GALILEE SYRAH "YARDEN" 2021 - GOLAN HEIGHTS WINERY
Abbinamenti, Il Syrah Yarden 2021 è un vino dalla spiccata vocazione gastronomica, particolarmente indicato per accompagnare preparazioni ricche, speziate e caratterizzate da una buona componente succulenta. Lo consigliamo con costolette d'agnello alla griglia, spalla d'agnello arrosto al rosmarino, entrecôte di manzo al pepe nero e costata alla brace, piatti nei quali la struttura tannica e le note speziate del Syrah trovano un equilibrio naturale. Ottimo con guancia di manzo brasata, spezzatino di cinghiale, ossobuco e carni cotte lentamente, soprattutto quando accompagnate da fondi di cottura concentrati ed erbe aromatiche. La sua personalità lo rende particolarmente interessante anche con preparazioni della cucina mediorientale, come agnello speziato, kebab di carne alla griglia, kofta e tajine di manzo, dove le sfumature di pepe, liquirizia e spezie dolci dialogano con gli aromi delle preparazioni. Per un abbinamento vegetariano suggeriamo melanzane arrosto con spezie, funghi porcini alla griglia e risotto ai funghi selvatici, piatti capaci di valorizzare le note terrose e affumicate del vino. Interessante anche con formaggi stagionati di buona intensità, come Pecorino, Comté e Castelmagno, che trovano nella concentrazione del Syrah un accompagnamento adeguato.
Alcol, 14,5%
Annata, 2021
Denominazione, Galilee
Filosofia, Kosher
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Israele
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Syrah 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Syrah Yarden 2021 di Golan Heights Winery è un rosso di grande intensità e personalità, capace di interpretare il carattere speziato e profondo del vitigno attraverso le particolari condizioni climatiche delle alture del Golan. Nel calice si presenta con un rosso rubino molto intenso, impreziosito da profondi riflessi violacei. Il bouquet è ricco e articolato, con profumi di mora matura, ribes nero, mirtillo e ciliegia scura, accompagnati da eleganti richiami di pepe nero, liquirizia e spezie orientali. Con l'ossigenazione emergono sfumature di cioccolato fondente, tabacco, carne affumicata e grafite, insieme a delicate sensazioni terrose e tostate che contribuiscono alla complessità aromatica. In bocca è pieno, concentrato e avvolgente, con una struttura importante sostenuta da tannini maturi e ben integrati. La ricchezza del frutto incontra una freschezza capace di conferire equilibrio e dinamismo, mentre la componente speziata accompagna una progressione gustativa intensa e persistente. L'affinamento in rovere francese dona profondità e una consistenza vellutata, senza compromettere l'identità varietale del Syrah. Il finale è lungo e articolato, con ritorni di frutti neri, pepe, cacao e leggere note affumicate. Un rosso che unisce potenza ed eleganza, esprimendo una versione mediterranea del Syrah nella quale concentrazione, freschezza e complessità convivono con notevole armonia.
CURIOSITÀ:
Golan Heights Winery nasce nel 1983 a Katzrin, sulle alture del Golan, diventando una delle cantine protagoniste della rinascita qualitativa della viticoltura israeliana. Sotto la direzione dell'enologo Victor Schoenfeld, l'azienda ha sviluppato un approccio fondato sullo studio dei singoli vigneti, delle condizioni climatiche e delle caratteristiche geologiche del territorio. Il Syrah Yarden 2021 è prodotto esclusivamente con uve Syrah provenienti da appezzamenti selezionati nella parte centrale e settentrionale delle alture del Golan, situati tra 600 e 1.000 metri di altitudine. Qui i suoli di origine vulcanica, ricchi di basalto, e le importanti escursioni termiche favoriscono una maturazione graduale, permettendo al vitigno di sviluppare concentrazione aromatica e conservare freschezza. Le uve vengono vinificate con particolare attenzione alle caratteristiche dei diversi appezzamenti, mentre il vino affina per 18 mesi in piccole botti di rovere francese, acquisendo complessità e profondità. L'annata 2021 è stata caratterizzata da un inverno con precipitazioni nella media, temperature relativamente elevate e una vendemmia conclusa a metà ottobre, con rese leggermente inferiori alla norma ma risultati qualitativi particolarmente interessanti. La linea Yarden, il cui nome richiama il fiume Giordano, rappresenta la selezione di riferimento della cantina. Un Syrah che dimostra come altitudine e terreni vulcanici possano offrire un'interpretazione originale di questo grande vitigno internazionale, con una struttura importante e un potenziale evolutivo superiore ai dieci anni dalla vendemmia.
