TREDIBERRI

DOGLIANI DOCG 2025 - TREDIBERRI

Precio normal €15,50 Precio rebajado€17,00ahorra €1,50

Abbinamenti, È un vino che trova nella tavola piemontese la propria dimensione ideale, grazie alla combinazione tra intensità del frutto, tannino e piacevole freschezza. Lo consigliamo con salumi artigianali, battuta di Fassona, vitello tonnato e antipasti della tradizione, dove la sua struttura equilibrata accompagna gli ingredienti senza sovrastarli. Particolarmente interessante con tajarin al ragù di carne, agnolotti del plin al sugo d'arrosto, risotto ai funghi porcini e polenta con salsiccia, preparazioni nelle quali la componente fruttata e il finale leggermente amaricante trovano una naturale continuità. Ottimo anche con coniglio alla cacciatora, pollo arrosto, spezzatino di vitello e carni alla griglia non eccessivamente elaborate. Per un abbinamento territoriale suggeriamo formaggi come Toma piemontese, Raschera e Bra di media stagionatura, accompagnati da pane rustico. Da provare anche con una pizza ai funghi o con un tagliere di salumi e formaggi, per valorizzarne il carattere conviviale.
Alcol, 14,5%
Annata, 2025
Denominazione, Dogliani DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Dolcetto 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Dogliani 2025 di Trediberri è un Dolcetto che esprime con naturalezza il carattere più autentico e conviviale delle Langhe, attraverso un profilo aromatico fragrante e una struttura capace di coniugare intensità e piacevolezza. Nel calice si presenta con un rosso rubino profondo, impreziosito da vivaci riflessi violacei. Al naso emergono profumi di ciliegia nera, mora, prugna fresca e mirtillo, accompagnati da eleganti richiami di violetta, erbe aromatiche e una delicata sfumatura di mandorla. Con qualche minuto nel bicchiere si sviluppano sensazioni di pepe nero, piccoli frutti di bosco e leggere note balsamiche, che arricchiscono il bouquet mantenendone intatta la freschezza. In bocca è succoso, armonioso e piacevolmente strutturato, con una trama tannica ben definita ma mai aggressiva, sostenuta da una freschezza equilibrata che rende il sorso dinamico e scorrevole. Il frutto rimane intenso e nitido, mentre il finale si distingue per una piacevole persistenza, accompagnata dal caratteristico richiamo leggermente amaricante del Dolcetto. Un rosso sincero e territoriale, capace di offrire una degustazione appagante senza rinunciare all'immediatezza che rende questo vitigno così piacevole a tavola.

CURIOSITÁ:

Il Dogliani di Trediberri nasce dalla volontà di valorizzare il Dolcetto in uno dei territori storicamente più vocati alla sua coltivazione. La cantina, fondata nel 2007 a La Morra da Nicola Oberto, Federico Oberto e Vladimiro Poggia, si è affermata attraverso una filosofia produttiva che mette al centro l'identità dei vigneti, la precisione delle vinificazioni e il rispetto delle caratteristiche varietali. Pur essendo conosciuta soprattutto per i suoi Barolo, Trediberri dedica particolare attenzione anche ai vini della tradizione piemontese, interpretandoli con uno stile essenziale e contemporaneo. Il Dogliani nasce da uve Dolcetto coltivate in un territorio caratterizzato da colline, esposizioni favorevoli e terreni capaci di conferire al vitigno una buona struttura e un'intensa espressione fruttata. La vinificazione è orientata a preservare la fragranza aromatica e la naturale personalità dell'uva, evitando che l'estrazione o l'affinamento prevalgano sull'identità del vino. L'annata 2025 restituisce così un Dolcetto che privilegia equilibrio, autenticità e vocazione gastronomica.

