VAZART-COQUART

CHAMPAGNE CHOUILLY GRAND CRU ZERO DOSAGE BLANC DE BLANCS "82/16 SOLERA" - VAZART COQUART (BOTTIGLIE NUMERATE - 1690 ESEMPLARI)

Precio normal €106,00 Precio rebajado€125,00ahorra €19,00

Abbinamenti, La profondità della Réserve Perpétuelle e l’assoluta secchezza rendono l’82/16 uno Champagne decisamente gastronomico. È magnifico con ostriche, caviale, scampi, capesante e crostacei, ma la sua struttura permette di accompagnare anche rombo al burro, astice, aragosta e pesci importanti cucinati al forno. Molto interessante con sushi e sashimi, dove mineralità e assenza di dosaggio valorizzano la purezza del pesce. Le note evolutive di mandorla, pasticceria e frutta secca aprono inoltre a formaggi stagionati come Comté e Parmigiano Reggiano. Può naturalmente essere degustato da solo, come bottiglia da meditazione, perché la complessità della solera merita tempo nel bicchiere.
Alcol, 12%
Annata,
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Chouilly Grand Cru Zero Dosage Blanc de Blancs “82/16 Solera” di Vazart-Coquart si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da un perlage finissimo e continuo. Il naso è profondo e sorprendentemente vitale: mandarino, clementina, yuzu e scorza di limone incontrano mela matura e frutta candita, seguite da fiori di tiglio, crema di mandorla, nocciola e delicate sensazioni di pasticceria. Con l’ossigenazione emergono pane tostato, spezie fini e lievi sfumature evolutive, senza mai compromettere la freschezza. Al palato è ampio e cremoso, ma immediatamente attraversato da una tensione gessosa e salina che ne definisce il carattere. La maturità dei vini più vecchi dona profondità, mentre l’assenza totale di dosaggio lascia una chiusura rigorosa, nitida e vibrante. Il finale è lunghissimo, agrumato e minerale, con ritorni di frutta secca e pasticceria. Uno Champagne raro, complesso e sorprendentemente energico nonostante la straordinaria profondità della sua riserva.

CURIOSITÁ:

“82/16” è una delle cuvée più rare realizzate da Vazart-Coquart e nasce esclusivamente da Chardonnay Grand Cru di Chouilly, nel cuore della Côte des Blancs. Il nome racconta direttamente la sua composizione: il vino proviene dalla Réserve Perpétuelle iniziata nel 1982 e rinnovata annualmente, fino all’ingresso dell’ultima vendemmia 2016. Sono quindi riuniti ben 35 millesimi, con il 2016 che rappresenta circa il 40% della cuvée e la parte restante costituita dalla riserva storica accumulata dal 1982. La base viene vinificata in acciaio termoregolato con fermentazione malolattica; il tiraggio avviene nel maggio 2018 e la sboccatura nel luglio 2022, dopo oltre quattro anni di maturazione in bottiglia. Il dosaggio è esattamente 0 g/l. Ne sono state prodotte soltanto 1.690 bottiglie numerate. Vazart-Coquart lavora esclusivamente a Chouilly: 11 ettari suddivisi in 30 parcelle, su un terroir profondamente segnato dalla craie. La maison nasce nel 1954 ed è oggi guidata dalla terza generazione con Jean-Pierre Vazart.

