CHAMPAGNE NAKADA PARK

CHAMPAGNE BLANC DE NOIRS BRUT NATURE "HARMONIE EN SEINE" - NAKADA PARK

Precio normal €114,50 Precio rebajado€125,00ahorra €10,50

Abbinamenti, La profondità del Pinot Noir, la cremosità della bollicina e soprattutto la tensione minerale rendono Harmonie en Seine uno Champagne dalla straordinaria vocazione gastronomica. È magnifico con ostriche, scampi, gamberi rossi, tartare di pesce e crostacei, dove freschezza e sapidità riescono a valorizzare la delicatezza delle preparazioni senza sovrastarle. La struttura più importante rispetto a molti Champagne Blanc de Blancs permette però di spingersi verso piatti decisamente più complessi, come rombo al forno, capesante scottate, risotto ai frutti di mare e pesci accompagnati da salse al burro. Particolarmente affascinante è l'incontro con la cucina giapponese, soprattutto sashimi, sushi di alta qualità e preparazioni a base di pesce crudo, un richiamo naturale alle origini del produttore. Le sfumature più mature e leggermente tostate permettono inoltre di accompagnarlo a pollame arrosto, animelle, funghi e formaggi a pasta molle. Per un abbinamento profondamente territoriale, è interessante anche con l'andouillette di Troyes alla griglia, specialità tradizionale della Champagne meridionale.
Alcol, 12,5%
Annata, Sans Année
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Blanc de Noirs Brut Nature “Harmonie en Seine” di Nakada Park è un’interpretazione raffinata e profondamente territoriale del Pinot Noir della Côte des Bar, nata dall'incontro tra la sensibilità borgognona del vignaiolo giapponese Koji Nakada e i grandi terroir calcarei della Champagne meridionale. Uno Champagne che privilegia precisione, profondità ed eleganza, lasciando che siano il vitigno e il territorio a definirne la personalità. Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da un perlage finissimo e persistente. Il bouquet è complesso e progressivo: mela matura, pera, scorza di limone e piccoli frutti rossi si intrecciano a delicate sfumature floreali, accompagnate da richiami di brioche, crema pasticcera e spezie fini. Con l’ossigenazione emergono sensazioni più profonde di frutta secca, pietra bagnata e una sottile componente salina. Al palato è ampio e avvolgente, ma conserva una straordinaria tensione: la naturale ricchezza del Pinot Noir viene sostenuta da una freschezza vibrante, mentre la bollicina cremosa accompagna una struttura elegante e perfettamente equilibrata. L’assenza di dosaggio permette alla componente minerale di emergere con grande nitidezza, conducendo verso un finale lungo, asciutto e sapido, nel quale ritornano agrumi, spezie e delicate sensazioni tostate. Uno Champagne di grande personalità, capace di combinare la profondità di un vino di Borgogna con l’energia e la precisione di un grande Metodo Classico.

CURIOSITÀ:  

Harmonie en Seine nasce da 100% Pinot Noir coltivato nella Côte des Bar, nella parte meridionale della Champagne, su terreni argilloso-calcarei di origine kimmeridgiana, geologicamente vicini a quelli della regione di Chablis. Dietro questa etichetta si trova una storia particolarmente affascinante: quella di Koji Nakada, vignaiolo giapponese conosciuto soprattutto per il progetto borgognone Lou Dumont, fondato nel 2000, che dopo oltre venticinque anni di interesse per la Champagne ha realizzato il desiderio di produrre personalmente le proprie bollicine. Insieme alla moglie Jae Hwa Park ha acquisito i primi vigneti nella Côte des Bar nel 2020, dando vita a un progetto artigianale nel quale ogni parcella viene interpretata individualmente. La cuvée Harmonie en Seine nasce dall'unione di vigneti situati lungo la valle della Senna, nei territori di Courteron, Gye-sur-Seine e Neuville-sur-Seine. Una delle prime edizioni, costruita principalmente sulla vendemmia 2021, comprende Pinot Noir proveniente da circa 1,21 ettari di vigne con oltre 35 anni di età, affiancato da una quota importante di vini di riserva del 2020. La vinificazione segue un'impostazione decisamente borgognona: fermentazioni spontanee con lieviti indigeni, lavorazione separata delle parcelle e utilizzo di botti di rovere provenienti dalla Borgogna, già utilizzate, nelle quali i vini sviluppano lentamente struttura e complessità. Dopo l'assemblaggio, la seconda fermentazione avviene naturalmente in bottiglia secondo il Metodo Classico, seguita da una lunga permanenza sui lieviti che, nelle prime edizioni, supera i 36 mesi. La sboccatura viene effettuata senza aggiunta di zuccheri, mantenendo un dosaggio pari a zero. Particolarmente interessante è anche l'etichetta, sulla quale compare un airone cenerino, uccello frequentemente osservabile lungo la Senna e scelto da Nakada come simbolo di buon auspicio. La produzione è estremamente limitata: una delle prime edizioni conta appena 4.700 bottiglie, testimonianza della dimensione artigianale e della rarità di questo progetto.

