula ripetuta ogni anno, ma utilizza Chardonnay, Pinot Noir e soprattutto Meunier per interpretare le differenze tra argilla, calcare, esposizioni ed età delle vigne. La produzione rimane quella di un autentico récoltant-manipulant e le uve provengono dal patrimonio direttamente coltivato dal domaine. È proprio questa libertà creativa a spiegare l’identità di Tristan Hyest: partito nel 2003 con 2,5 ettari e due prime cuvée parcellari, ha costruito nel tempo un patrimonio di circa dieci ettari senza perdere l’impostazione artigianale originaria. Réserve perpétuelle, lunghi affinamenti, dosaggi minimi, vecchie vigne e vinificazioni sempre più attente alla singola parcella sono gli strumenti attraverso cui racconta Trélou-sur-Marne. Il risultato è una Champagne profondamente personale, nella quale la bollicina non cerca uniformità ma diventa il mezzo per mostrare le diverse anime della Vallée de la Marne.