DOMAINE MICHELOT

MEURSAULT BLANC 2021 - DOMAINE MICHELOT

Precio normal €81,90 Precio rebajado€97,00ahorra €15,10

Abbinamenti, La ricchezza e la freschezza del Meursault 2021 permettono abbinamenti di grande ampiezza. È splendido con crostacei, capesante, astice, rombo e branzino al forno, ma accompagna magnificamente anche baccalà, pesce spada e preparazioni di mare con salse al burro o alla panna. La struttura cremosa consente di spingersi verso carni bianche come pollo arrosto, faraona e vitello, soprattutto quando accompagnate da funghi o salse delicate. Molto interessante con risotto ai porcini, tagliolini al tartufo bianco e formaggi morbidi di buona maturazione, dove freschezza e mineralità alleggeriscono la parte più ricca del piatto. Da provare con capesante scottate al burro nocciola, abbinamento capace di richiamare perfettamente le sfumature di frutta secca del vino.
Alcol, 13,4%
Annata, 2021
Denominazione, Mersault AOP
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Borgogna (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Chardonnay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Meursault Blanc 2021 di Domaine Michelot si presenta con un giallo paglierino luminoso, arricchito da eleganti riflessi dorati. Il naso è ampio ma preciso, con pesca gialla, mela matura e ananas che si intrecciano a scorza di limone, nocciola e anacardo. Con l’ossigenazione emergono sfumature di cereali, miele, mandorla e leggere sensazioni affumicate, accompagnate da una netta impronta minerale che richiama la pietra bagnata. Al palato è ricco e cremoso nella trama, ma il millesimo 2021 imprime una freschezza particolarmente vibrante che attraversa la materia e mantiene il sorso teso e dinamico. La componente fruttata rimane succosa e profonda, mentre il legno è ben integrato e contribuisce soprattutto alla struttura. Il finale è lungo, sapido e progressivo, con ritorni di agrumi, frutta secca e pietra. Un Meursault che combina opulenza e precisione, con una tensione superiore alla media e un’eccellente prospettiva evolutiva.

CURIOSITÁ:

Il Meursault Village di Michelot è Chardonnay in purezza e nasce dall’assemblaggio di diverse parcelle del comune, poste a differenti livelli della collina e quindi caratterizzate da suoli e sottosuoli molto differenti: argille e calcare si alternano a ghiaie, marne, detriti rocciosi e calcare compatto. Per il 2021 sono documentate nove parcelle, con contributi anche da lieux-dits come Les Casse-Têtes e Limozin. La vinificazione di questa annata è particolarmente interessante: circa il 35% del vino passa in contenitori di legno da 500 litri, il 40% in tradizionali pièces borgognone da 228 litri, il 20% in contenitori di argilla e una piccola quota anche in Wineglobe di vetro, introdotto proprio a partire dal 2021; il legno nuovo rappresenta appena il 10%. Fu un’annata estrema: le gelate di aprile fecero perdere al domaine circa l’80% della produzione e la vendemmia si svolse dal 19 al 27 settembre. Michelot descrive i propri bianchi 2021 come tesi, minerali e particolarmente adatti alla lunga evoluzione.

