MASSIMO COLETTI

METODO CLASSICO BRUT NATURE PAS DÉGORGÉ "L'OSIGO" - MASSIMO COLETTI

Precio normal €23,50 Precio rebajado€26,00ahorra €2,50

Abbinamenti, Perfetto come aperitivo per chi ama le bollicine vere e asciutte, L’Osigo si abbina alla perfezione con formaggi freschi, fritture di pesce, salumi delicati e verdure in tempura.
Alcol, 12%
Annata, Sans Année
Denominazione, Vino Spumante Di Qualità
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Veneto (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Glera 70%, Verdiso 30%

NOTE SENSORIALI:

L’Osigo di Massimo Coletti è un Metodo Classico che interpreta il mondo delle bollicine attraverso una sensibilità artigianale, mettendo al centro freschezza, materia e il carattere dell'affinamento sui lieviti. Nel calice si presenta con un giallo paglierino dai riflessi dorati, accompagnato da una bollicina fine e vivace e da una possibile velatura, legata alla scelta di non effettuare la sboccatura. Al naso troviamo mela gialla, pera e scorza di limone, seguite da fiori bianchi, mandorla fresca e delicate note di crosta di pane. Con qualche minuto nel bicchiere emergono sfumature più profonde di lievito, frutta secca ed erbe aromatiche, che contribuiscono a rendere il profilo particolarmente interessante. In bocca è fresco, dinamico e piacevolmente materico, con un'effervescenza che accompagna una struttura ben definita e una sapidità persistente. L'assenza di dosaggio zuccherino lascia emergere un sorso asciutto e diretto, mentre la permanenza sui lieviti aggiunge consistenza e profondità. Il finale è lungo, agrumato e leggermente mandorlato, con una delicata sensazione di crosta di pane che richiama il carattere autentico del Metodo Classico non sboccato.

CURIOSITÁ:

L’Osigo nasce dal progetto di Massimo Coletti, vignaiolo trevigiano che porta avanti una tradizione familiare di quattro generazioni, dedicandosi soprattutto a vini rifermentati e spumanti capaci di raccontare il territorio senza interventi superflui. Il nome richiama il termine dialettale veneto utilizzato per indicare il piccolo osso che si trova all'interno del chicco d'uva, un riferimento simbolico alla volontà di valorizzare ogni elemento del frutto. La particolarità di questo Metodo Classico è la scelta di non effettuare il dégorgement, lasciando quindi i lieviti della seconda fermentazione all'interno della bottiglia. Questo approccio, definito pas dégorgé, permette al vino di continuare a evolvere a contatto con i propri depositi, sviluppando nel tempo maggiore complessità aromatica e una consistenza particolare. La dicitura Brut Nature indica invece l'assenza di un dosaggio zuccherino significativo, lasciando spazio alla naturale freschezza del vino. È una bollicina che unisce la precisione del Metodo Classico alla spontaneità dei vini artigianali, offrendo un'esperienza diversa rispetto agli spumanti tradizionalmente sboccati.

Massimo Coletti

Nel cuore dei Colli Trevigiani, la Famiglia Coletti porta avanti un progetto vitivinicolo che unisce tradizione contadina, spirito familiare e un profondo rispetto per la terra. L’azienda è guidata da Massimo Coletti, affiancato dal nonno Aldo e da tutta la famiglia, in un lavoro quotidiano che ha il sapore della semplicità e della cura artigianale. La produzione è orientata a uno stile naturale, con un’attenzione particolare alla viticoltura biologica, all’uso di lieviti indigeni e a una vinificazione senza interventi invasivi. Niente chiarifiche, né filtrazioni: solo il tempo, il lavoro in vigna e la vitalità del terreno. Specialità della casa sono i vini “col fondo”, ovvero rifermentati in bottiglia con il proprio lievito: frizzanti spontanei, vivi, rustici al punto giusto, capaci di raccontare il territorio in modo diretto e autentico. Tra i vitigni coltivati troviamo Glera, Pinot Grigio, Manzoni Bianco, Boschera, Chardonnay, varietà locali che crescono su suoli collinari ricchi di storia, accarezzati dal vento e dal sole del Veneto orientale. I vini di Massimo Coletti sono bottiglie quotidiane nel senso più nobile del termine: sincere, schiette, pensate per accompagnare il cibo, la tavola e le relazioni. Un progetto giovane ma già riconoscibile, che parla la lingua del territorio e guarda lontano, con la forza tranquilla delle radici.