MONTRUBÍ

VINO DULCE "GAINTUS SOBREMADURADO" 2018 (0.375 L) - MONTRUBÍ

Precio normal €29,50 Precio rebajado€38,00ahorra €8,50

Abbinamenti, Da accompagnare a cioccolato fondente, torte di mele e noci, dolci con cannella e cardamomo.
Alcol, 12,5%
Annata, 2018
Denominazione, Penedés DO
Filosofia, Biologico
Formato, 0.375 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Spagna
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Sumoll 100%

NOTE SENSORIALI:

Vino dolce di colore ciliegia pallido. Note di cera, fiori bianchi e scorze di agrumi che in bocca acquisiscono tutta la loro concentrazione e opulenza. Gli aromi vanno dalla ciliegia candita a note di fragola acida, con sentori di cacao.

CURIOSITÀ:

Raccolta selettiva dei migliori grappoli di Sumoll. I grappoli vengono spostati manualmente in un vecchio fienile dove rimangono appesi per 120 giorni dove vengono "passati" per disidratazione e ventilazione naturale, fino ad assumere il livello di concentrazione desiderato. Successivo affinamento in botti di rovere francese per 9 mesi.

Montrubí

Montrubí è una cantina profondamente legata all’Alt Penedès, in Catalogna, con sede a L’Avellà, nel comune di Font-rubí. La tenuta sorge in un ambiente mediterraneo particolarmente integro, dove la vite convive con boschi, ulivi e vegetazione spontanea, dando vita a un paesaggio agricolo nel quale biodiversità e viticoltura sono strettamente connesse. La proprietà si estende per circa 100 ettari complessivi, di cui circa 40 dedicati alla vite, suddivisi in numerose parcelle caratterizzate da esposizioni, altitudini e composizioni del terreno differenti. La vocazione vitivinicola di questo luogo affonda le proprie radici molto indietro nel tempo. Già alla fine del XVIII secolo nella proprietà era presente una cantina nella quale venivano prodotti vini e distillati, parte dei quali destinati anche ai mercati d'oltreoceano. Dopo un lungo periodo di inattività, nel 1984 la famiglia Peris riconosce il potenziale di queste terre e dà nuova vita alla proprietà, ponendo le basi di quello che sarebbe diventato il progetto Montrubí. Inizialmente l'attività si concentra soprattutto sulla produzione di Cava, ma con il passare degli anni la famiglia sceglie di intraprendere una strada differente. All'inizio degli anni Duemila Montrubí decide infatti di rivolgere la propria attenzione alla riscoperta del patrimonio viticolo storico del Penedès, recuperando varietà autoctone e costruendo progressivamente un'identità sempre più territoriale. Uno dei passaggi fondamentali di questa evoluzione è il lavoro dedicato al Sumoll, antica varietà catalana che alla fine del Novecento rischiava di essere progressivamente abbandonata. Montrubí intuisce il valore di questo patrimonio e avvia un importante percorso di recupero delle vecchie vigne e di studio del vitigno. Nel 2000 nasce così il progetto Gaintus e l'anno successivo la cantina presenta quello che indica come il primo vino prodotto interamente da Sumoll nero. Una scelta pionieristica che contribuisce in maniera significativa alla riscoperta di questa varietà e che diventa uno degli elementi fondamentali dell'identità aziendale. Il lavoro sul Sumoll racconta bene la filosofia di Montrubí: guardare avanti partendo dalle proprie radici. Invece di affidarsi esclusivamente alle varietà internazionali o agli stili che avevano dominato il Penedès negli anni precedenti, la cantina sceglie di approfondire ciò che appartiene storicamente al territorio. Recuperare vecchi vigneti, preservare il patrimonio genetico locale e comprendere nuovamente il comportamento delle varietà tradizionali diventano così parti di un progetto più ampio di tutela della cultura viticola catalana. La proprietà è suddivisa in circa 35 parcelle, una frammentazione che permette di osservare con grande precisione le differenze interne alla tenuta. Ogni vigneto possiede caratteristiche proprie e viene interpretato in funzione dell'altitudine, dell'esposizione, dell'età delle piante e della natura del terreno. Questa diversità viene considerata una ricchezza da preservare, evitando di uniformare il comportamento delle vigne e cercando invece di favorire l'espressione naturale di ogni singolo ambiente. L'intero patrimonio viticolo viene condotto secondo i principi dell'agricoltura biologica certificata. Montrubí ha eliminato pesticidi e prodotti chimici di sintesi, orientando il lavoro verso la conservazione della fertilità naturale dei terreni e dell'equilibrio dell'ecosistema. La presenza di boschi e vegetazione mediterranea intorno alle vigne contribuisce ulteriormente alla biodiversità della proprietà, creando un ambiente nel quale la vite non viene considerata una coltura isolata, ma parte di un organismo agricolo più complesso. La sostenibilità rappresenta quindi un elemento strutturale del progetto. La volontà è quella di custodire la tenuta nel lungo periodo, preservando suoli, paesaggio e biodiversità per le generazioni future. Anche la scelta di recuperare varietà storiche assume in questo senso un valore ambientale oltre che culturale: significa mantenere vivo un patrimonio vegetale che per secoli si è adattato alle condizioni climatiche e pedologiche del Penedès. In cantina Montrubí mantiene la stessa libertà interpretativa che caratterizza il lavoro nei vigneti. Non esiste un unico recipiente o una tecnica applicata indistintamente a tutta la produzione: acciaio, rovere francese, cemento e anfore di argilla vengono scelti in funzione delle caratteristiche della materia prima e del risultato ricercato. La tecnica rimane uno strumento al servizio del territorio, con l'obiettivo di accompagnare l'evoluzione senza cancellare l'identità delle singole parcelle. Anche dal punto di vista storico e culturale la tenuta conserva testimonianze particolarmente importanti. All'interno della proprietà si trovano infatti i resti dell'antica Ermita de Sant Andreu de l'Avellà, le cui origini risalgono all'XI secolo. Il recupero archeologico e la valorizzazione degli edifici storici dimostrano come il progetto Montrubí vada oltre la semplice attività vitivinicola, abbracciando la conservazione del paesaggio e della memoria del luogo. Nel corso degli anni la proprietà ha infatti sviluppato un progetto più ampio che comprende viticoltura, ospitalità, gastronomia ed enoturismo, trasformando la tenuta in uno spazio nel quale conoscere direttamente il territorio dell'Alt Penedès. Il vigneto rimane il cuore dell'attività, ma viene inserito all'interno di un racconto più completo fatto di natura, cultura e tradizione catalana. Oggi Montrubí rappresenta una delle realtà più interessanti per comprendere il volto più autentico e contemporaneo del Penedès. Una proprietà storica rinata negli anni Ottanta, capace di scegliere una strada personale attraverso l'agricoltura biologica, la tutela della biodiversità e soprattutto il recupero delle varietà autoctone. Il ruolo pionieristico nella riscoperta del Sumoll sintetizza perfettamente lo spirito della cantina: non dimenticare ciò che appartiene al passato, ma studiarlo, comprenderlo e trasformarlo in una risorsa per il futuro. È proprio questo equilibrio tra memoria, territorio, biodiversità e ricerca a definire Montrubí e a renderla una delle realtà più identitarie dell'Alt Penedès.