FRANK CORNELISSEN

TERRE SICILIANE ROSSO IGP "MUNJEBEL - CR" 2020 - FRANK CORNELISSEN

Precio normal €86,90 Precio rebajado€96,00ahorra €9,10

Abbinamenti, La struttura tannica e la profondità di Munjebel CR 2020 richiedono una cucina capace di accompagnarne il carattere. È magnifico con agnello, capretto al forno, anatra, piccione, selvaggina e carni rosse, ma trova grande affinità anche con pappardelle ai funghi porcini, ragù importanti e preparazioni a base di melanzane. Con qualche anno di evoluzione diventa particolarmente interessante accanto a tartufo, porcini e formaggi stagionati, dove la componente terrosa e umami dialoga con le sfumature più profonde del Nerello Mascalese.
Alcol, 14,5%
Annata, 2020
Denominazione, Terre Siciliane IGP
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 14/16°
Vitigni, Nerello Mascalese 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice mostra il tipico rubino luminoso e trasparente del Nerello Mascalese, ma il carattere di Campo Re emerge soprattutto nella profondità aromatica e nella struttura. Il profilo si sviluppa lentamente su ciliegia, amarena, lampone e piccoli frutti rossi, accompagnati da rosa essiccata, scorza d’arancia ed erbe mediterranee. Con l’ossigenazione il registro diventa più scuro e complesso, lasciando spazio a spezie, sottobosco, cenere, pietra vulcanica e delicate sfumature ferrose. Al palato è teso, profondo e decisamente tannico, con una struttura più austera rispetto ad altri Munjebel di contrada. Il frutto rimane succoso, ma viene progressivamente avvolto da tannini fitti e da una freschezza verticale che rende il vino estremamente dinamico. La componente minerale accompagna il lunghissimo finale, dove ritornano agrumi, frutti rossi, spezie e sensazioni terrose. È un Nerello Mascalese che non ricerca immediatezza: Campo Re ha bisogno di tempo, nel bicchiere come in bottiglia.

CURIOSITÀ:

Il Munjebel CR 2020 di Frank Cornelissen è l’espressione della Contrada Campo Re, uno dei cru più affascinanti della vallata nord dell’Etna e uno dei vini che meglio mostrano il lato austero, profondo e quasi “nebbiolesco” del Nerello Mascalese. Il vigneto si trova all’estremità occidentale della vallata, all’ingresso di Randazzo, a circa 730 metri di altitudine, con esposizione a nord. Campo Re possiede una caratteristica particolarmente preziosa: le viti hanno un’età media superiore ai 70 anni e una parte del vigneto è ancora a piede franco, quindi costituita da piante non innestate, autentiche testimoni della storia viticola etnea. I terreni sono profondi e rendono questa parcella più difficile da interpretare nelle annate umide, perché la maturazione può essere più lenta; quando però l’equilibrio viene raggiunto, Campo Re regala vini di straordinaria profondità, tannino e capacità evolutiva. Lo stesso Cornelissen descrive questo cru come più lento ad aprirsi e più vicino, per carattere, a un grande Nebbiolo rispetto alle altre contrade della tenuta. Il 2020, classificato dal produttore come una grande annata, ha dato rossi equilibrati, strutturati e caratterizzati da tannini ben presenti. Con una produzione di appena circa 2.000 bottiglie all’anno, Munjebel CR è una delle interpretazioni più rare e territoriali del progetto Cornelissen.

