GODMÉ-GUILLAUME

CHAMPAGNE PREMIER CRU EXTRA BRUT "V.V.V. VERZENAY, VERZY, VILLERS-MARMERY" - GODMÉ-GUILLAUME

Precio normal €55,50 Precio rebajado€67,00ahorra €11,50

Abbinamenti, La tensione minerale e la struttura del V.V.V. lo rendono uno Champagne estremamente versatile, adatto tanto all’aperitivo quanto all’intero pasto. È magnifico con ostriche, scampi, gamberi, tartare e carpacci di pesce, ma accompagna molto bene anche crostacei alla griglia, capesante e pesci al forno. La presenza del Pinot Noir gli permette di sostenere preparazioni più strutturate come rombo, baccalà, pollame e carni bianche delicate, mentre freschezza e dosaggio contenuto lo rendono particolarmente efficace con fritti e tempure. Ottimo anche con formaggi di media stagionatura e con un Comté non troppo evoluto.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, 26% Pinot Noir & 74% Chardonnay

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Premier Cru Extra Brut “V.V.V. – Verzenay, Verzy, Villers-Marmery” di Godmé-Guillaume si presenta con un giallo paglierino brillante dai riflessi dorati, percorso da un perlage fine e persistente. Il naso è elegante e progressivo, con mela, pera e pesca bianca che si intrecciano a scorza di limone, fiori bianchi e leggere sfumature di brioche. Con l’ossigenazione emergono nocciola, spezie fini e una marcata componente gessosa, quasi salina, che ne sottolinea l’origine nella Montagne de Reims. Al palato mostra un equilibrio particolarmente riuscito tra energia e consistenza: lo Chardonnay dona tensione e precisione, mentre il Pinot Noir aggiunge struttura e profondità. Il dosaggio contenuto lascia il sorso asciutto e nitido, sostenuto da freschezza incisiva e da una presa minerale decisa. Il finale è lungo, sapido e leggermente speziato, con ritorni di agrumi, frutta a polpa bianca e gesso. Uno Champagne di vigneron preciso e gastronomico, capace di combinare immediatezza, carattere e grande bevibilità.

CURIOSITÀ:

V.V.V. prende il nome dai tre villaggi della Montagne de Reims da cui provengono le uve: Verzenay e Verzy, entrambi Grand Cru, e Villers-Marmery, Premier Cru. L’assemblaggio è composto da 74% Chardonnay e 26% Pinot Noir, provenienti da vigne aziendali mediamente tra i 30 e i 40 anni, coltivate da Matthieu Godmé con un approccio molto attento alla vitalità dei suoli, senza erbicidi e con lavorazioni superficiali. Le fermentazioni sono affidate ai lieviti indigeni e avvengono tra acciaio e legni già utilizzati; il vino non viene chiarificato né filtrato e l’impiego di solforosa è contenuto. La cuvée comprende inoltre vini di riserva, fondamentali per costruire profondità e continuità tra i diversi tiraggi. Il dosaggio documentato è di appena 4 g/l, quindi Extra Brut. Matthieu appartiene a una famiglia di vigneron presente nella Montagne de Reims dal 1897, ma dal 2017 ha dato forma al proprio progetto personale, fondato su quella che definisce “Slow Viticulture”: osservazione, tempo e interventi minimi per lasciare parlare vigneto e origine.

