WEINGUT IMMICH-BATTERIEBERG

MOSEL RIESLING "ESCHEBURG" 2023 - WEINGUT IMMICH-BATTERIEBERG

Precio normal €25,50 Precio rebajado€28,00ahorra €2,50

Abbinamenti, La tensione, la salinità e la struttura dell’Escheburg 2023 lo rendono particolarmente adatto alla cucina di mare. È magnifico con ostriche, crostacei, ceviche, tartare e carpacci di pesce, ma accompagna altrettanto bene rombo, branzino, salmerino e preparazioni affumicate. La componente minerale e l’acidità permettono abbinamenti molto riusciti anche con cucina asiatica, soprattutto sushi, sashimi, piatti thai delicatamente speziati e preparazioni allo zenzero. Interessante con formaggi caprini, verdure arrosto e piatti a base di erbe aromatiche. Da provare con capesante scottate o con un pesce di lago accompagnato da una salsa leggermente burrosa.
Alcol, 11,5%
Annata, 2023
Denominazione, Deutscher Qualitatswein
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Mosella (Germania)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Riesling 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Mosel Riesling “Escheburg” 2023 di Weingut Immich-Batterieberg si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da delicati riflessi dorati. Il naso inizialmente è quasi austero, dominato da pietra focaia, ardesia e una sottile nota riduttiva; con qualche minuto nel calice emergono pesca, susina mirabella, pera matura e scorza di agrumi, accompagnate da erbe spontanee, spezie fini e leggere sfumature di crosta di pane. Al palato è concentrato ma sorprendentemente agile, con una tessitura cremosa attraversata da un’acidità precisa e da una salinità molto marcata. Il frutto è succoso, la struttura profonda ma mai pesante, mentre una sottile presa fenolica aumenta la tensione del sorso. Il finale è lunghissimo, asciutto, minerale e quasi salivante, con ritorni di agrumi, erbe e roccia frantumata. Un Riesling di grande carattere, inizialmente introverso ma capace di aprirsi magnificamente con aria e tempo.

CURIOSITÁ:

Escheburg è l’Ortswein di Immich-Batterieberg e rappresenta la sintesi dei quattro grandi vigneti di Enkirch: Ellergrub, Batterieberg, Zeppwingert e Steffensberg, tutte ripidissime parcelle di ardesia classificate ai massimi livelli già nella carta prussiana del 1868. Nel 2023 circa metà delle uve proviene dall’Ellergrub, con vigne di circa 60 anni e una resa estremamente contenuta, intorno ai 35 hl/ha. Dopo la pressatura dei grappoli interi, la fermentazione avviene spontaneamente e il vino rimane per circa dieci mesi in piccoli fusti di rovere usati. L’approccio di Gernot Kollmann, alla guida della cantina dal 2009, esclude lieviti selezionati, chiarificanti ed enzimi, privilegiando lunghi affinamenti sulle fecce e interventi minimi. Il nome Escheburg deriva dall’antico edificio della tenuta: nel XII secolo la proprietà fu concessa in feudo al principe von Esch, da cui nacque questa denominazione. Il 2023 raggiunge appena 11,5% vol., ma possiede una concentrazione e una profondità decisamente superiori a quanto il dato alcolico potrebbe suggerire.

