NATURAL ASSYRTIKO DRY "ASYRTICO" 2022 - ARIOUSIOS
Abbinamenti, La struttura, la sapidità e la leggera trama tannica dell’Assyrtiko 2022 permettono abbinamenti più importanti rispetto a quelli di un classico bianco. È eccellente con pesce alla griglia, polpo, calamari, baccalà e pesce azzurro, ma accompagna magnificamente anche pollo al limone, carni bianche speziate e preparazioni mediterranee ricche di erbe aromatiche. Molto interessante con verdure arrosto, melanzane, hummus e cucina mediorientale, soprattutto quando entrano in gioco spezie, sesamo o componenti leggermente affumicate. La macerazione consente inoltre ottimi accostamenti con formaggi di media stagionatura. Da provare con un polpo alla brace condito con limone ed erbe mediterranee, dove la componente marina del piatto dialoga perfettamente con la forte sapidità del vino.
Alcol, 14,5%
Annata, 2022
Denominazione, Protected Geographical Indication Chios
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Grecia
Temperatura di servizio, 12/14°
Vitigni, Asyrtico 100%
NOTE SENSORIALI:
L’Assyrtiko 2022 di Ariousios si presenta con un colore arancio dorato intenso e luminoso, conseguenza naturale della macerazione sulle bucce. Il naso è mediterraneo e profondamente espressivo: albicocca disidratata, mela cotogna e scorza d’arancia si intrecciano a limone maturo, erbe selvatiche e leggere sfumature floreali. Con l’ossigenazione emergono miele, spezie, tè e delicate sensazioni balsamiche, accompagnate da un evidente richiamo salmastro. Al palato è materico e deciso, con una leggera presa tannica che dona struttura senza irrigidire il sorso. La generosità del frutto e il calore del millesimo sono contrastati dalla tipica acidità dell’Assyrtiko e soprattutto da una sapidità marina molto pronunciata. Il finale è lungo, asciutto e persistente, con ritorni di agrumi canditi, erbe mediterranee e sale. Un orange wine energico e profondamente isolano, capace di combinare maturità, tensione e una personalità decisamente fuori dagli schemi.
CURIOSITÀ:
Questo Assyrtiko nasce sull’isola greca di Chios, nel Mar Egeo, all’interno della storica Ariousia Chora, territorio già celebrato nell’antichità per la qualità dei suoi vini. Il 2022 è Assyrtiko in purezza proveniente da circa 2 ettari di vigne con un’età media di 19 anni, allevate a cordone speronato con circa 3.000 ceppi per ettaro su terreni argilloso-limosi. La viticoltura è asciutta, senza irrigazione, favorita dalle brezze dell’Egeo e dalle importanti escursioni termiche delle zone collinari dell’isola. Per questa specifica annata la fermentazione avviene spontaneamente in vasche d’acciaio da 500 litri, con circa 5 giorni di macerazione sulle bucce; segue un affinamento di 11 mesi negli stessi contenitori a contatto con le fecce fini. Non vengono aggiunti lieviti selezionati e il vino è imbottigliato senza solforosa aggiunta. La produzione è minuscola, circa 5.333 bottiglie. Ariousios nasce dal progetto avviato nel 1998 da un gruppo di abitanti di Chios per riportare in vita l’antica tradizione vitivinicola dell’isola.
Ariousios +
Ariousios è una delle realtà più particolari della viticoltura greca contemporanea, nata sull’isola di Chios con un obiettivo preciso: riportare alla vita la tradizione dell’antico Ariousios Oinos, il vino che per secoli rese celebre l’isola in tutto il Mediterraneo. Il progetto moderno prende forma nel 1998, quando un piccolo gruppo di abitanti originari della parte settentrionale di Chios decide di recuperare una cultura viticola che aveva progressivamente perso importanza. Il punto di partenza non è quindi semplicemente la creazione di una nuova cantina, ma il recupero di un'identità che affonda le proprie radici nell’antichità. Le fonti classiche raccontano infatti Chios come una delle terre vinicole più prestigiose del mondo greco. Teopompo attribuiva a Enopione, figlio di Dioniso, l’introduzione della coltivazione della vite sull’isola, mentre Strabone identificava nell’antica Ariousia Chora, nella parte nord-occidentale di Chios, una terra capace di produrre vini considerati tra i migliori della Grecia. Il vino di Chios venne celebrato anche da autori come Aristofane e, successivamente, dai poeti latini Orazio e Virgilio; la sua reputazione continuò inoltre durante l’epoca bizantina. Le anfore provenienti dall’isola circolavano lungo le grandi rotte commerciali del Mediterraneo, facendo del vino uno dei prodotti più prestigiosi dell’antica economia di Chios. È proprio in questa stessa area storicamente identificata con l’Ariousia Chora che prende forma il progetto contemporaneo. Nel 2001 iniziano i primi interventi di recupero e reimpianto dei vigneti sui rilievi dell’Amani, concentrandosi in particolare sul Chiotiko Krasero, antica varietà rossa strettamente legata all’isola. Nel 2004 viene costituita Ariousios S.A., società formata da persone originarie della parte settentrionale di Chios, mentre nel 2009 viene inaugurata la cantina nella località di Sofou, sopra il piccolo insediamento di Egrigoros, nella