Trediberri

Trediberri è una giovane realtà di La Morra che, nonostante una storia iniziata soltanto nel 2007, possiede radici profonde in alcuni dei vigneti più importanti del Barolo. Il nome racconta direttamente la sua origine: “Tre di Berri”, ovvero Nicola Oberto, suo padre Federico e l’amico Vladimiro Rambaldi, che nel 2007 decidono di acquistare circa 5 ettari nella borgata Berri, all’estremo occidentale del comune di La Morra, vicino al Tanaro, dando vita alla cantina. La prima annata arriva sul mercato nel 2012 e oggi l’azienda coltiva e vinifica circa 13 ettari, comprendendo i 5 ettari originari di Berri, circa 2,7 ettari nelle MGA Rocche dell’Annunziata e Torriglione e nuovi vigneti nella parte meridionale delle Langhe. Dietro la giovane età di Trediberri esiste però un patrimonio di esperienza molto più lungo: Federico Oberto ha lavorato dal 1970 al 2005 come cantiniere presso Renato Ratti, uno dei protagonisti fondamentali della storia moderna del Barolo, e la famiglia Oberto possiede da generazioni parcelle a Rocche dell’Annunziata e Torriglione. Per molti anni queste vigne venivano affittate o le loro uve vendute ad altri produttori; proprio le parcelle delle Rocche furono a lungo legate a Renato Ratti, prima che Trediberri iniziasse progressivamente a vinificarle direttamente dal 2010. Oggi Nicola Oberto rappresenta il volto e la guida della cantina, affiancato dall’esperienza del padre Federico e da Vladimiro Rambaldi, e ha costruito una filosofia estremamente chiara: la bevibilità non deve significare semplicità, ma equilibrio. I vini devono possedere profondità e capacità di evoluzione senza perdere energia, finezza e soprattutto il desiderio di berne un altro bicchiere. Il Nebbiolo è naturalmente il protagonista e trova interpretazioni molto differenti nelle diverse MGA. Berri rappresenta la grande scommessa iniziale: un terroir situato nella parte più occidentale della zona del Barolo, a ridosso del Tanaro, che i tre soci hanno scelto quando era decisamente meno celebrato rispetto ai cru storici di La Morra. Rocche dell’Annunziata costituisce invece il patrimonio più prestigioso e il vero cuore storico della famiglia Oberto: Trediberri possiede circa 1,3 ettari suddivisi in tre parcelle, tra 242 e 270 metri di altitudine, con vecchie vigne di Nebbiolo e terreni caratterizzati da marne bluastre calcaree, limo, argilla e una componente sabbiosa che aumenta scendendo lungo il versante. È uno dei grandi terroir di La Morra, capace di produrre Barolo riconoscibili per profumi floreali, spezie, estrema finezza e una trama tannica particolarmente elegante. Torriglione, situato proprio di fronte alle Rocche e intorno alla cantina, presenta invece terreni più compatti e argillosi e permette di osservare quanto possano cambiare i vini anche tra vigne geograficamente molto vicine. In vigneto Trediberri segue una viticoltura sostenibile e presta particolare attenzione al controllo delle rese, con potature corte e interventi calibrati secondo varietà e parcella. In cantina l’impostazione evita deliberatamente eccessi di estrazione e legni invasivi. Il Barolo Rocche dell’Annunziata, per esempio, fermenta in cemento per circa 12-14 giorni e prosegue con una macerazione post-fermentativa di altre due settimane circa, raggiungendo complessivamente intorno alle quattro settimane di contatto con le bucce; la malolattica avviene in legno e l’affinamento prosegue per circa 20 mesi in grandi botti di rovere da 25 e 52 ettolitri, prima di un ulteriore passaggio in contenitori neutri e dell’imbottigliamento. È una filosofia che cerca di mantenere il Nebbiolo trasparente e leggibile, privilegiando profumo, slancio ed eleganza rispetto alla concentrazione fine a se stessa. Il Barolo del Comune di La Morra offre una lettura più ampia del territorio, mentre Rocche dell’Annunziata rappresenta la selezione più identitaria e ambiziosa; Langhe Nebbiolo, Barbera d’Alba e Dogliani completano una gamma costruita con lo stesso principio di immediatezza e precisione. Trediberri è quindi un caso particolare nel panorama delle Langhe: una cantina che dichiara apertamente di non possedere secoli di storia aziendale e che proprio di questa giovinezza ha fatto un punto di forza, pur potendo contare sull’esperienza di Federico e su vigne appartenenti agli Oberto da generazioni. Berri racconta la scommessa compiuta nel 2007, Rocche dell’Annunziata custodisce la memoria familiare e Torriglione lega fisicamente vigneti e cantina. Nicola Oberto ha riunito questi elementi in uno stile contemporaneo ma profondamente rispettoso della tradizione del Barolo, nel quale cemento, grandi botti e macerazioni calibrate vengono utilizzati non per imporre una firma tecnica, ma per lasciare emergere le differenze tra le vigne. È proprio questa combinazione tra una cantina giovanissima, l’esperienza maturata da Federico al fianco di Renato Ratti e alcuni terroir straordinari di La Morra ad aver trasformato Trediberri, in pochi anni, in uno dei nomi più riconoscibili della nuova generazione delle Langhe.