CORTE FUSIA

FRANCIACORTA DOCG BRUT SATÈN - CORTE FUSIA

Precio normal €29,50 Precio rebajado€33,00ahorra €3,50

Abbinamenti, La combinazione tra bollicina cremosa, freschezza e mineralità permette al Franciacorta Satèn di Corte Fusia di andare ben oltre il semplice aperitivo e di accompagnare con facilità buona parte del pasto. È eccellente con crudi di pesce, tartare, crostacei e molluschi, ma la maggiore morbidezza del sorso lo rende particolarmente interessante con risotti di mare, pasta con pesce e verdure, salmone e pesci al forno. Funziona molto bene anche con carni bianche delicate, tempura, fritture e formaggi freschi o poco stagionati, dove freschezza e perlage riescono a bilanciare efficacemente la componente grassa.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Franciacorta DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Chardonnay 90%, Pinot Bianco 10%

NOTE SENSORIALI:

Il Franciacorta Satèn di Corte Fusia è la versione più morbida e raffinata dello stile della cantina di Coccaglio, ma dietro alla cremosità tipica della categoria conserva una tensione minerale che racconta con precisione il carattere del Monte Orfano. Nel calice si presenta con un giallo paglierino luminoso, arricchito da riflessi dorati e da un perlage finissimo, continuo e delicato. Il naso è elegante e progressivo: mela, pera e frutta a polpa bianca incontrano scorza di agrumi e pompelmo, seguiti da mandorla, fiori bianchi e dalle sfumature di pane, pasticceria e lievito sviluppate durante il lungo affinamento in bottiglia. Al palato la bollicina è soffice e perfettamente integrata, capace di creare quella sensazione setosa che identifica il Satèn senza trasformarsi in eccessiva morbidezza. Freschezza e sapidità mantengono infatti il sorso verticale e dinamico, mentre il frutto e le leggere sensazioni di mandorla ne ampliano la struttura. Il finale è asciutto, pulito e persistente, caratterizzato da agrumi e da una decisa impronta minerale. Un Franciacorta che gioca sull’equilibrio tra cremosità e tensione, elegante nell’approccio ma tutt’altro che semplice.

CURIOSITÀ:

Il Satèn rappresenta una delle cuvée più identitarie di Corte Fusia, progetto nato nel 2010 dall’incontro tra l’enologo Daniele Gentile e Gigi Nembrini e oggi legato a circa 7 ettari di vigneti nella zona meridionale della Franciacorta. La composizione attuale prevede 90% Chardonnay e 10% Pinot Bianco provenienti dai vigneti aziendali di Cologne, Coccaglio e Rovato, coltivati soprattutto nell’area del Monte Orfano, rilievo geologicamente particolare rispetto a buona parte della denominazione. I terreni sono di origine fluvioglaciale e comprendono anche colluvi terrazzati, con una struttura sciolta che contribuisce al carattere sapido dei vini. Le vigne sono allevate a cordone speronato e Guyot con circa 5.000 ceppi per ettaro, mentre la vendemmia viene effettuata manualmente in piccole cassette tra metà e fine agosto. I grappoli interi vengono pressati delicatamente separando le differenti frazioni del mosto; la prima fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata e la malolattica viene evitata per conservare freschezza e tensione. Durante l’inverno vengono effettuati regolari bâtonnage, quindi nella primavera successiva alla vendemmia viene composta la cuvée e avviene il tiraggio. La seconda fermentazione si svolge naturalmente in bottiglia e il vino rimane almeno 36 mesi a contatto con i lieviti prima del remuage e della sboccatura. Particolarmente interessante è il dosaggio finale: Corte Fusia utilizza esclusivamente lo stesso vino e mantiene un residuo zuccherino inferiore a 1 g/l, ottenendo così un Satèn decisamente asciutto nonostante la naturale cremosità della tipologia. La produzione è limitata a circa 6.000 bottiglie all’anno.

