RIOJA TINTO GRAN RESERVA “VIÑA TONDONIA COSECHA” 2005 - LÓPEZ DE HEREDIA
Abbinamenti, La complessità e la finezza raggiunte dal Viña Tondonia Gran Reserva 2005 suggeriscono piatti importanti ma non eccessivamente elaborati, capaci di lasciare spazio al vino. È magnifico con agnello arrosto, filetto di manzo, piccione, anatra e selvaggina da piuma, ma accompagna splendidamente anche brasati eleganti e carni cotte lentamente. Molto interessante con funghi porcini, piatti al tartufo e formaggi stagionati non troppo piccanti, dove l’acidità ancora viva riesce a bilanciare la componente più ricca. López de Heredia suggerisce tradizionalmente anche pesci alla griglia poco conditi, abbinamento insolito ma perfettamente coerente con la finezza e il moderato tenore alcolico di questo Rioja. È anche una bottiglia da degustazione, da bere lentamente senza accompagnamento.
Alcol, 13%
Annata, 2005
Denominazione, Rioja DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Spagna
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Tempranillo 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Rioja Tinto Gran Reserva “Viña Tondonia Cosecha” 2005 di López de Heredia si presenta con un rosso rubino evoluto, impreziosito da evidenti riflessi granati e mattone. Il naso è straordinariamente complesso e stratificato: fragola, ciliegia essiccata e piccoli frutti rossi incontrano fiori secchi, finocchietto, timo ed erbe aromatiche, seguiti da cuoio fine, sottobosco, tabacco e delicate sensazioni balsamiche. Con l’ossigenazione emergono sfumature di spezie, legno antico e una sottile nota di cola, senza mai perdere freschezza. Al palato è austero ed elegante, con una tessitura vellutata sostenuta da un’acidità sorprendentemente viva. I tannini sono finissimi, levigati dal tempo ma ancora capaci di dare struttura, mentre una sensazione quasi gessosa accompagna la progressione. Il finale è lunghissimo, asciutto e complesso, con ritorni di frutta rossa, erbe mediterranee, cuoio e spezie. Un Rioja classico nel significato più profondo del termine, maturo ma ancora perfettamente vitale.
CURIOSITÁ:
Viña Tondonia è uno dei vigneti simbolo della Rioja e della storia di López de Heredia. Rafael López de Heredia y Landeta lo costituì tra il 1913 e il 1914 riunendo diverse parcelle all’interno di uno spettacolare meandro dell’Ebro, nei pressi di Haro: oltre 100 ettari posti tra 438 e 489 metri, su terreni che alternano depositi alluvionali, argille, calcare, ghiaie e ciottoli. Il Gran Reserva viene prodotto soltanto nelle vendemmie ritenute eccezionali, e il 2005 fu classificato ufficialmente “Excelente” dal Consejo Regulador della Rioja. Per questa annata le fonti dedicate al millesimo riportano circa 70% Tempranillo, 20% Garnacha e il restante 10% tra Graciano e Mazuelo. La fermentazione avviene nei grandi e antichi tini di rovere della cantina con lieviti indigeni. Il vino affronta poi un affinamento eccezionalmente lungo in vecchio rovere americano, con travasi manuali e chiarifica tradizionale con albume d’uovo. Il 2005 è stato imbottigliato soltanto nel novembre 2019, dopo circa quattordici anni di permanenza in cantina, in appena circa 23.000 bottiglie.
López De Heredia +

R. López de Heredia Viña Tondonia è una delle bodegas storiche più importanti della Rioja e una delle rarissime realtà spagnole ad aver conservato quasi intatto, per quasi centocinquant’anni, il proprio metodo di lavoro. La storia comincia ad Haro intorno al 1877 con Rafael López de Heredia y Landeta, che entra in contatto con i négociants francesi arrivati in Rioja alla ricerca di vino dopo la crisi della fillossera nei vigneti francesi. Rafael apprende le loro tecniche, comprende il potenziale straordinario della Rioja Alta e inizia a progettare e costruire la propria bodega nel celebre Barrio de la Estación di Haro, oggi considerata la più antica della città e una delle prime grandi cantine della Rioja. Il progetto cresce lentamente, secondo una filosofia che ancora oggi caratterizza la famiglia: possedere direttamente i vigneti, controllare l’intero processo produttivo e soprattutto concedere al vino tutto il tempo necessario per evolvere. Tra il 1913 e il 1914 Rafael compie una delle scelte decisive della storia aziendale piantando Viña Tondonia, destinata a diventare il vigneto simbolo della casa. Oggi López de Heredia possiede complessivamente circa 170 ettari nella Rioja Alta, suddivisi principalmente tra quattro vigneti storici: Viña Tondonia, Viña Bosconia, Viña Cubillo e Viña Gravonia, quest’ultima indicata in alcune documentazioni storiche anche come Zaconia. Viña Tondonia supera da sola i 100 ettari e si trova in una spettacolare ansa dell’Ebro, sulla riva destra del fiume, dove il terreno alluvionale presenta una forte componente calcarea e argillosa; la particolare posizione crea un autentico microclima e permette alla famiglia di coltivare Tempranillo, Garnacha, Graciano e Mazuelo per i rossi e soprattutto Viura e Malvasía per i bianchi. Viña Bosconia nasce invece dal vigneto El Bosque, circa 15 ettari situati a poca distanza dalla cantina tra 460 e 487 metri di altitudine, con esposizione meridionale e terreni argillo-calcarei: qui dominano Tempranillo, Garnacha, Mazuelo e Graciano e i vini assumono generalmente un