TARLANT

CHAMPAGNE BLANC DE NOIRS BRUT NATURE MILLÉSIME "LA VIGNE ROYALE" 2007 - TARLANT

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Abbinamenti, La vinosità del Pinot Noir e la straordinaria profondità evolutiva della Vigne Royale 2007 la rendono uno Champagne da grande tavola. È magnifico con capesante scottate, crostacei importanti, rombo e pesci accompagnati da burro o tartufo, ma possiede struttura sufficiente per confrontarsi anche con piccione, anatra e selvaggina da piuma. Splendido con Jamón Ibérico o Pata Negra, dove acidità e salinità contrastano la componente grassa e amplificano la complessità aromatica. La lunga permanenza sui lieviti permette inoltre accostamenti con funghi, tartufo e formaggi stagionati. È però anche una bottiglia che merita una degustazione senza accompagnamento, lasciandola evolvere lentamente nel calice.
Alcol, 12%
Annata, 2007
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Blanc de Noirs Brut Nature Millésime “La Vigne Royale” 2007 di Tarlant si presenta con un giallo dorato intenso e luminoso, percorso da un perlage finissimo ormai perfettamente integrato nella materia. Il naso è profondo e in continua evoluzione: mirabella matura, pera e scorza d’arancia sanguinella incontrano agrumi canditi, mandorla fresca e nocciola, seguiti da pane tostato e leggere sfumature di pasticceria. Con l’ossigenazione emergono registri più complessi di erbe secche, spezie, cedro e una netta componente calcarea. Al palato è vinoso e strutturato, ma sorprende soprattutto per l’energia ancora intatta: acidità precisa, bollicina delicata e una salinità crescente mantengono il sorso teso nonostante la lunga evoluzione. L’assenza totale di dosaggio rende la chiusura rigorosa, asciutta e profondamente minerale. Il finale è lunghissimo, tra lime, frutta secca, agrumi e gesso. Un Pinot Noir di Champagne maturo e complesso, ma ancora incredibilmente vitale.

CURIOSITÀ:

La Vigne Royale 2007 è una delle cuvée più rare di Tarlant: appena 1.500 bottiglie di Pinot Noir in purezza provenienti dal lieu-dit “Mocque Tonneau” a Celles-lès-Condé, nella Vallée de la Marne. La parcella si trova a 170 metri, su una spettacolare pendenza del 33% esposta a sud, sopra la confluenza dei fiumi Surmelin e Dhuys, con sottosuolo di duro calcare lutetiano. Le viti derivano da selezione massale piantata nel 1991 da Maurice Boiselle e Jean-Mary Tarlant. La vendemmia 2007 fu effettuata la mattina del 12 settembre; seguono pressatura dolce per gravità, fermentazione spontanea in fusti di rovere borgognone e sette mesi sulle fecce, senza malolattica indotta, filtrazione o chiarifica. Il tiraggio avvenne il 17 aprile 2008. La sboccatura documentata ufficialmente da Tarlant nel giugno 2022 arrivò dopo ben 14 anni e 2 mesi sui lieviti, senza alcun dosaggio: 0 g/l, autentico Brut Nature. Il 2007 è inoltre soltanto la seconda edizione della cuvée dopo il rarissimo 2003.