Champagne Nakada Park

Champagne Nakada-Park è una delle realtà più originali e recenti della Côte des Bar, nata nel 2020 dall'incontro tra la cultura enologica borgognona e la sensibilità giapponese di Koji Nakada, affiancato dalla moglie Jae Hwa Park. La storia del progetto comincia però molti anni prima, quando Koji lascia il Giappone nel 1996 per trasferirsi in Francia e studiare enologia a Beaune. Originario di Okayama, si innamora della Borgogna e decide di costruire proprio qui il proprio futuro professionale. Nel 2000 fonda insieme a Jae Hwa Park, di origine coreana, Maison Lou Dumont a Gevrey-Chambertin, una realtà destinata a diventare particolarmente conosciuta per la sua interpretazione dei grandi terroir borgognoni. Nel corso degli anni Koji sviluppa una filosofia produttiva fortemente legata alle singole parcelle, alle fermentazioni naturali e agli affinamenti in legno, maturando parallelamente un desiderio che lo accompagna per oltre venticinque anni: produrre personalmente Champagne. L'occasione arriva nel 2019, quando riesce ad acquistare circa 1,2 ettari di vigneti nella Côte des Bar, la parte più meridionale della Champagne, dando ufficialmente vita a Nakada-Park nel 2020. Il nome unisce i cognomi dei due fondatori e rappresenta idealmente l'incontro tra Giappone, Corea e Francia, tre culture che hanno contribuito a costruire la loro visione del vino. La proprietà ha sede a Celles-sur-Ource e comprende piccole parcelle distribuite tra Courteron, Gyé-sur-Seine e Neuville-sur-Seine, quest'ultima entrata nel patrimonio aziendale nel 2022. Il territorio della Côte des Bar possiede caratteristiche profondamente differenti rispetto alla Montagne de Reims e alla Côte des Blancs: i vigneti si sviluppano su colline caratterizzate prevalentemente da marne e calcari kimmeridgiani, formazioni geologiche del Giurassico che ritroviamo anche nella vicina Chablis. È proprio questa vicinanza geologica e culturale con la Borgogna a rendere la zona particolarmente interessante per Koji, che sceglie di applicare alla Champagne un approccio tipicamente borgognone, nel quale ogni parcella viene considerata un'identità autonoma. Il Pinot Noir rappresenta il vitigno centrale della produzione e trova sui terreni argillo-calcarei della Côte des Bar condizioni favorevoli per sviluppare maturità, struttura e profondità, mantenendo al tempo stesso freschezza e precisione. Fin dall'acquisizione delle vigne Koji introduce una conduzione biologica, ottenendo la certificazione ufficiale nel 2023. Il lavoro agricolo è estremamente meticoloso e comprende pratiche come la sfogliatura e la selezione dei germogli, utilizzate per migliorare la circolazione dell'aria intorno ai grappoli, regolare naturalmente le rese e favorire una maturazione omogenea. Sono interventi che riflettono direttamente l'esperienza maturata in Borgogna e che vengono adattati alle condizioni climatiche della Champagne. La filosofia produttiva è altrettanto precisa: singola parcella, singolo vitigno, singola vendemmia, fermentazione e affinamento in legno e assenza di dosage costituiscono i principi fondamentali del progetto. Le uve vengono raccolte manualmente e vinificate separatamente, con fermentazioni affidate ai lieviti indigeni e un utilizzo esclusivo di botti di rovere già impiegate nella produzione dei vini di Lou Dumont. Il legno non viene quindi utilizzato per conferire aromi tostati o una marcata impronta boisé, ma come recipiente capace di accompagnare