BROVIA

DOLCETTO D'ALBA DOC "VIGNAVILLEJ" 2022 - BROVIA

Precio normal €16,50 Precio rebajado€18,00ahorra €1,50

Abbinamenti, La maggiore struttura del Vignavillej 2022 permette abbinamenti più importanti rispetto a quelli di molti Dolcetto. È perfetto con salumi piemontesi, carne cruda all’albese e vitello tonnato, ma accompagna molto bene tajarin al ragù, agnolotti, lasagne e primi piatti con funghi. La ricchezza del frutto e il tannino ben presente lo rendono particolarmente riuscito con arrosti di vitello, salsiccia, maiale, pollo arrosto e carni alla griglia. Da provare anche con un risotto ai porcini o con tome piemontesi di media stagionatura, dove freschezza e tipica chiusura amaricante alleggeriscono la parte più grassa del piatto.
Alcol, 14%
Annata, 2022
Denominazione, Dolcetto d'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Dolcetto 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Dolcetto d’Alba DOC “Vignavillej” 2022 di Brovia si presenta con un rosso rubino intenso, ancora attraversato da vivaci riflessi violacei. Il naso è profondo e decisamente più strutturato rispetto all’immagine abituale del Dolcetto: amarena, ciliegia nera, prugna e mora si intrecciano a violetta, erbe aromatiche e leggere sensazioni balsamiche. Con l’ossigenazione emergono liquirizia, mentolo, chiodo di garofano e una delicata sfumatura di cacao amaro. Al palato è pieno, succoso e compatto, con una densità di frutto importante sostenuta da freschezza viva e da tannini fini ma ben presenti. La struttura è notevole per il vitigno, senza però compromettere la scorrevolezza del sorso. Il finale è lungo e asciutto, con ritorni di frutta scura, spezie ed una tipica sfumatura amaricante. Un Dolcetto di grande carattere, capace di mostrare profondità e capacità evolutiva ben superiori alla media della denominazione. Il profilo del 2022, particolarmente concentrato, è confermato anche dalla degustazione di Vinous.

CURIOSITÁ:

Vignavillej nasce da Dolcetto in purezza proveniente dai vigneti di famiglia tra Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba, in buona parte da parcelle della zona di Brea, su classici terreni langaroli ricchi di argilla e calcare. Alcune delle vigne furono piantate nel 1981, altre nel 1993: un patrimonio ormai maturo che spiega la particolare concentrazione di questo vino. Le uve vengono raccolte manualmente, pigiate e fermentate in acciaio intorno ai 29 °C per circa 7-10 giorni; l’affinamento prosegue esclusivamente in acciaio per circa 7-9 mesi e l’imbottigliamento avviene senza filtrazione. Nessun legno, quindi: tutta la struttura deriva dal vigneto e dalla naturale intensità del Dolcetto. La produzione si aggira normalmente intorno alle 10.000 bottiglie. Brovia è una delle storiche famiglie di Castiglione Falletto: la cantina fu fondata da Giacinto Brovia nel 1863 e nel tempo ha costruito il proprio patrimonio viticolo soprattutto tra Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba.