carattere più strutturato e profondo. Viña Cubillo e Viña Gravonia completano una vera cartografia aziendale nella quale ogni vino è legato a un vigneto preciso e non semplicemente a un marchio commerciale. La cantina di Haro è altrettanto importante quanto i vigneti ed è una sorta di monumento vivente alla Rioja classica: il complesso occupa oltre 53.000 metri quadrati, con quasi 20.000 metri quadrati edificati e chilometri di gallerie e locali sotterranei scavati nella roccia, alcuni dei quali raggiungono circa 15 metri di profondità. Al loro interno riposano circa 12.900 barrique bordolesi e 72 grandi tini di rovere proveniente da differenti origini. López de Heredia continua a utilizzare metodi che altrove sono praticamente scomparsi: lunghissimi affinamenti in vecchie botti, travasi manuali effettuati più volte durante la maturazione, chiarifica tradizionale con albume d’uovo fresco e imbottigliamento senza filtrazioni spinte. Il rovere americano svolge un ruolo fondamentale, ma le botti vengono utilizzate a lungo e non hanno lo scopo di imprimere al vino un gusto evidente di legno nuovo; sono piuttosto recipienti nei quali ossigeno e tempo trasformano lentamente il vino. Un Viña Tondonia Reserva rosso può trascorrere circa sei anni in botte con due travasi all’anno prima dell’ulteriore affinamento in bottiglia, mentre alcune Gran Reserva rimangono ancora più a lungo nelle cantine prima di essere commercializzate. Viña Bosconia Reserva trascorre indicativamente cinque anni in rovere americano, mentre le rarissime Gran Reserva possono arrivare a otto-dieci anni in botte e affrontare oltre venti travasi manuali prima di un ulteriore lunghissimo riposo in bottiglia. È una concezione quasi opposta alla ricerca contemporanea di immediatezza: il vino viene commercializzato soltanto quando la famiglia considera completata una parte significativa della sua evoluzione. Ancora più straordinario è il lavoro sui vini bianchi, probabilmente uno degli elementi che meglio distinguono López de Heredia da qualsiasi altra grande cantina della Rioja. La famiglia non ha mai accettato l’idea che il bianco debba essere necessariamente giovane e dominato dal frutto primario e tratta Viura e Malvasía con la stessa pazienza riservata ai grandi rossi. Viña Gravonia, ottenuto da Viura in purezza, può trascorrere circa quattro anni in botte con travasi periodici prima dell’imbottigliamento senza filtrazione, mentre Viña Tondonia Blanco Reserva e soprattutto Blanco Gran Reserva raggiungono affinamenti ancora più estremi. Il risultato è uno stile completamente personale, nel quale l’iniziale presenza del rovere viene progressivamente assorbita durante il lunghissimo riposo in bottiglia e lascia emergere spezie, mandorla, frutta secca, cera, erbe, note salmastre e una complessità ossidativa controllata capace di evolvere per decenni. La stessa filosofia attraversa i rossi: Viña Cubillo rappresenta generalmente il volto più immediato della casa, Viña Bosconia mostra una personalità più verticale e strutturata, mentre Viña Tondonia costituisce la sintesi più completa della filosofia familiare e viene prodotto come Reserva e, soltanto nelle annate considerate eccezionali, come Gran Reserva. Le Gran Reserva non sono quindi semplicemente versioni più lungamente affinate, ma vini selezionati soltanto quando qualità della vendemmia e capacità evolutiva giustificano decenni di attesa. Oggi López de Heredia continua a essere una delle poche grandi bodegas della DOCa Rioja rimaste integralmente familiari e la quarta generazione prosegue il lavoro impostato da Rafael senza trasformare la tradizione in un semplice esercizio nostalgico. È proprio questa continuità a rendere la casa quasi unica: mentre il mondo del vino ha attraversato rivoluzioni tecnologiche, cambiamenti stilistici e mode internazionali, a Haro si continua a ragionare attraverso vigneti di proprietà, vecchie botti, travasi manuali e soprattutto lunghissimi tempi di maturazione. Persino l’architettura racconta questa filosofia: la bodega è cresciuta generazione dopo generazione come una vera “cattedrale del vino”, con nuovi ambienti aggiunti a quelli progettati dal fondatore e profonde gallerie nelle quali convivono botti, vecchie annate e una straordinaria memoria aziendale. La famiglia non ha mai utilizzato uve provenienti da altre regioni, neppure nei periodi in cui la normativa della Rioja lo avrebbe consentito in determinate circostanze, e continua a considerare il controllo diretto del vigneto il fondamento della qualità. Viña Tondonia, Bosconia, Cubillo e Gravonia non sono quindi semplicemente quattro etichette, ma quattro luoghi attraverso i quali López de Heredia racconta la Rioja Alta. È difficile trovare un'altra cantina nella quale il concetto di tempo abbia un ruolo altrettanto concreto: qui il vino può trascorrere anni in legno e ancora molti anni in bottiglia prima di lasciare Haro, arrivando sul mercato quando altrove diverse vendemmie successive sono già state vendute. In questo senso López de Heredia non rappresenta soltanto uno degli ultimi grandi interpreti della Rioja tradizionale, ma una vera testimonianza vivente di un modo di produrre vino che considera pazienza, evoluzione e continuità familiare parte integrante del terroir stesso.