Vazart Coquart

Vazart-Coquart è una storica maison familiare di Chouilly, Grand Cru della Côte des Blancs, profondamente legata allo Chardonnay e a uno dei terroir più vocati dell’intera Champagne. La famiglia coltiva la vite nel paese da molte generazioni e la sua presenza viticola è documentata fin dalla prima metà dell’Ottocento, ma la svolta fondamentale arriva nel 1954 con Jacques Vazart, che decide di interrompere progressivamente la semplice vendita delle uve e iniziare a vinificare e commercializzare direttamente lo Champagne di famiglia. Nasce così l’identità moderna di Vazart-Coquart & Fils, costruita attorno alla volontà di seguire internamente l’intero percorso, dalla vigna alla bottiglia. Dal 1995 entra stabilmente in azienda il figlio Jean-Pierre Vazart, che nel 2006 assume la piena responsabilità del domaine e rappresenta oggi la nuova generazione di questa lunga storia familiare. Sotto la sua guida la maison ha progressivamente affinato il lavoro parcellare, sviluppato una viticoltura sempre più attenta alla biodiversità e introdotto cuvée capaci di mostrare volti differenti dello Chardonnay di Chouilly. Il patrimonio comprende circa 11 ettari, quasi interamente situati nel territorio del paese e piantati praticamente in esclusiva a Chardonnay. Chouilly occupa una posizione particolare all’estremità settentrionale della Côte des Blancs ed è l’unico comune della zona classificato Grand Cru sia per lo Chardonnay sia per il Pinot Noir, anche se Vazart-Coquart ha scelto di costruire la propria identità proprio sul vitigno bianco. I vigneti sono suddivisi in numerose parcelle distribuite sulle differenti esposizioni del comune, con vigne che in alcuni casi raggiungono e superano i cinquant’anni. Il sottosuolo è dominato dalla craie, il grande banco di gesso e calcare poroso che caratterizza la Champagne e che a Chouilly può trovarsi molto vicino alla superficie. La sua capacità di assorbire l’acqua durante i periodi piovosi e restituirla lentamente alle radici nei momenti più asciutti è fondamentale per mantenere equilibrio e regolarità di maturazione. Allo stesso tempo la forte componente calcarea contribuisce a quella tensione, alla sapidità e alla particolare sensazione gessosa che costituiscono alcuni dei caratteri più riconoscibili dei migliori Blanc de Blancs del paese. Jean-Pierre ha orientato progressivamente la gestione dei vigneti verso pratiche ambientali sempre più rigorose, ottenendo le certificazioni Haute Valeur Environnementale e Viticulture Durable en Champagne. Il lavoro comprende inerbimento, riduzione dei trattamenti, attenzione alla fertilità naturale e sperimentazioni rivolte alla biodiversità, con l’obiettivo di mantenere il vigneto come un ambiente vivo anziché come una semplice monocoltura. Un elemento particolarmente interessante è il lavoro di selezione massale: il materiale vegetale proveniente dalle vecchie vigne viene utilizzato per preservare la diversità genetica dello Chardonnay aziendale e mantenere un legame diretto tra nuovi impianti e patrimonio storico della famiglia. In cantina lo stile Vazart-Coquart cerca soprattutto precisione, purezza e capacità evolutiva. Le parcelle vengono vinificate separatamente e l’acciaio rappresenta tradizionalmente il contenitore principale, permettendo di preservare la nitidezza dello Chardonnay e la componente minerale del terroir. Una parte dei vini viene però lavorata anche in legno, soprattutto nelle selezioni destinate a esprimere maggiore profondità. La fermentazione malolattica viene generalmente svolta e i vini di riserva occupano un ruolo fondamentale negli assemblaggi non millesimati. Proprio su questo fronte Jean-Pierre utilizza anche una réserve perpétuelle, alimentata attraverso l’aggiunta delle nuove vendemmie e capace di introdurre negli assemblaggi vini appartenenti ad annate differenti. È uno strumento particolarmente importante perché permette di combinare la freschezza del vino giovane con la complessità sviluppata dalle vendemmie precedenti, senza perdere la continuità stilistica della maison. La cuvée Brut Réserve rappresenta la porta d’ingresso più completa nell’universo Vazart-Coquart: Blanc de Blancs Grand Cru interamente proveniente da Chouilly, combina vini dell’annata con una parte significativa di riserve e affronta un lungo affinamento sui lieviti prima del dégorgement. Extra Brut riprende la stessa ricerca di precisione attraverso un dosage inferiore, lasciando emergere con maggiore evidenza tensione e componente gessosa. Special Club rappresenta invece una delle selezioni più prestigiose della proprietà e testimonia l’appartenenza di Vazart-Coquart al Club Trésors de Champagne, associazione nata nel 1971 che riunisce un gruppo ristretto di récoltants-manipulants e sottopone le cuvée destinate alla bottiglia Special Club a un rigoroso processo di selezione e degustazione. Per Jean-Pierre è l’occasione di scegliere nelle migliori vendemmie Chardonnay capaci di sostenere lunghi affinamenti e mostrare la profondità del Grand Cru di Chouilly. Ma è soprattutto attraverso le cuvée parcellari che il domaine contemporaneo mostra la propria evoluzione. Le Clos du Château nasce da una minuscola parcella murata situata nel cuore di Chouilly, accanto alla proprietà familiare. Il vigneto è stato piantato nel 2007 con selezione massale proveniente dalle vecchie vigne aziendali e dal 2012 viene vinificato separatamente, diventando uno dei pochissimi clos del paese. La cuvée viene prodotta esclusivamente da Chardonnay, con una vinificazione e un élevage pensati per evidenziare la personalità specifica di questo piccolo appezzamento. Les Pierres Blanches approfondisce ulteriormente il rapporto con i singoli lieux-dits, mentre cuvée come Camille e Camille Rosé permettono alla maison di esplorare interpretazioni differenti rispetto al Blanc de Blancs più classico. La produzione comprende inoltre millesimati e vecchie annate conservate nelle cantine familiari, elemento particolarmente significativo per una maison che considera il tempo una parte essenziale dello sviluppo dello Chardonnay. Vazart-Coquart rappresenta così una delle espressioni più autenticamente familiari di Chouilly. Gli circa undici ettari, concentrati quasi interamente nello stesso Grand Cru, consentono a Jean-Pierre Vazart di lavorare con una precisione difficilmente raggiungibile da maison che acquistano uve in territori molto più vasti. Allo stesso tempo, la lunga storia della famiglia permette di disporre di vecchie vigne, materiale di selezione massale e vini di riserva capaci di collegare vendemmie differenti. Brut Réserve, Extra Brut, Special Club, Clos du Château e le selezioni parcellari non rappresentano quindi semplicemente livelli qualitativi diversi, ma modi complementari di raccontare lo Chardonnay di Chouilly. Dalla decisione di Jacques Vazart di imbottigliare direttamente nel 1954 fino al lavoro contemporaneo di Jean-Pierre, la filosofia è rimasta profondamente legata allo stesso luogo: craie, vecchie vigne e Chardonnay come elementi centrali di una Champagne elegante e luminosa, nella quale la maturità del frutto non cancella mai quella tensione calcarea che costituisce la vera firma del Grand Cru di Chouilly.