Domaine Michelot

Domaine Michelot è una delle storiche realtà familiari di Meursault, nel cuore della Côte de Beaune, con una storia che attraversa circa due secoli e sette generazioni. Le origini della famiglia sono curiosamente legate non direttamente alla vigna, ma alla tonnellerie: i Michelot erano infatti bottai e soltanto nel corso dell’Ottocento iniziarono progressivamente a dedicarsi alla viticoltura. Un passaggio fondamentale avviene con Alfred Michelot, nato nel 1901, che eredita le vigne del padre Jean-Baptiste e dello zio Jules. Il figlio Bernard, insieme alla moglie Lucie Buisson, prosegue il lavoro familiare e negli anni Sessanta compie la scelta che cambia definitivamente il destino del domaine: invece di continuare a vendere il vino prevalentemente sfuso ai négociants borgognoni, inizia a imbottigliarlo direttamente. Nasce così Michelot-Buisson e le prime medaglie ottenute già nel 1964, 1966 e 1971 favoriscono l’apertura verso i mercati internazionali. Nel 1985 entra in famiglia Jean-François Mestre, originario di una famiglia di viticoltori di Santenay e marito di Odile Michelot, che progressivamente assume la guida dell’azienda modernizzandone strutture e metodi di lavoro. Oggi il passaggio generazionale continua con il figlio Nicolas Mestre, settima generazione, che lavora accanto al padre e rappresenta l’anima più sperimentale del domaine. La proprietà conta circa 17 ettari, concentrati soprattutto a Meursault ma completati da parcelle a Puligny-Montrachet e Santenay, costruendo così una fotografia particolarmente interessante della Côte de Beaune. Il cuore rimane inevitabilmente lo Chardonnay di Meursault, coltivato su quel complesso mosaico di calcari, marne e argille che cambia sensibilmente salendo o scendendo lungo il versante. Proprio questa frammentazione ha portato la famiglia a vinificare separatamente numerosi lieux-dits, permettendo di confrontare interpretazioni molto differenti della stessa varietà. Tra i Village compaiono Sous la Velle, Les Grands Charrons e Les Narvaux, oltre al particolare Clos Saint Félix, monopole aziendale di 0,82 ettari racchiuso da muri e legato storicamente a Monsieur Thirou de Saint Félix, fermier général del re Luigi XV nel Settecento. Sous la Velle rappresenta un altro patrimonio particolarmente significativo: la parcella si trova nella parte bassa del versante, intorno ai 220 metri, su terreni argillosi con sottosuolo ghiaioso, e oltre un ettaro venne piantato già negli anni Trenta. Salendo verso le esposizioni più prestigiose si entra invece nel mondo dei Premier Cru. Domaine Michelot possiede parcelle in quattro nomi fondamentali di Meursault: Charmes, Genevrières, Poruzots e Perrières. Genevrières nasce da due parcelle per complessivi circa 0,77 ettari, collocate tra 250 e 275 metri su terreni argillo-calcarei e sottosuoli caratterizzati da rocce e calcare bianco. Perrières è ancora più frammentato: due piccole parcelle per circa 0,49 ettari, una vicina al Clos des Perrières e l’altra nella parte alta del versante sopra la storica cava, dove calcari, marne bianche e roccia affiorante contribuiscono a costruire uno Chardonnay particolarmente verticale, salino e persistente. È proprio attraverso queste differenze che Michelot interpreta Meursault: non come uno stile unico fatto necessariamente di ricchezza e burrosità, ma come un insieme di climats nei quali profondità, tensione, mineralità e struttura cambiano secondo posizione e geologia. Questa lettura territoriale viene oggi accompagnata dalla curiosità di Nicolas Mestre, che ha progressivamente introdotto una serie di sperimentazioni sui contenitori e sugli affinamenti. Accanto alle tradizionali pièces borgognone da 228 litri vengono utilizzati fusti più grandi da 500 litri, vasche d’acciaio e contenitori alternativi come le uova in grès. Emblematica è la cuvée Meursault Grès, nata dalla vendemmia 2017: una parte del Meursault Village viene trasferita in contenitori ovoidali di ceramica e lasciata riposare per circa un ulteriore anno, cercando di ottenere evoluzione e profondità senza l’apporto aromatico del rovere. Il domaine ha sperimentato anche il vetro attraverso i Wineglobe, confermando una filosofia nella quale il contenitore non viene scelto per tradizione o moda, ma in funzione del comportamento del vino. Anche l’utilizzo del legno viene modulato secondo parcella e cuvée: il Bourgogne Côte d’Or bianco, ad esempio, proviene esclusivamente da vigne situate nel comune di Meursault ai margini dell’appellazione Village e viene vinificato in contenitori da 500 litri senza legno nuovo, proprio per privilegiare freschezza e purezza del frutto. Il lavoro agricolo segue oggi un orientamento biologico, accompagnato da una continua sperimentazione sulle modalità di gestione dei vigneti e dalla volontà di preservare la qualità dell’uva come punto di partenza di qualsiasi scelta enologica. La vendemmia è manuale e la filosofia della nuova generazione cerca vini sempre più energici, freschi e vibranti, evitando che maturità e affinamento cancellino le differenze tra le singole parcelle. Chardonnay domina naturalmente la produzione, ma il Pinot Noir mantiene un piccolo spazio importante attraverso Bourgogne Côte d’Or e Santenay Premier Cru La Comme, mentre a Santenay il domaine produce anche il bianco Premier Cru Les Gravières. Puligny-Montrachet completa il percorso verso sud e permette alla famiglia di confrontare lo Chardonnay di Meursault con un territorio generalmente caratterizzato da una trama più tesa e verticale. Domaine Michelot rappresenta così una sintesi particolarmente interessante tra classicismo e sperimentazione. Da una parte ci sono due secoli di storia familiare, vecchie vigne, climats storici e alcuni dei Premier Cru più importanti di Meursault; dall’altra Nicolas Mestre continua a interrogarsi su contenitori, ossigeno, dimensione del legno e modalità di affinamento, utilizzando grès e vetro accanto alle tradizionali botti borgognone. La continuità con Jean-François Mestre permette però a questa ricerca di non perdere il proprio centro: Meursault e i suoi terroir. Charmes, Genevrières, Poruzots, Perrières, Narvaux, Sous la Velle e il monopole Clos Saint Félix diventano così differenti interpretazioni dello stesso villaggio, unite dalla volontà di lasciare allo Chardonnay la possibilità di raccontare le sfumature del luogo. È proprio questo equilibrio tra patrimonio familiare e curiosità della nuova generazione a definire oggi Domaine Michelot: una maison profondamente radicata nella storia di Meursault, ma tutt’altro che immobile, capace di custodire le proprie vigne più antiche e contemporaneamente sperimentare nuovi strumenti per rendere i vini più precisi, vitali e trasparenti.