Tarlant

Tarlant è una delle famiglie storiche della Champagne e una delle realtà che più hanno contribuito, con largo anticipo rispetto alle tendenze contemporanee, alla diffusione di Champagne a dosaggio zero e fortemente legati alla singola parcella. La storia viticola della famiglia viene fatta risalire al 1687 e attraversa oggi dodici generazioni; il cuore del domaine si trova a Œuilly, nella Vallée de la Marne, dove la proprietà ha sede e dove Benoît e Mélanie Tarlant rappresentano l’attuale generazione alla guida dell’azienda.  Il patrimonio comprende circa 14 ettari e si sviluppa principalmente intorno a Œuilly e nei territori vicini della Vallée de la Marne, attraverso un mosaico di parcelle estremamente differenti per esposizione e composizione geologica. È proprio la diversità dei suoli a costituire uno dei punti centrali del pensiero Tarlant: craie, argille, marne, sabbie e componenti silicee vengono considerate elementi capaci di modificare profondamente il carattere del vino, tanto che molte cuvée sono costruite per isolare e rendere riconoscibile uno specifico lieu-dit. In vigneto l’approccio è orientato alla vitalità naturale del terreno, con inerbimento spontaneo tra i filari, lavorazioni superficiali sottofila, concimazioni organiche, sovescio e utilizzo di preparati vegetali ed erboterapia; la potatura viene inoltre affrontata con particolare attenzione ai flussi linfatici della pianta. Un elemento distintivo è il patrimonio ampelografico: accanto a Pinot Noir, Meunier e Chardonnay, Tarlant conserva varietà storiche ormai rarissime come Pinot Blanc, Arbanne e Petit Meslier. Nel lieu-dit Four à Chaux, per esempio, queste tre varietà sono state preservate attraverso selezioni massali piantate nel 2003 e costituiscono la base di BAM!, una delle cuvée più originali del domaine. In cantina la filosofia segue la stessa logica di precisione. Le parcelle vengono vinificate separatamente, la pressatura è delicata e le fermentazioni possono partire spontaneamente, mentre una parte importante dei vini viene lavorata in fûts di rovere borgognoni. La fermentazione malolattica non viene ricercata sistematicamente, così da conservare tensione e acidità naturale; chiarifiche e filtrazioni vengono evitate nelle cuvée più identitarie e gli affinamenti sui lieviti possono diventare estremamente lunghi. BAM!, per esempio, fermenta spontaneamente in legno, rimane sei mesi sulle fecce della vendemmia e utilizza una réserve perpétuelle della stessa parcella avviata nel 2007; un’edizione basata sulla vendemmia 2012 è rimasta oltre dieci anni sui lieviti ed è stata dégorgiata senza dosage. La scelta del Brut Nature è infatti uno dei tratti storicamente più riconoscibili della maison. La celebre Cuvée Zéro nasce dalla volontà della famiglia di dimostrare che uno Champagne ottenuto da uve sufficientemente mature e da vini equilibrati non necessita necessariamente dell’aggiunta di zucchero dopo il dégorgement; da questa impostazione è nata nel tempo un’intera famiglia di Champagne non dosati, compreso Rosé Zéro. Accanto alle cuvée di assemblaggio, Tarlant ha sviluppato una straordinaria collezione di vini parcellari. La Vigne d’Antan nasce da Chardonnay coltivato su sabbie non innestato su portainnesto americano, una condizione rarissima nella Champagne contemporanea; La Vigne d’Or porta invece al centro il Meunier e ne mostra la capacità di produrre vini profondi e longevi; La Vigne Royale esplora il Pinot Noir, mentre Cuvée Louis rappresenta una delle interpretazioni più complesse e storiche della maison. BAM! costituisce infine quasi un manifesto della biodiversità champenoise: Pinot Blanc, Petit Meslier e Arbanne vengono riuniti in uno Champagne Brut Nature proveniente da una singola parcella di Œuilly caratterizzata da calcare e sabbie silicee del Lutetiano. La forza di Tarlant sta proprio nella capacità di mettere insieme due concetti che oggi sembrano modernissimi ma che la famiglia pratica da decenni: memoria e sperimentazione. Da una parte esiste una storia iniziata nel 1687, dodici generazioni e un patrimonio familiare profondamente radicato nella Vallée de la Marne; dall’altra troviamo vinificazioni parcellari, fermentazioni spontanee, réserve perpétuelle, dosaggio zero, recupero dei vitigni dimenticati e un lavoro agronomico orientato alla biodiversità. Benoît e Mélanie Tarlant continuano oggi questa ricerca senza trasformarla in una formula unica: ogni parcella può richiedere una vinificazione differente e ogni vendemmia viene interpretata secondo il proprio equilibrio. È per questo che Tarlant rappresenta una delle espressioni più personali dello Champagne de vigneron: non una maison costruita intorno a uno stile standardizzato, ma una famiglia che utilizza la bollicina come strumento per raccontare suoli, vigne, varietà e tempo, lasciando che sia il territorio di Œuilly e della Vallée de la Marne a rimanere il vero protagonista.