Godmé Guillaume

Godmé-Guillaume è il progetto personale di Matthieu Godmé-Guillaume, giovane vigneron della Montagne de Reims che ha scelto di reinterpretare il patrimonio viticolo della propria famiglia attraverso una viticoltura profondamente rispettosa dei suoli e una vinificazione costruita sulla lettura dei singoli villaggi. Le radici familiari nella Champagne risalgono al 1897 e sono strettamente legate alla figura della madre Sabine Godmé, appartenente a una famiglia di viticoltori di Verzenay, e del padre Jean-Marie Guillaume. Matthieu cresce quindi tra le vigne e la cantina, ma invece di limitarsi a proseguire semplicemente l'attività familiare decide di costruire una propria identità produttiva. Il progetto Godmé-Guillaume prende concretamente forma nel 2017, quando Matthieu comincia a vinificare autonomamente alcune parcelle di famiglia situate tra Verzenay, Verzy e Villers-Marmery. È un territorio particolarmente interessante perché permette di confrontare tre espressioni differenti della Montagne de Reims: Verzenay e Verzy sono due dei grandi villaggi Grand Cru storicamente associati al Pinot Noir, mentre Villers-Marmery, Premier Cru, costituisce quasi un'eccezione geografica, essendo uno dei luoghi della Montagne de Reims maggiormente identificati con lo Chardonnay. Il domaine comprende circa 5,35 ettari, suddivisi tra 3,5 ettari di Chardonnay e 1,85 ettari di Pinot Noir, con vigne che mediamente hanno tra i trenta e i quarant'anni, affiancate da alcune parcelle decisamente più vecchie. La craie costituisce l'elemento geologico fondamentale: il sottosuolo calcareo della Montagne de Reims garantisce drenaggio e riserva idrica e contribuisce a quella combinazione di freschezza, tensione e profondità minerale che Matthieu cerca di conservare nei propri vini. L'approccio agricolo viene definito dallo stesso vignaiolo attraverso il concetto di “Slow Viticulture”, un modo di intendere la vigna che mette al centro osservazione, tempo e conservazione del patrimonio naturale. I vigneti sono inerbiti attraverso essenze selezionate, il terreno sotto il filare viene lavorato meccanicamente e non vengono utilizzati erbicidi né insetticidi. La fertilizzazione è esclusivamente organica e la vigoria viene controllata soprattutto attraverso potatura, ébourgeonnage ed épamprage, cercando di limitare naturalmente le rese anziché intervenire successivamente sulla concentrazione delle uve. Matthieu considera infatti la qualità della materia prima il presupposto indispensabile per poter ridurre gli interventi in cantina. Anche la vinificazione segue una linea estremamente precisa. I mosti fermentano spontaneamente attraverso i lieviti indigeni e una parte fondamentale del lavoro avviene in fûts di rovere provenienti da differenti tonnelleries francesi. Il legno non viene utilizzato per imprimere aromi tostati o costruire ricchezza artificiale, ma come recipiente capace di accompagnare lentamente fermentazione ed élevage. I vins clairs rimangono in affinamento fino alla tarda primavera, con una permanenza che può raggiungere circa otto mesi prima del tirage, normalmente effettuato tra la fine di maggio e la metà di giugno. È una scelta volutamente più lenta rispetto a quella di molti produttori champenois e permette ai vini di sviluppare maggiore stabilità e complessità prima ancora della seconda fermentazione. Non vengono effettuati né collage né filtrazioni, mantenendo intatta quanto più possibile la materia originaria. Particolarmente interessante è anche la gestione dei vins de réserve: anziché costruire un'unica grande riserva aziendale, Matthieu conserva separatamente i vini secondo il cru di provenienza, alimentando vere e proprie réserves perpétuelles dedicate ai differenti villaggi. In questo modo anche il vino di riserva non perde la propria identità geografica e può essere utilizzato negli assemblaggi senza cancellare le differenze tra Verzenay, Verzy e Villers-Marmery. È proprio questa idea a essere sintetizzata nella cuvée V.V.V., le cui tre lettere richiamano i tre villaggi del domaine. Chardonnay e Pinot Noir vengono assemblati per costruire una lettura complessiva della proprietà, mantenendo dosaggi contenuti e uno stile teso, vinoso e profondamente minerale. Accanto a V.V.V., Matthieu ha progressivamente sviluppato cuvée dedicate ai singoli terroir. Terre de Verzy nasce dal Grand Cru di Verzy e porta al centro uno dei grandi terroir della Montagne de Reims; Terre de Villers-Marmery interpreta invece il Premier Cru celebre per il suo Chardonnay, offrendo una lettura decisamente differente dello stesso massiccio. Le produzioni sono estremamente limitate e alcune selezioni raggiungono numeri quasi microscopici. Un esempio particolarmente significativo è il Coteaux Champenois Sous la Ville, ottenuto da una parcella di vecchissimo Chardonnay piantata nel 1924 e prodotto in una delle sue edizioni in appena 245 bottiglie. Accanto agli Champagne, infatti, Matthieu utilizza anche i Coteaux Champenois per osservare i propri terroir senza l'intermediazione della seconda fermentazione: Les Pucelles e Sous la Ville rappresentano questa dimensione più confidenziale del progetto e permettono di comprendere ancora più direttamente il rapporto tra vecchie vigne, Chardonnay e craie. La produzione complessiva rimane volutamente contenuta e la filosofia non è quella di moltiplicare le cuvée, ma di costruire progressivamente una cartografia personale dei vigneti familiari. Godmé-Guillaume rappresenta così perfettamente una delle direzioni più interessanti della Champagne contemporanea: partire da un patrimonio familiare storico e rileggerlo attraverso una sensibilità nuova, nella quale il villaggio e la parcella diventano più importanti di una firma stilistica uniforme. Matthieu non ha abbandonato l'eredità di Sabine Godmé e della famiglia, ma l'ha utilizzata come punto di partenza per un progetto autonomo nato nel 2017. I 5,35 ettari tra Verzenay, Verzy e Villers-Marmery diventano così un piccolo laboratorio territoriale nel quale Chardonnay e Pinot Noir vengono lavorati attraverso viticoltura biologica, fertilizzazioni organiche, fermentazioni spontanee, lunghi élevage in legno, assenza di filtrazione e réserves perpétuelles conservate separatamente per cru. Dietro la definizione di “Slow Viticulture” esiste quindi una filosofia molto concreta: concedere tempo alla vite, ai suoli e ai vini, riducendo progressivamente tutto ciò che può mascherarne l'origine. È questa ricerca, unita alla possibilità di confrontare due Grand Cru come Verzenay e Verzy con l'identità calcarea e profondamente chardonnayista di Villers-Marmery, a rendere Godmé-Guillaume uno dei progetti emergenti più interessanti della Montagne de Reims.