GOLAN HEIGHTS WINERY

GALILEE PINOT NOIR "YARDEN" 2023 - GOLAN HEIGHTS WINERY

Precio normal €39,90 Precio rebajado€42,00ahorra €2,10

Abbinamenti, Il Pinot Noir Yarden 2023 è un vino dalla notevole versatilità gastronomica, particolarmente indicato per accompagnare preparazioni nelle quali eleganza, succulenza e complessità aromatica trovano un equilibrio naturale. Lo consigliamo con petto d'anatra arrosto, faraona alle erbe, piccione al forno e coniglio ai funghi, piatti nei quali la delicatezza tannica e la freschezza del Pinot Noir valorizzano la consistenza delle carni senza sovrastarne il sapore. Ottimo con risotto ai funghi porcini, tagliatelle al ragù bianco, ravioli ripieni di carne e gnocchi al burro e salvia, preparazioni capaci di dialogare con le sfumature fruttate e speziate del vino. Particolarmente interessante con filetto di vitello, guancia di maiale brasata e preparazioni a base di selvaggina da piuma, soprattutto quando accompagnate da fondi di cottura delicati ed erbe aromatiche. La sua eleganza lo rende adatto anche a piatti vegetariani strutturati, come funghi ripieni, melanzane arrosto, tortini di patate e risotto al radicchio. Per quanto riguarda i formaggi, suggeriamo Brie, Camembert, Tomme de Savoie e Toma piemontese di media stagionatura, capaci di valorizzarne la componente fruttata senza coprirne le sfumature più delicate. Da provare anche con salmone scottato, tonno appena grigliato oppure con una preparazione di anatra accompagnata da una salsa ai frutti rossi, per un abbinamento particolarmente raffinato.
Alcol, 12,5%
Annata, 2023
Denominazione, Galilee
Filosofia, Kosher
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Israele
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Pinot Noir Yarden 2023 di Golan Heights Winery è un rosso di grande eleganza, capace di interpretare uno dei vitigni più raffinati al mondo attraverso il carattere particolare delle alture vulcaniche del Golan. Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, impreziosito da delicati riflessi granati. Il bouquet è fine e articolato, con profumi di lampone, amarena, gelso e fragolina di bosco, accompagnati da eleganti richiami di violetta e piccoli frutti rossi. Con l'ossigenazione emergono sfumature di spezie dolci, tè nero, sottobosco e delicate note tostate, che arricchiscono il profilo aromatico senza compromettere la nitidezza del frutto. In bocca è armonioso, di medio corpo e piacevolmente avvolgente, con una trama tannica fine e una freschezza ben presente che conferisce dinamismo alla progressione gustativa. L'affinamento in rovere francese contribuisce a donare profondità e una consistenza vellutata, mantenendo un equilibrio elegante tra la componente fruttata e quella speziata. Il finale è persistente, con ritorni di ciliegia, lampone, violetta e leggere sensazioni balsamiche. Un Pinot Noir che privilegia la finezza rispetto alla potenza, offrendo un'espressione originale del vitigno nella quale freschezza, complessità e delicatezza convivono con naturale equilibrio.

CURIOSITÀ:

Golan Heights Winery nasce nel 1983 a Katzrin, sulle alture del Golan, diventando una delle realtà protagoniste dello sviluppo della viticoltura israeliana moderna. Sotto la direzione enologica di Victor Schoenfeld, la cantina ha costruito la propria identità attraverso un attento studio dei vigneti e delle caratteristiche climatiche di questo altopiano di origine vulcanica. Il Pinot Noir Yarden proviene esclusivamente da vigneti d'alta quota situati nella parte settentrionale del Golan, dove gli inverni freddi, le estati relativamente miti e le importanti escursioni termiche favoriscono una maturazione graduale delle uve. I suoli basaltici e le condizioni climatiche di questo territorio offrono un ambiente particolarmente interessante per un vitigno esigente come il Pinot Noir, che necessita di freschezza per conservare eleganza e precisione aromatica. Dopo la vinificazione, il vino affina per 16 mesi in barrique di rovere francese, prevalentemente nuove, acquisendo complessità e struttura senza perdere la propria identità varietale. L'annata 2023 è stata caratterizzata da precipitazioni inferiori alla media del 14% e da un'intensa ondata di calore nel mese di agosto, con rese complessivamente ridotte del 16% rispetto alla norma. Il nome Yarden, che in ebraico significa Giordano, identifica la linea di punta della cantina, dedicata alla valorizzazione delle migliori selezioni aziendali. Un Pinot Noir che dimostra come un vitigno storicamente legato alla Borgogna possa trovare un'espressione convincente anche nel Mediterraneo orientale, grazie alla combinazione tra altitudine, suoli vulcanici e precisione enologica.