Brovia

Brovia è una delle cantine storiche di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe, e rappresenta una delle interpretazioni più rigorose e profondamente territoriali del Barolo. La storia della famiglia come produttori inizia nel 1863, quando Giacinto Brovia fonda l’azienda proprio a Castiglione Falletto, dando origine a un percorso che attraverserà più generazioni e resterà sempre strettamente legato alla coltivazione diretta delle vigne. Dopo un’interruzione dell’attività legata alle difficoltà attraversate dal territorio durante le guerre, la produzione riprende nel secondo dopoguerra grazie ai fratelli Giacinto e Raffaele Brovia, che ricostruiscono progressivamente il patrimonio aziendale e pongono le basi della cantina contemporanea. Negli anni successivi è soprattutto Luciano Brovia, figlio di Giacinto, a raccogliere questa eredità e a sviluppare ulteriormente il progetto insieme alla moglie Elena, mantenendo una filosofia fondata sulla conoscenza delle singole vigne e su una lettura estremamente tradizionale del Nebbiolo. Oggi la continuità familiare prosegue con le nuove generazioni, che custodiscono un patrimonio viticolo particolarmente prezioso distribuito principalmente tra Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba. È proprio la posizione dei vigneti a rappresentare uno degli elementi fondamentali dell’identità di Brovia: la famiglia possiede parcelle in alcune delle MGA più prestigiose della denominazione e le vinifica separatamente per conservarne le differenze. A Castiglione Falletto si trovano Villero e Rocche di Castiglione, due luoghi vicinissimi ma capaci di generare interpretazioni profondamente differenti del Nebbiolo. Villero è una delle vigne storiche del comune e dà origine a un Barolo generalmente profondo, complesso e strutturato, nel quale la potenza viene accompagnata dalla finezza tipica di Castiglione Falletto. Rocche di Castiglione rappresenta invece uno dei terroir più preziosi e limitati dell’intera denominazione: un versante ripido e particolarmente vocato dal quale Brovia ottiene un Barolo di straordinaria tensione, eleganza e precisione, prodotto inevitabilmente in quantità molto contenute. Spostandosi nel comune di Serralunga d’Alba cambia il carattere del territorio e con esso quello dei vini. Qui la famiglia lavora nella MGA Garblèt Sue, conosciuta anche attraverso il nome storico Fiasco, e nella celebre Brea, dalla quale nasce Ca’ Mia. Quest’ultima è una delle etichette simbolo della cantina e rappresenta perfettamente il carattere del Nebbiolo di Serralunga: struttura profonda, tannini importanti, energia e una naturale predisposizione alle lunghe evoluzioni. Il confronto tra Villero, Rocche di Castiglione, Garblèt Sue e Brea permette di comprendere la vera filosofia di Brovia. Non si tratta semplicemente di produrre diversi Barolo, ma di utilizzare lo stesso vitigno per raccontare quanto pochi chilometri, differenti esposizioni e variazioni geologiche possano modificare radicalmente il carattere di un vino. In vigneto il lavoro è estremamente attento e privilegia l'equilibrio naturale delle piante, evitando diserbanti e fertilizzanti chimici di sintesi e mantenendo una forte componente manuale. La famiglia non ricerca rese elevate e la selezione delle uve viene considerata fondamentale, perché l’impostazione tradizionale della cantina richiede una materia prima capace di affrontare fermentazioni, macerazioni e affinamenti senza la necessità di interventi correttivi invasivi. In cantina la filosofia rimane coerente e volutamente essenziale. Le fermentazioni avvengono in cemento o acciaio e per il Nebbiolo vengono adottate macerazioni relativamente lunghe, adattate alle caratteristiche dell’annata e della singola vigna. L’affinamento dei Barolo avviene tradizionalmente in grandi botti di rovere, evitando che il legno nuovo diventi protagonista del profilo aromatico. È una scelta fondamentale per comprendere lo stile Brovia: il contenitore deve permettere al vino di respirare ed evolvere lentamente, ma non deve cancellare le differenze tra Villero e Rocche, tra Castiglione Falletto e Serralunga. Anche il Barolo classico occupa un ruolo importante nella produzione, perché nasce dall’assemblaggio di uve provenienti da differenti vigneti e offre una lettura più ampia dello stile della casa rispetto alle singole MGA. Accanto al Nebbiolo, la famiglia continua inoltre a coltivare le varietà che storicamente compongono il patrimonio viticolo delle Langhe. Barbera e Dolcetto vengono trattati con la stessa attenzione riservata ai vigneti più prestigiosi, mentre la Freisa conserva un posto particolarmente interessante all’interno della produzione e testimonia la volontà di mantenere viva la diversità varietale tradizionale. Anche i vini bianchi hanno trovato spazio nel percorso aziendale, ampliando il racconto senza modificare il centro della filosofia familiare. Brovia rimane infatti prima di tutto una cantina di vigneto, dove il valore di una bottiglia viene fatto risalire alla posizione della parcella, all’età delle piante e alla qualità dell’annata molto prima che alle tecniche utilizzate in cantina. Il tempo è un altro elemento fondamentale: i Barolo vengono pensati per evolvere lentamente e le migliori bottiglie di Villero, Rocche di Castiglione e Ca’ Mia possiedono una capacità di invecchiamento che permette loro di trasformarsi profondamente nel corso degli anni. Brovia rappresenta così oltre un secolo e mezzo di storia delle Langhe vissuto attraverso una stessa famiglia. Dal 1863 a oggi generazioni diverse hanno custodito vigne in alcuni dei luoghi più importanti della denominazione, mantenendo una filosofia che non ha bisogno di costruire uno stile artificiale per rendersi riconoscibile. Villero, Rocche di Castiglione, Garblèt Sue e Brea sono le vere protagoniste del progetto: quattro differenti interpretazioni del Nebbiolo attraverso le quali Brovia racconta Castiglione Falletto e Serralunga d’Alba con precisione, pazienza e una fedeltà quasi assoluta alla propria idea di Barolo, lasciando che siano la collina e il tempo, più di qualsiasi tecnica, a determinare la personalità di ogni bottiglia.