Golan Heights Winery +
Golan Heights Winery è una delle cantine che hanno maggiormente contribuito alla nascita e all’affermazione del vino israeliano moderno, trasformando un territorio fino ad allora poco conosciuto dal punto di vista vitivinicolo in una delle aree di riferimento del paese. La cantina viene fondata nel 1983 da otto comunità agricole e kibbutz locali – Ortal, Allone Habashan, El Rom, Geshur, Yonatan, Ein Zivan, Ramat Magshimim e Ramot Naftali – dopo che le prime sperimentazioni viticole avviate sull’altopiano avevano mostrato un potenziale qualitativo particolarmente interessante. Il primo vino commercializzato è uno Yarden Sauvignon Blanc della vendemmia 1983 e proprio Yarden diventerà negli anni il marchio simbolo e la linea più prestigiosa della cantina. La sede viene stabilita a Katzrin e da qui prende forma un progetto che introduce in Israele un approccio profondamente moderno alla viticoltura e all’enologia, basato sulla selezione dei siti, sul controllo delle temperature, sulla sperimentazione clonale e soprattutto sullo studio sistematico delle differenze tra i vigneti. Il vero patrimonio della cantina è rappresentato infatti dall’altopiano del Golan, dove altitudine e origine vulcanica creano condizioni radicalmente differenti rispetto all’immagine generalmente associata alla viticoltura israeliana. I vigneti si distribuiscono dal Golan meridionale, intorno ai 400 metri, fino alle zone settentrionali che raggiungono circa 1.100-1.200 metri di altitudine. Salendo verso nord le temperature diminuiscono sensibilmente, gli inverni diventano freddi e piovosi con nevicate non rare, mentre le estati rimangono asciutte ma caratterizzate da importanti escursioni termiche e notti fresche. I terreni derivano in larga parte dall’antica attività vulcanica della regione e presentano differenti combinazioni di basalto, tufo e argille, generalmente caratterizzate da un ottimo drenaggio. Questa combinazione tra altitudine, clima relativamente fresco e suoli vulcanici permette maturazioni lente e rappresenta il vero elemento distintivo dei vini. Tra i vigneti più importanti troviamo El Rom, situato intorno ai 1.050 metri e piantato inizialmente nel 1983, Odem a circa 1.100 metri, Bar’on intorno ai 1.040 metri, Yonatan tra 600 e 700 metri e Allone Habashan nell’area orientale del Golan. Ogni sito viene studiato separatamente e nel corso degli anni la cantina ha sviluppato numerose selezioni single vineyard proprio per mostrare quanto Cabernet Sauvignon, Syrah, Merlot, Chardonnay e altri vitigni possano cambiare secondo altitudine, esposizione e composizione del terreno. Il patrimonio varietale è estremamente ampio: Cabernet Sauvignon, Merlot, Cabernet Franc, Petit Verdot, Syrah e Malbec costituiscono una parte importante della produzione rossa, mentre Chardonnay, Sauvignon Blanc, Riesling, Gewürztraminer e Pinot Gris occupano un ruolo centrale tra i bianchi; Pinot Noir viene coltivato soprattutto nei vigneti più freschi e in quota, mentre varietà come Tinta Cão, Touriga Nacional e Tempranillo testimoniano la continua attività di sperimentazione. La sostenibilità è diventata negli ultimi anni un altro elemento importante e numerosi vigneti sono certificati secondo protocolli di viticoltura sostenibile, con un lavoro sempre più preciso sulla gestione dell’acqua, del suolo e della biodiversità. In cantina l’impostazione rimane fortemente tecnica e orientata alla precisione: le parcelle vengono vinificate separatamente, acciaio e rovere francese vengono utilizzati secondo varietà e obiettivo stilistico e i migliori vini affrontano lunghi affinamenti prima della commercializzazione. La produzione è organizzata attraverso diverse famiglie di etichette. Mount Hermon rappresenta l’espressione più immediata e accessibile, Gamla approfondisce varietà e territorio con maggiore struttura, mentre Yarden costituisce il vertice qualitativo e raccoglie sia vini varietali sia selezioni provenienti da singoli vigneti. Il Cabernet Sauvignon Yarden è diventato nel tempo una delle etichette più rappresentative della produzione israeliana, affiancato da Syrah, Merlot, Pinot Noir, Chardonnay, Sauvignon Blanc e da numerose interpretazioni parcellari. Particolarmente significativo è Katzrin, prodotto soltanto nelle annate considerate migliori e costruito come grande vino rosso da lungo affinamento attraverso una selezione delle migliori uve aziendali. Anche il mondo delle bollicine occupa uno spazio importante: Chardonnay e Pinot Noir provenienti dai vigneti freschi del Golan settentrionale vengono lavorati secondo il Metodo Tradizionale, con vendemmia manuale, pressatura a grappolo intero, seconda fermentazione in bottiglia e lunghi affinamenti sui lieviti; Yarden Brut Rosé, per esempio, può rimanere circa cinque anni sui lieviti prima della commercializzazione. La capacità di produrre contemporaneamente Cabernet Sauvignon strutturati, Chardonnay maturati in rovere, Pinot Noir di alta quota, vini dolci da Gewürztraminer e Metodo Tradizionale dimostra quanto la vera forza di Golan Heights Winery risieda nella diversità altimetrica e climatica del proprio patrimonio. Dalla prima vendemmia del 1983 la cantina ha costruito gran parte della propria identità attraverso la ricerca, studiando progressivamente quali combinazioni tra varietà, altitudine e suolo possano esprimere meglio il territorio. Golan Heights Winery rappresenta quindi un passaggio fondamentale nella storia enologica israeliana contemporanea: non soltanto una grande cantina, ma uno dei progetti che hanno dimostrato per primi il potenziale qualitativo dei vigneti d’altitudine del Golan. Suoli vulcanici, forti escursioni termiche, vigneti che superano i mille metri, sperimentazione varietale e vinificazioni estremamente precise costituiscono ancora oggi le fondamenta di una produzione che spazia dai vini più immediati di Mount Hermon fino alle selezioni Yarden e ai grandi single vineyard. È proprio la volontà di leggere ogni vigneto come un ambiente distinto, più che l’applicazione di un unico stile aziendale, ad aver costruito nel corso di oltre quarant’anni l’identità di Golan Heights Winery e ad averne fatto uno dei nomi più rappresentativi del vino israeliano moderno.