Weingut Immich Batterieberg

Immich-Batterieberg è una delle aziende storiche più affascinanti della Mosella e ha sede a Enkirch, nel tratto della Mittelmosel caratterizzato da pendii estremamente ripidi e da alcuni dei più antichi vigneti di Riesling della regione. La storia della proprietà è eccezionalmente lunga: il nucleo centrale dell’attuale edificio compare già in un documento del 908, quando il possedimento venne trasferito alla Chiesa, mentre la famiglia Immich è legata alla viticoltura locale dal 1425 e rimase alla guida dell’azienda fino al 1989. Il momento che avrebbe dato alla cantina il suo nome attuale arriva tra il 1841 e il 1845, quando Carl August Immich decide di rendere coltivabile un’impressionante porzione di roccia sopra Enkirch: per modellare il pendio vengono utilizzate vere e proprie batterie di esplosivi, da cui deriva il nome Batterieberg. Quella scelta radicale trasforma un versante quasi impossibile da lavorare in uno dei vigneti più celebri della zona, oggi monopole aziendale di circa 1,1 ettari. Dopo un periodo difficile seguito all’uscita della famiglia Immich, la proprietà viene rilanciata nel 2009 con l’arrivo di Gernot Kollmann, che assume la responsabilità della gestione e della vinificazione e imprime al domaine una nuova identità senza rinnegare la sua storia. Kollmann aveva maturato esperienze presso Dr. Loosen, Bischöfliche Weingüter Trier e soprattutto Van Volxem, oltre ad aver lavorato come consulente, e porta a Enkirch una visione estremamente precisa del Riesling della Mosella: vini prevalentemente secchi, poco addomesticati, profondi e pensati per l’evoluzione più che per la semplice immediatezza. Oggi il patrimonio aziendale comprende circa una quindicina di ettari e alcuni dei vigneti storicamente più importanti di Enkirch e dei dintorni: Batterieberg, Ellergrub, Zeppwingert e Steffensberg, ai quali si aggiunge Trabener Zollturm. Sono tutti vigneti di forte pendenza, caratterizzati da differenti tipi di ardesia e da una presenza importante di vecchie viti, in diversi casi ancora a piede franco. Batterieberg rimane il simbolo assoluto della proprietà: il terreno è dominato da ardesia grigia con un’insolita percentuale di quarzo, le rese sono molto basse e il Riesling che ne deriva tende verso potenza, struttura, profondità e una straordinaria capacità di evoluzione. Ellergrub presenta invece ardesia scura, tradizionalmente descritta come “blu”, e dà vini generalmente più fini, sottili e setosi, caratterizzati da grande precisione e da una notevole tensione minerale. Zeppwingert ospita alcune delle vigne più vecchie del domaine e produce Riesling più compatti, austeri e profondi, mentre Steffensberg, con i suoi terreni di ardesia rossastra e maggiore capacità di trattenere acqua e nutrienti, offre interpretazioni generalmente più generose e accessibili in gioventù. Zollturm, già nel territorio di Traben-Trarbach, completa questa cartografia attraverso un pendio estremamente ripido di ardesia grigia e quarzitica, capace di dare vini potenti e destinati a un lungo sviluppo. Queste parcelle possiedono inoltre una rilevanza storica particolare: nella classificazione prussiana dei vigneti del 1868 diverse loro porzioni erano già considerate appartenenti alla categoria qualitativa più elevata, testimonianza di una reputazione costruita molto prima delle classificazioni contemporanee. In vigneto il lavoro è inevitabilmente quasi interamente manuale, perché le pendenze e la conformazione dei versanti rendono impossibile una viticoltura intensiva. Le vecchie viti e le basse rese sono considerate fondamentali per ottenere Riesling capaci di concentrazione senza perdere freschezza. In cantina la filosofia di Gernot Kollmann è volutamente essenziale: niente lieviti selezionati, enzimi, stabilizzanti proteici o chiarificanti, nessun arricchimento, nessuna concentrazione e nessuna disacidificazione. Le fermentazioni partono quindi spontaneamente e possono procedere lentamente, seguendo il carattere dell’annata. Anche lo stile evita deliberatamente la ricerca di vini levigati e perfettamente uniformi: Kollmann preferisce Riesling capaci di mostrare carattere, tensione e persino una certa ruvidità in gioventù, nella convinzione che siano proprio queste componenti a garantire personalità e capacità evolutiva. La produzione è oggi organizzata secondo una gerarchia molto leggibile. CAI rappresenta l’ingresso nella filosofia aziendale ed è un Riesling secco proveniente da diversi vigneti di ardesia; Detonation seleziona invece parcelle particolarmente vocate e propone un’espressione più intensa e strutturata. Escheburg, il cui nome richiama l’antica denominazione dell’edificio storico del domaine, riunisce le quattro grandi vigne di Enkirch e nasce da piante generalmente superiori ai sessant’anni, diventando una sorta di sintesi del territorio. Al vertice si trovano le singole parcelle Steffensberg, Zollturm, Ellergrub, Batterieberg e Zeppwingert, vinificate separatamente per preservarne le differenze geologiche e stilistiche. Il domaine produce inoltre sporadicamente vini dolci soltanto quando l’annata lo consente, mentre la parte largamente dominante della produzione rimane dedicata ai Riesling secchi. È proprio questa scelta a distinguere Immich-Batterieberg all’interno di una Mosella storicamente celebre anche per Kabinett, Spätlese e Auslese: qui il Riesling viene interpretato soprattutto come grande vino secco di terroir, capace di unire maturità, acidità, ardesia e una straordinaria longevità. La cantina conserva bottiglie storiche che risalgono fino al 1921, testimonianza concreta della capacità dei vini di Enkirch di attraversare i decenni. Immich-Batterieberg rappresenta così uno dei casi più affascinanti di rinascita della Mosella contemporanea: una proprietà con radici medievali, oltre cinque secoli di storia della famiglia Immich, vigneti scolpiti letteralmente nella roccia e una nuova fase iniziata nel 2009 sotto la guida di Gernot Kollmann. Batterieberg, Ellergrub, Zeppwingert e Steffensberg non vengono semplicemente utilizzati come nomi prestigiosi in etichetta, ma come veri protagonisti del progetto, ognuno con una propria geologia e una propria voce. Vecchie viti, ardesia, rese bassissime, fermentazioni spontanee e interventi ridotti al minimo definiscono una produzione che non cerca di rendere il Riesling più facile o più immediato, ma di conservarne profondità, irregolarità e capacità di evoluzione. È proprio questo equilibrio tra storia estrema e sensibilità contemporanea a rendere Immich-Batterieberg uno dei nomi più importanti per comprendere oggi il grande Riesling secco della Mosella.