lentamente l'evoluzione del vino, favorendo una delicata ossigenazione e una maggiore complessità strutturale. Dopo la vinificazione e un affinamento di circa sei mesi in botte, i vini affrontano la seconda fermentazione in bottiglia e una lunga permanenza sui lieviti. Le prime cuvée, provenienti dalla vendemmia 2020, sono state commercializzate soltanto nel dicembre 2024, dopo oltre 42 mesi di maturazione. È una scelta significativa per una cantina appena nata, perché dimostra la volontà di privilegiare il tempo e la complessità rispetto alla necessità di immettere rapidamente le bottiglie sul mercato. Le prime due interpretazioni sono Vignes de Courteron e Vignes de Gyé-sur-Seine, entrambe millesimate e proposte come Brut Nature, senza aggiunta di zuccheri al dégorgement. Vignes de Courteron nasce dal lieu-dit Les Évallons de Devant, una minuscola parcella di circa 0,2 ettari caratterizzata da terreni argillo-calcarei e vigne di Pinot Noir con oltre trentacinque anni di età. Il vino fermenta e matura in botti borgognone usate, sviluppando un carattere particolarmente vinoso, profondo e strutturato, nel quale la maturità del Pinot Noir viene sostenuta dalla tensione calcarea del territorio. Vignes de Gyé-sur-Seine interpreta invece un'altra origine della Côte des Bar, permettendo di osservare come lo stesso approccio produttivo possa generare un'espressione differente in funzione della parcella. L'acquisizione del vigneto Hermitage a Neuville-sur-Seine ha successivamente ampliato le possibilità di confronto tra i diversi terroir, mantenendo però una dimensione produttiva estremamente contenuta. La filosofia di Koji può essere riassunta nella volontà di creare Champagne che conservino la profondità e la precisione di un grande vino di Borgogna, ma siano interpretati attraverso un gusto giapponese particolarmente sensibile all'equilibrio, alla finezza e alla purezza espressiva. Non è quindi la ricerca della bollicina come elemento dominante a guidare il progetto, bensì la volontà di produrre grandi vini capaci di raccontare un luogo, ai quali la seconda fermentazione aggiunge una dimensione ulteriore. La prima commercializzazione ha ottenuto rapidamente attenzione anche nell'alta ristorazione internazionale, con l'ingresso degli Champagne Nakada-Park nella carta del ristorante Geranium di Copenaghen, tre stelle Michelin. È un riconoscimento particolarmente significativo per un domaine nato da pochi anni e con una produzione inevitabilmente limitatissima. Nakada-Park rappresenta così un caso quasi unico nella Champagne contemporanea: un produttore giapponese che, dopo aver costruito la propria reputazione in Borgogna, decide di trasferire nella Côte des Bar la stessa attenzione alle singole parcelle, ai lieviti indigeni, alle vecchie botti e all'identità del territorio. Poco più di un ettaro di vigneti, agricoltura biologica certificata, Pinot Noir, vinificazioni monovarietali e parcellari, lunghi affinamenti e dosage zero costituiscono le fondamenta di un progetto nel quale nulla viene lasciato alla ricerca di uno stile commerciale uniforme. Ogni bottiglia nasce per rappresentare una vigna e una vendemmia precisa, senza assemblaggi destinati a cancellarne le differenze. È proprio questo dialogo tra la Côte des Bar, la cultura borgognona di Lou Dumont e la sensibilità orientale di Koji Nakada e Jae Hwa Park a rendere Champagne Nakada-Park una delle interpretazioni più personali e affascinanti della nuova generazione champenoise.