Golan Heights Winery

Golan Heights Winery è una delle cantine che hanno maggiormente contribuito alla nascita e all’affermazione del vino israeliano moderno, trasformando un territorio fino ad allora poco conosciuto dal punto di vista vitivinicolo in una delle aree di riferimento del paese. La cantina viene fondata nel 1983 da otto comunità agricole e kibbutz locali – Ortal, Allone Habashan, El Rom, Geshur, Yonatan, Ein Zivan, Ramat Magshimim e Ramot Naftali – dopo che le prime sperimentazioni viticole avviate sull’altopiano avevano mostrato un potenziale qualitativo particolarmente interessante. Il primo vino commercializzato è uno Yarden Sauvignon Blanc della vendemmia 1983 e proprio Yarden diventerà negli anni il marchio simbolo e la linea più prestigiosa della cantina. La sede viene stabilita a Katzrin e da qui prende forma un progetto che introduce in Israele un approccio profondamente moderno alla viticoltura e all’enologia, basato sulla selezione dei siti, sul controllo delle temperature, sulla sperimentazione clonale e soprattutto sullo studio sistematico delle differenze tra i vigneti. Il vero patrimonio della cantina è rappresentato infatti dall’altopiano del Golan, dove altitudine e origine vulcanica creano condizioni radicalmente differenti rispetto all’immagine generalmente associata alla viticoltura israeliana. I vigneti si distribuiscono dal Golan meridionale, intorno ai 400 metri, fino alle zone settentrionali che raggiungono circa 1.100-1.200 metri di altitudine. Salendo verso nord le temperature diminuiscono sensibilmente, gli inverni diventano freddi e piovosi con nevicate non rare, mentre le estati rimangono asciutte ma caratterizzate da importanti escursioni termiche e notti fresche. I terreni derivano in larga parte dall’antica attività vulcanica della regione e presentano differenti combinazioni di basalto, tufo e argille, generalmente caratterizzate da un ottimo drenaggio. Questa combinazione tra altitudine, clima relativamente fresco e suoli vulcanici permette maturazioni lente e rappresenta il vero elemento distintivo dei vini. Tra i vigneti più importanti troviamo El Rom, situato intorno ai 1.050 metri e piantato inizialmente nel 1983, Odem a circa 1.100 metri, Bar’on intorno ai 1.040 metri, Yonatan tra 600 e 700 metri e Allone Habashan nell’area orientale del Golan. Ogni sito viene studiato separatamente e nel corso degli anni la cantina ha sviluppato numerose selezioni single vineyard proprio per mostrare quanto Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot, Chardonnay e altri vitigni possano cambiare secondo altitudine, esposizione e composizione del terreno. Il patrimonio varietale è estremamente ampio: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah e Malbec costituiscono una parte importante della produzione rossa, mentre Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Gewürztraminer e Pinot Gris occupano un ruolo centrale tra i bianchi; Pinot Noir viene coltivato soprattutto nei vigneti più freschi e in quota, mentre varietà come Tinta Cão, Touriga Nacional e Tempranillo testimoniano la continua attività di sperimentazione. La sostenibilità è diventata negli ultimi anni un altro elemento importante e numerosi vigneti sono certificati secondo protocolli di viticoltura sostenibile, con un lavoro sempre più preciso sulla gestione dell’acqua, del suolo e della biodiversità. In cantina l’impostazione rimane fortemente tecnica e orientata alla precisione: le parcelle vengono vinificate separatamente, acciaio e rovere francese vengono utilizzati secondo varietà e obiettivo stilistico e i migliori vini affrontano lunghi affinamenti prima della commercializzazione. La produzione è organizzata attraverso diverse famiglie di etichette. Mount Hermon rappresenta l’espressione più immediata e accessibile, Gamla approfondisce varietà e territorio con maggiore struttura, mentre Yarden costituisce il vertice qualitativo e raccoglie sia vini varietali sia selezioni provenienti da singoli vigneti. Il Cabernet Sauvignon Yarden è diventato nel tempo una delle etichette più rappresentative della produzione israeliana, affiancato da Syrah, Merlot, Pinot Noir, Chardonnay, Sauvignon Blanc e da numerose interpretazioni parcellari. Particolarmente significativo è Katzrin, prodotto soltanto nelle annate considerate migliori e costruito come grande vino rosso da lungo affinamento attraverso una selezione delle migliori uve aziendali. Anche il mondo delle bollicine occupa uno spazio importante: Chardonnay e Pinot Noir provenienti dai vigneti freschi del Golan settentrionale vengono lavorati secondo il Metodo Tradizionale, con vendemmia manuale, pressatura a grappolo intero, seconda fermentazione in bottiglia e lunghi affinamenti sui lieviti; Yarden Brut Rosé, per esempio, può rimanere circa cinque anni sui lieviti prima della commercializzazione. La capacità di produrre contemporaneamente Cabernet Sauvignon strutturati, Chardonnay maturati in rovere, Pinot Noir di alta quota, vini dolci da Gewürztraminer e Metodo Tradizionale dimostra quanto la vera forza di Golan Heights Winery risieda nella diversità altimetrica e climatica del proprio patrimonio. Dalla prima vendemmia del 1983 la cantina ha costruito gran parte della propria identità attraverso la ricerca, studiando progressivamente quali combinazioni tra varietà, altitudine e suolo possano esprimere meglio il territorio. Golan Heights Winery rappresenta quindi un passaggio fondamentale nella storia enologica israeliana contemporanea: non soltanto una grande cantina, ma uno dei progetti che hanno dimostrato per primi il potenziale qualitativo dei vigneti d’altitudine del Golan. Suoli vulcanici, forti escursioni termiche, vigneti che superano i mille metri, sperimentazione varietale e vinificazioni estremamente precise costituiscono ancora oggi le fondamenta di una produzione che spazia dai vini più immediati di Mount Hermon fino alle selezioni Yarden e ai grandi single vineyard. È proprio la volontà di leggere ogni vigneto come un ambiente distinto, più che l’applicazione di un unico stile aziendale, ad aver costruito nel corso di oltre quarant’anni l’identità di Golan Heights Winery e ad averne fatto uno dei nomi più rappresentativi del vino israeliano moderno.