TENUTA IL NESPOLO

METODO CLASSICO BRUT ROSÉ BLANC DE NOIRS "DUE TRE" - TENUTA IL NESPOLO

Precio normal €19,90 Precio rebajado€22,00ahorra €2,10

Abbinamenti, Ideale come aperitivo, accompagna con eleganza salumi delicati, tartare di carne, vitello tonnato, sushi, crostacei, salmone, primi piatti saporiti e carni bianche. Ottimo anche con pizza gourmet, fritti e formaggi di media stagionatura.
Alcol, 12,5%
Annata, 2024
Denominazione, Vino Spumante Metodo Classico
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Noir 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un elegante rosa tenue e luminoso, animato da un perlage fine e continuo. Il bouquet si apre su profumi di fragolina di bosco, ribes rosso, melagrana e ciliegia croccante, accompagnati da scorza di agrumi, rosa canina e leggere sfumature di crosta di pane, mandorla e spezie delicate. Al palato è fresco, armonioso e ben strutturato. La componente fruttata è sostenuta da una viva acidità e da una piacevole trama sapida, mentre la permanenza sui lieviti dona morbidezza e continuità al sorso. Il finale è asciutto e persistente, con ritorni di piccoli frutti rossi, agrumi e mandorla. Il perlage è fine ed elegante, mentre la nota di mandorla contribuisce alla persistenza gustativa.

CURIOSITÁ:

Il “Due Tre” Brut Rosé Blanc de Noirs di Tenuta Il Nespolo è un Metodo Classico piemontese di forte personalità, nato dalla vinificazione in bianco del Pinot Nero. La cantina ha sede a Moasca, nel Monferrato astigiano, in un territorio collinare caratterizzato da suoli calcareo-argillosi e da una viticoltura artigianale attenta all’identità delle varietà coltivate. Il nome “Due Tre” richiama un’espressione immediata e conviviale, perfettamente coerente con lo stile del vino: una bollicina rosata dinamica e gastronomica, capace di unire la tensione del Metodo Classico alla profondità aromatica del Pinot Nero. La delicata tonalità rosata nasce dal breve contatto del mosto con le bucce, sufficiente a estrarre colore e fragranza senza appesantire il profilo. La seconda fermentazione avviene direttamente in bottiglia secondo il Metodo Classico, seguita da una lunga permanenza sui lieviti, indispensabile per sviluppare finezza del perlage, complessità e una struttura più cremosa. Il dosaggio Brut ne conserva la freschezza, mantenendo al centro il frutto e la tipica energia varietale del Pinot Nero.

Tenuta Il Nespolo
Piedi ben piantati a terra, sguardo al futuro; questo è Luca, che oggi, con il padre Domenico, scrive i nuovi capitoli della storia dell’azienda. La terra dove hanno radici Luca e le vigne che coltiva con dedizione, è quella di Moasca, nell’astigiano, dove dai primi anni ‘60 nonno Giovanni si dedica alla trasformazione dell’uva; all’inizio solo in piccole quantità per un vino destinato al commercio in damigiana, talmente pochi erano i vigneti a disposizione. Quelli di nonno Giovanni erano anni in cui la monocoltura non aveva ancora preso la ribalta, anni in cui le aziende agricole destinavano gli appezzamenti a produzioni eterogenee: dai meleti all’allevamento di bovini e maiali. Passano gli anni, le superfici vitate aumentano, si smette gradualmente di allevare gli animi; a questo punto nonno Giovanni decide di lasciare il timone ai due figli, Domenico ed Enzo, che di comune accordo, decidono di dare all’azienda un taglio totalmente vitivinicolo, espandendone i canali di vendita - ed estirpando gli ultimi meleti rimasti, primo ricordo vivido di Luca, che si racconta da bambino, in braccio al papà, alla guida del trattore. Forse è stata proprio la vividità di questi ricordi ad accrescere in Luca la volontà di studiare per poter essere la terza generazione alla guida dell’azienda; prima la scuola enologica di Alba, poi la facoltà di Viticoltura ed Enologia dell’Università di Torino, dove prova il test d’ingresso quasi per gioco. Viene preso, accetta la sfida e lascia il lavoro che aveva trovato dopo i sei anni di scuola enologica.   Oggi Luca a Tenuta Il Nespolo applica quella che lui definisce “viticoltura di cognizione”, prendendosi cura degli ormai 12 ettari vitati, dove a farla da padrona è la Barbera, affiancata da Dolcetto, Favorita, Chardonnay e Moscato (con quest’ultimo la scintilla è scattata tardi – ci racconta Luca – nel 2016). La combinazione degli studi di Luca con l’esperienza di Domenico, la volontà di mantenere sempre in salute i terreni rispettando i cicli della natura, la produzione in continua evoluzione: questi sono i punti di forza di Tenuta Il Nespolo, grazie ai quali i vini diventano prodotti unici, identitari e caratterizzanti di un’ideologia vitivinicola ben precisa.