HAUT-MEDOC AOC 2011 "VIEILLI EN FÛTS" - CHATEAU VIEUX LANDAT
Abbinamenti, Perfetto per un cosciotto d'agnello confit, selvaggina o funghi porcini saltati in padella.
Alcol, 12,5%
Annata, 2011
Denominazione, Haut-Medoc AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 8/10
Regione, Bordeaux (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot
NOTE SENSORIALI:
Colore rubino intenso con intense note di frutti neri, ribes nero e mirtillo e sentori di pane tostato. Al palato è elegante, fine, vellutato e splendidamente fresco. I tannini sono setosi e maturi con note di ribes nero e ciliegie e un accenno di fiori e un bel finale tostato.
CURIOSITÀ:
La famiglia Gonet è proprietaria di Vieux Landat, una piccola tenuta sulle orme di Pauillac da oltre due decenni, e il loro investimento di sangue, sudore e lacrime ha creato qualcosa di speciale. Al giorno d'oggi c'è una grande quantità di Bordeaux dirette in laboratorio e prodotte da consulenti, ma per quanto lussuose e tecnicamente "perfette" possano essere, mancano di anima.
Chateau Vieux Landat +
Château Vieux Landat è una piccola e dinamica proprietà familiare situata a Cissac-Médoc, nel cuore dell'Haut-Médoc, sulla celebre Rive Gauche di Bordeaux. La storia moderna della tenuta prende forma nel 1999, quando Pierre Signolle, forte di una decennale esperienza nel mondo della viticoltura, decide di rilevare la proprietà e avviare un profondo percorso di rinnovamento. Il suo progetto parte dalla vigna, prosegue con la modernizzazione degli spazi di vinificazione e porta progressivamente Château Vieux Landat a costruire una propria identità, capace di rispettare il carattere storico del Médoc ma anche di guardare oltre le sue convenzioni. Dal 2015 il testimone è passato alla moglie Sophie Signolle e ai figli Nicolas e Diane, oggi custodi di una visione familiare indipendente e fortemente legata al territorio. Il domaine dispone di circa 12 ettari nell'Haut-Médoc, distribuiti principalmente tra Cissac e Vertheuil, ai quali si aggiunge una piccola proprietà nella prestigiosa denominazione Saint-Estèphe. Una parte importante dei vigneti è stata progressivamente rinnovata nei primi anni Duemila, ripensando anche l'equilibrio tra le varietà. Al tradizionale Cabernet Sauvignon è stato affiancato un ruolo crescente del Merlot, capace di apportare morbidezza e rotondità, mentre particolare attenzione è stata riservata al Petit Verdot, diventato nel tempo uno dei tratti più originali e riconoscibili della produzione. Il rispetto dell'ambiente rappresenta oggi uno dei punti centrali della filosofia di Château Vieux Landat. La proprietà è certificata Agriculture Biologique (AB) e Haute Valeur Environnementale (HVE) e lavora con l'obiettivo di preservare la vitalità dei terreni e la biodiversità dei vigneti. L'inerbimento permanente tra i filari contribuisce all'equilibrio microbiologico del suolo, mentre sotto le viti si privilegiano lavorazioni meccaniche al posto del diserbo chimico. Durante il periodo di riposo vegetativo vengono utilizzate anche le pecore, lasciate pascolare tra i filari per contenere naturalmente la vegetazione e contribuire alla fertilità dell'ecosistema. Anche la cantina è stata profondamente rinnovata. Una struttura di circa 1.200 metri quadrati, dotata di vasche termoregolate e attrezzature moderne, permette alla famiglia Signolle di lavorare separatamente le diverse parcelle e di seguire con precisione ogni fase della vinificazione. La tecnologia viene utilizzata come strumento al servizio dell'uva, mantenendo l'obiettivo di ottenere vini equilibrati, territoriali e riconoscibili, nei quali il frutto e l'identità varietale rimangano sempre protagonisti. Il cuore più classico della produzione è rappresentato dallo Château Vieux Landat Haut-Médoc Cru Bourgeois, espressione dell'assemblaggio bordolese e della tradizione del territorio. Ma è proprio quando la famiglia Signolle decide di uscire dai percorsi più convenzionali che emerge uno degli aspetti più affascinanti della tenuta. Accanto ai vini tradizionali vengono infatti prodotte micro-cuvée e vinificazioni dedicate ai singoli vitigni, esplorando possibilità decisamente insolite per una proprietà del Médoc. Emblematica è l'attenzione dedicata al Petit Verdot, varietà storica di Bordeaux normalmente presente soltanto in piccole percentuali negli assemblaggi. Vitigno tardivo, esigente e non sempre semplice da portare alla piena maturazione, nelle parcelle più vocate di Vieux Landat viene invece valorizzato fino a diventare protagonista assoluto di una cuvée in purezza. Una scelta coraggiosa che permette di scoprire un volto differente dell'Haut-Médoc, fatto di intensità, frutto scuro, spezie, struttura e grande personalità. La curiosità della famiglia non si ferma qui. Château Vieux Landat sperimenta anche con Cabernet Sauvignon vinificato separatamente, cuvée senza solfiti aggiunti e Blanc de Noirs ottenuti da uve a bacca rossa, costruendo una gamma che affianca alla classicità bordolese un'anima decisamente più contemporanea. Non si tratta di rinnegare la tradizione, ma di utilizzarla come punto di partenza per esplorare nuove interpretazioni del proprio vigneto. È proprio questo equilibrio tra Haut-Médoc classico e spirito sperimentale a definire Château Vieux Landat. Una proprietà familiare dalle dimensioni contenute, biologica e indipendente, capace di custodire i codici storici della Rive Gauche e allo stesso tempo di metterli in discussione quando il vigneto offre l'occasione per farlo. I vini della famiglia Signolle raccontano così una Bordeaux meno prevedibile e più personale, dove Cabernet Sauvignon, Merlot e soprattutto Petit Verdot diventano strumenti diversi per esprimere un unico territorio.