DOMAINE FOUASSIER

SANCERRE BLANC "CLOS PARADIS" 2023 - DOMAINE FOUASSIER

Precio normal €28,50 Precio rebajado€34,00ahorra €5,50

Abbinamenti, La combinazione tra rotondità, acidità e mineralità rende Clos Paradis 2023 particolarmente adatto a una cucina di mare elegante. È splendido con tartare di capesante agli agrumi, ostriche, scampi e crostacei, ma accompagna magnificamente anche coda di rospo arrosto, sogliola, rombo e pesci dalle carni consistenti. Molto riuscito con formaggi caprini, risotti alle erbe e preparazioni vegetali delicate, soprattutto quando entrano in gioco agrumi o componenti leggermente cremose. L’abbinamento suggerito direttamente dal domaine con capesante agli agrumi o rana pescatrice arrosto sintetizza perfettamente il carattere del vino.
Alcol, 13%
Annata, 2023
Denominazione, Appellation Sancerre Controlee
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sancerre (Francia)
Temperatura di servizio, 12-14°
Vitigni, Sauvignon Blanc 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Sancerre Blanc “Clos Paradis” 2023 di Domaine Fouassier si presenta con un giallo paglierino luminoso e cristallino. Il naso è raffinato e progressivo, con pera fresca, pompelmo e scorza di limone che si intrecciano a fiori d’acacia e delicate sfumature mielate. Con l’ossigenazione la componente minerale diventa sempre più protagonista, evocando pietra bagnata, gesso e roccia calcarea, mentre il frutto rimane nitido e misurato. Al palato è ampio e sorprendentemente rotondo per un Sauvignon di Sancerre, ma immediatamente attraversato da un’acidità fine e vibrante che imprime slancio al sorso. La lunga permanenza sulle fecce aggiunge consistenza senza appesantire, lasciando emergere una sensazione di grande purezza. Il finale è lungo, asciutto e profondamente minerale, con una piacevole nota amaricante di scorza d’agrume e un ritorno quasi gessoso. Un Sancerre elegante e cesellato, nel quale maturità e tensione convivono con grande naturalezza.

CURIOSITÁ:

Clos Paradis nasce da Sauvignon Blanc in purezza in una singola parcella di 5,10 ettari nel cuore di Sancerre, su un versante esposto pienamente a sud. Le vigne hanno tra 35 e 55 anni, con densità comprese tra 7.500 e 8.500 ceppi per ettaro e rese medie intorno ai 45 hl/ha. Il terreno è uno degli elementi decisivi della cuvée: calcari di Buzançais e calcari stratificati del Kimmeridgiano inferiore, una matrice che contribuisce alla caratteristica impronta gessosa e minerale del vino. La vendemmia viene trasferita in cantina tramite nastri, evitando il pompaggio, quindi sottoposta a pressatura pneumatica. La fermentazione avviene spontaneamente con soli lieviti indigeni in acciaio e il vino rimane per un intero anno sulle fecce negli stessi contenitori; anche il lavoro in cantina segue il calendario lunare. Il domaine, oggi guidato dai cugini Benoît e Paul Fouassier, rappresenta la decima generazione di una famiglia presente a Sancerre dal 1742 ed è certificato Biodyvin dal 2011 e Demeter dal 2022.