zona nord-occidentale dell’isola. Si tratta di un passaggio particolarmente significativo per Chios, perché Ariousios realizza il primo moderno stabilimento enologico costruito sull’isola. Nel 2011 arriva un altro momento simbolico con la prima esportazione di vini di Chios verso gli Stati Uniti dell’epoca moderna, riportando idealmente le bottiglie dell’isola sulle rotte internazionali percorse nell’antichità dalle sue anfore. Il territorio rappresenta inevitabilmente il centro del progetto. La parte settentrionale di Chios è molto diversa dalle zone meridionali maggiormente conosciute per la produzione della mastica: intorno alla catena montuosa dell’Amani il paesaggio diventa più aspro, scarsamente popolato e profondamente mediterraneo. I vigneti occupano pendii e terrazze esposti alla luce intensa dell’Egeo, continuamente attraversati dai venti che mitigano le temperature e favoriscono la sanità delle uve. La combinazione tra terreni poveri, condizioni relativamente aride e ventilazione limita naturalmente la vigoria delle piante e contribuisce a concentrare la produzione. Diverse parcelle destinate ai bianchi si trovano indicativamente tra 250 e 350 metri di altitudine, una quota importante in un contesto insulare e mediterraneo perché permette di preservare maggiore freschezza durante la maturazione. Il Chiotiko Krasero rappresenta il legame più diretto con la tradizione viticola dell’isola. Il recupero di questa varietà è stato uno dei primi obiettivi di Ariousios e assume un valore che supera la semplice produzione di vino: significa conservare un patrimonio genetico che rischiava progressivamente di scomparire. Accanto al Krasero vengono coltivate e vinificate altre varietà greche, tra cui Assyrtiko, Athiri, Agiorgitiko e Mandilaria, costruendo una gamma che mette in relazione la specificità di Chios con il più ampio patrimonio viticolo dell’Egeo. L’Assyrtiko trova condizioni particolarmente interessanti nei vigneti d’altitudine dell’isola: la luce e il clima mediterraneo permettono di raggiungere piena maturazione, mentre quota e ventilazione contribuiscono a preservare l’acidità naturalmente elevata della varietà. La produzione comprende vini bianchi, rossi e rosati, molti dei quali rientrano nella denominazione PGI Chios. Tra le etichette più rappresentative compare Ariousia Chora, assemblaggio di Assyrtiko e Athiri proveniente da vigneti collocati tra circa 250 e 350 metri, vendemmiati generalmente nella prima parte di settembre e vinificati in acciaio dopo estrazione a freddo. Greek Islands nasce invece esclusivamente da Assyrtiko e segue una filosofia orientata alla conservazione della freschezza e della componente varietale. Accanto a questi trovano spazio Chiotiko, Amanitis, Afstiros, Chios Vita, Oenanthes, Glikazon, Armonia e Protolatis, attraverso i quali la cantina esplora varietà, assemblaggi e interpretazioni differenti dell’isola. Un elemento interessante dell’identità aziendale emerge anche dalle etichette: Ariousios utilizza immagini storiche di persone realmente vissute nelle terre nelle quali oggi vengono prodotti i vini, fotografie che raccontano lavoro agricolo, momenti quotidiani e feste della comunità locale. Alcune bottiglie richiamano inoltre la cultura della mastica, altro elemento inseparabile dalla storia di Chios. Il vino viene quindi inserito all’interno di un racconto più ampio dell’isola, nel quale agricoltura, memoria e paesaggio diventano parti della stessa identità. La cantina di Egrigoros, costruita su tre livelli e dotata anche di ambienti sotterranei destinati all’affinamento in legno, è stata concepita per accompagnare questa rinascita attraverso strumenti enologici moderni senza perdere il riferimento alla storia locale. Ariousios rappresenta così un progetto molto diverso dalla classica azienda vitivinicola familiare tramandata senza interruzioni attraverso le generazioni. È piuttosto un'opera collettiva di recupero: un gruppo di abitanti di Chios ha deciso di ricostruire una parte della cultura agricola della propria isola partendo dai vigneti dell’Amani e soprattutto dal Chiotiko Krasero. Il significato del nome diventa quindi fondamentale. Ariousios non è un termine creato per esigenze commerciali moderne, ma richiama direttamente quell’Ariousios Oinos che gli autori dell’antichità descrivevano come uno dei grandi vini del mondo greco. Dalle anfore che attraversavano il Mediterraneo alla quasi scomparsa della viticoltura nel nord dell’isola, fino ai nuovi impianti iniziati nel 2001 e alla cantina inaugurata nel 2009, il progetto cerca di ricongiungere due epoche separate da secoli. Assyrtiko, Athiri e le altre varietà greche ampliano oggi questa interpretazione, ma è soprattutto il recupero del Chiotiko Krasero a dare ad Ariousios un'identità difficilmente replicabile altrove. Un progetto nel quale il vino diventa quindi anche uno strumento di conservazione culturale, capace di riportare sulle tavole contemporanee il nome di una delle più antiche e celebrate terre viticole dell’Egeo.