Corte Fusia

Corte Fusia è una giovane realtà della Franciacorta nata nel 2010 dall’amicizia tra Daniele Gentile e Gigi Nembrini e soprattutto dal loro legame con il Monte Orfano, la collina che segna il limite meridionale della denominazione e rappresenta ancora oggi il centro assoluto del progetto. I due si conoscono fin dai tempi della scuola elementare, entrambi sono nati nel 1982 e arrivano al vino attraverso percorsi complementari: Daniele si laurea in Viticoltura ed Enologia e accumula esperienze professionali in differenti territori viticoli, mentre Gigi segue studi agrari e approfondisce successivamente la propria formazione in agronomia. Nel giugno del 2010, davanti a un bicchiere di Franciacorta, decidono di trasformare quello che fino ad allora era stato soprattutto un sogno condiviso in un progetto concreto: recuperano un’antica corte seicentesca a Coccaglio, attrezzano una piccola cantina e prendono in affitto il primo vigneto. Nell’agosto dello stesso anno nasce ufficialmente Corte Fusia. Negli anni successivi Daniele e Gigi recuperano anche vigneti del Monte Orfano rimasti a lungo abbandonati, costruendo progressivamente un patrimonio che oggi comprende circa 7 ettari tra Coccaglio, Cologne e Rovato, interamente dedicati alla produzione di Franciacorta DOCG.  La scelta di concentrare tutto sul Monte Orfano è fondamentale per comprenderne l’identità. I vigneti si trovano in differenti posizioni della collina, dai piedi fino alle zone più elevate, e sono piantati a Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco. Rispetto a buona parte della Franciacorta, questo settore presenta temperature mediamente leggermente superiori e una particolare composizione dei terreni, generalmente più rocciosi, argillosi e calcarei; la maison indica inoltre, per alcune parcelle di Coccaglio e Cologne, suoli di origine fluvioglaciale, sciolti e di media fertilità. È proprio questa specificità che Daniele e Gigi hanno scelto di mettere al centro del progetto, evitando di costruire Franciacorta attraverso l’uniformità stilistica e cercando invece di preservare il carattere del Monte Orfano. La viticoltura segue un modello integrato e l’azienda aderisce alla FIVI, rivendicando quindi una concezione del vignaiolo che coltiva direttamente le proprie vigne, raccoglie le proprie uve, le vinifica e imbottiglia all’interno della propria cantina. Anche il lavoro in cantina segue una filosofia dichiaratamente poco invasiva. Le uve vengono raccolte manualmente in piccole cassette e pressate delicatamente, separando le diverse frazioni di spremitura; le fermentazioni delle basi avvengono prevalentemente in acciaio inox a temperatura controllata e la fermentazione malolattica viene normalmente evitata attraverso l’abbassamento della temperatura, scelta che permette di conservare maggiore freschezza e tensione. Durante l’affinamento delle basi vengono effettuati bâtonnage regolari fino alla costruzione delle cuvée e alla successiva presa di spuma. Il tempo sui lieviti cambia secondo l’etichetta: il Brut rimane almeno 18 mesi, mentre il Satèn raggiunge almeno 30 mesi e le selezioni più importanti affrontano maturazioni più prolungate. Particolarmente significativa è la scelta di effettuare il dosage utilizzando lo stesso vino, senza ricercare attraverso la liqueur un carattere estraneo alla cuvée. La produzione complessiva è di circa 30.000 bottiglie all’anno e comprende soltanto cinque etichette, una scelta coerente con la dimensione artigianale della proprietà. Brut, Satèn, Rosé, Millesimato Dosaggio Zero e Riserva permettono di osservare differenti interpretazioni dello stesso territorio. Il Brut mette sullo stesso piano Chardonnay e Pinot Nero e costituisce la lettura più immediata della casa; il Satèn è invece Chardonnay in purezza e ricerca una tessitura più cremosa attraverso la pressione più contenuta caratteristica della tipologia. Il Millesimato Dosaggio Zero unisce prevalentemente Chardonnay e Pinot Nero e porta la ricerca verso un’espressione più asciutta e diretta, lasciando che siano maturità dell’uva, acidità e affinamento sui lieviti a determinare l’equilibrio. Corte Fusia rappresenta quindi una Franciacorta giovane nella data di fondazione ma fortemente radicata nel proprio territorio. Daniele Gentile e Gigi Nembrini non hanno cercato di costruire una grande maison, ma hanno scelto di concentrare il proprio lavoro su appena sette ettari e su una collina precisa, recuperando anche vigne precedentemente abbandonate e trasformando un’antica corte del Seicento di Coccaglio nella sede della cantina. Il Monte Orfano diventa così molto più della semplice provenienza delle uve: è la ragione stessa dell’esistenza del progetto, con le sue temperature leggermente più elevate, i terreni rocciosi, argillosi e calcarei e la capacità di dare un carattere riconoscibile a Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco. Rispetto del vigneto, interventi limitati, vinificazioni precise e lunghi affinamenti costituiscono gli strumenti attraverso cui i due amici cercano di tradurre questa identità in bottiglia. È proprio questa coerenza tra origine e produzione a definire Corte Fusia: una piccola cantina indipendente nata quasi per scommessa nel 2010 e diventata un interprete fortemente territoriale del volto più meridionale della Franciacorta.