Domaine Fouassier

Domaine Fouassier è una delle famiglie storiche di Sancerre, presente sulle colline della denominazione da dieci generazioni e oggi guidata dai cugini Benoît e Paul Fouassier. Il domaine conta circa 60 ettari di vigneto distribuiti sui ripidi pendii che circondano il paese di Sancerre, con una netta prevalenza di Sauvignon Blanc e una parte dedicata al Pinot Noir. La storia moderna della proprietà attraversa però diverse generazioni: negli anni Sessanta Pierre Fouassier, dopo gli studi viticoli a Beaune, affianca il padre Raymond occupandosi della cantina e dello sviluppo commerciale; nel 1971 arriva anche il fratello Jean-Michel, dedicandosi maggiormente alla vigna e alla produzione. In quel periodo la proprietà possedeva già circa dieci ettari e stava progressivamente abbandonando l’antica impostazione di policoltura e allevamento per concentrarsi completamente sulla vite. Dagli anni Ottanta Pierre e Jean-Michel compiono una scelta che anticipa uno dei temi centrali del Sancerre contemporaneo: iniziano a vinificare e imbottigliare separatamente numerosi lieux-dits aziendali, convinti che parlare semplicemente di Sauvignon Blanc non fosse sufficiente per raccontare un territorio geologicamente così articolato. Con l'ingresso di Benoît nel 2000 e di Paul nel 2001, decima generazione della famiglia, questa ricerca diventa ancora più radicale. I due cugini orientano progressivamente l’intera proprietà verso l’agricoltura biologica e biodinamica, eliminando i prodotti chimici di sintesi e costruendo un modello agricolo nel quale la vitalità del terreno diventa il presupposto indispensabile per rendere leggibili le differenze tra le parcelle. Oggi l’intero vigneto è coltivato in biodinamica ed è certificato sia Demeter sia Biodyvin. La gestione segue i ritmi naturali e il calendario biodinamico, con lavorazioni del terreno, inerbimento spontaneo, compost, preparati vegetali e biodinamici, mentre gli erbicidi sono completamente esclusi e gli insetticidi erano già stati progressivamente abbandonati negli anni Novanta. Parallelamente la famiglia ha reintrodotto alberi e siepi tra le proprietà, cercando di aumentare la biodiversità e ricostruire un ecosistema agricolo più complesso attorno alle vigne. È però la straordinaria diversità geologica di Sancerre a rappresentare il vero centro del lavoro di Fouassier. I vigneti attraversano differenti formazioni calcaree, argilloso-calcaree e terreni ricchi di silex, permettendo alla stessa varietà di assumere caratteri profondamente differenti anche a distanza relativamente breve. Da qui nasce una gamma particolarmente articolata di selezioni parcellari come Les Romains, Clos Paradis, Les Chailloux, Les Chasseignes, Le Vallon, Les Grous, Les Grands Champs, Sur le Fort e La Garenne. Ogni lieu-dit viene considerato come un'identità autonoma e vinificato separatamente proprio per evitare che l’assemblaggio cancelli le differenze determinate da suolo, esposizione e posizione. Les Romains è una delle cuvée più rappresentative di questa filosofia e mette in evidenza l’influenza del silex, mentre Les Chasseignes richiama i terreni calcarei e pietrosi tipici di alcune zone della denominazione; altre parcelle permettono invece di approfondire il rapporto del Sauvignon con le differenti formazioni calcaree e argillose della collina di Sancerre. È una lettura quasi borgognona del territorio, costruita non sulla ricerca di una gerarchia tra i vigneti, ma sulla volontà di mostrarne le differenze. Il Sauvignon Blanc rimane inevitabilmente il grande protagonista, ma Fouassier evita deliberatamente di trasformarlo in un vino costruito esclusivamente sull’esuberanza aromatica varietale: ciò che interessa maggiormente è la capacità dell’uva di tradurre la provenienza, passando da espressioni più tese, verticali e pietrose ad altre più ampie e profonde secondo il terreno. Il Pinot Noir completa il patrimonio aziendale e viene utilizzato per Sancerre Rouge e Rosé, oltre che per selezioni provenienti da specifiche parcelle, seguendo la stessa attenzione dedicata ai bianchi. In cantina l’approccio è coerente con quello adottato in vigneto. Le fermentazioni sono spontanee, affidate ai lieviti indigeni, e la famiglia rifiuta l’utilizzo sistematico dei prodotti dell’enologia moderna, intervenendo il meno possibile per evitare di uniformare i vini. Le fermentazioni possono essere lente e gli affinamenti sulle fecce protratti per diversi mesi, con imbottigliamenti effettuati senza la necessità di accelerare artificialmente i tempi. Anche i contenitori vengono scelti in funzione del vino e della parcella, senza adottare un unico modello produttivo. Dal 2012 il domaine sperimenta inoltre la terracotta, utilizzando le anfore per preservare la purezza espressiva dell’uva senza introdurre l’impronta aromatica del legno, mentre dal 2015 produce anche vini bianchi attraverso macerazioni sulle bucce. A queste esperienze si aggiungono cuvée più libere e un Pét-Nat, dimostrando come una famiglia con dieci generazioni di storia possa continuare a sperimentare senza perdere il proprio legame con Sancerre. Oggi il Domaine Fouassier produce circa venti cuvée e rappresenta un caso particolarmente interessante per comprendere l’evoluzione della denominazione: una proprietà storica di dimensioni importanti che ha scelto di non uniformare i propri sessanta ettari sotto un unico stile, ma di frammentarne il racconto attraverso i singoli lieux-dits. Benoît e Paul hanno portato ancora più avanti l’intuizione iniziata da Pierre e Jean-Michel negli anni Ottanta, utilizzando biodinamica, fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti e contenitori differenti come strumenti per rendere il vino sempre meno costruito e sempre più legato alla propria origine. È proprio questa combinazione tra storia e sperimentazione a definire Domaine Fouassier: dieci generazioni di vignaioli, un patrimonio straordinario di parcelle e la convinzione che il Sauvignon Blanc e il Pinot Noir siano soprattutto mezzi attraverso i quali raccontare la complessità geologica di Sancerre. Una filosofia nella quale la tecnica arretra progressivamente e lascia spazio al luogo, trasformando ogni lieu-dit in una voce distinta dello stesso grande territorio della Loira.