Frank Cornelissen

Frank Cornelissen è una delle figure che hanno maggiormente contribuito a cambiare il modo di interpretare l’Etna contemporaneo. Il suo progetto nasce nel 2001 sul versante nord del vulcano, nel territorio di Castiglione di Sicilia, quando molte delle vecchie vigne della zona erano ancora poco considerate. Fin dall’inizio la sua attenzione si concentra sul patrimonio di alberelli storici, sulle grandi altitudini e soprattutto sulle profonde differenze esistenti tra le diverse colate laviche. Il percorso di Cornelissen nasce da una convinzione precisa: il vino deve essere prima di tutto espressione del luogo in cui nasce. Piuttosto che costruire uno stile riconoscibile attraverso la tecnica, il suo lavoro cerca di comprendere il comportamento delle singole vigne e di accompagnarlo con interventi ridotti all'essenziale. La proprietà si sviluppa in uno degli ambienti viticoli più particolari della Sicilia. Sul versante settentrionale dell'Etna le vigne salgono progressivamente verso il vulcano, raggiungendo in alcuni casi quote vicine ai 1.000 metri. Qui la luminosità mediterranea incontra temperature più fresche e importanti escursioni termiche, creando condizioni molto differenti rispetto all'immagine tradizionale della viticoltura siciliana. Ma la vera particolarità dell'Etna si trova sotto le vigne. Secoli di eruzioni hanno sovrapposto colate laviche appartenenti a epoche differenti, creando un mosaico di terreni che può cambiare profondamente anche nel giro di poche centinaia di metri. Per Cornelissen comprendere queste differenze è diventato uno degli aspetti fondamentali del proprio lavoro. Il protagonista assoluto dei rossi è il Nerello Mascalese, coltivato in numerose parcelle e spesso attraverso vecchie piante allevate ad alberello. È un vitigno particolarmente sensibile alle variazioni di altitudine, esposizione e terreno e diventa quindi lo strumento ideale per raccontare le diverse anime del vulcano. Le singole contrade vengono osservate e, nelle interpretazioni più importanti, vinificate separatamente. Non esiste quindi un solo Etna, ma una successione di luoghi con caratteristiche proprie. Cambiando quota o matrice lavica possono cambiare struttura, tensione, profondità e carattere aromatico del vino. Questa ricerca trova una delle sue espressioni più conosciute nella famiglia dei MunJebel. Il nome richiama quello storico dell'Etna, Mongibello, a sua volta legato al termine arabo jebel, “montagna”. È una scelta che sottolinea quanto il vulcano rappresenti non soltanto lo scenario, ma il vero centro dell'intero progetto. All'interno dei MunJebel, le diverse contrade permettono di leggere il territorio quasi come una mappa geologica attraverso il vino. Ogni parcella viene interpretata per ciò che è, senza cercare necessariamente di renderla simile alle altre. È proprio la differenza, e non l'uniformità, a diventare il valore principale. Al vertice di questa ricerca si trova Magma, il vino più raro e rappresentativo della cantina. Nasce dal Nerello Mascalese della contrada Barbabecchi, da vecchie vigne situate ad alta quota. È l'espressione nella quale Cornelissen concentra la propria idea più estrema di territorio, selezione e capacità del Nerello Mascalese di raccontare una singola origine. Accanto alle interpretazioni più profonde e parcellari esiste anche un volto più immediato del progetto, rappresentato dai vini Susucaru. Il nome deriva da un'espressione dialettale siciliana legata a un curioso episodio avvenuto durante una vendemmia, quando Cornelissen e la squadra arrivarono in una vigna scoprendo che i grappoli che avrebbero dovuto raccogliere erano praticamente scomparsi. La filosofia agricola è altrettanto personale. Cornelissen ha sempre preferito evitare definizioni troppo rigide, concentrandosi invece sull'equilibrio dell'ecosistema. Nei vigneti convivono vite, olivi, alberi da frutto, vegetazione spontanea e insetti, con l'obiettivo di mantenere un ambiente agricolo diversificato piuttosto che una semplice monocoltura. Anche in cantina il principio rimane quello della semplicità. Le fermentazioni avvengono attraverso lieviti indigeni e vengono privilegiati contenitori capaci di accompagnare il vino senza imprimere aromi dominanti. Macerazioni e tempi di affinamento vengono adattati alle caratteristiche della vendemmia e delle singole parcelle, evitando formule prestabilite. Il lavoro di Frank Cornelissen è cambiato ed è diventato progressivamente più preciso nel corso degli anni. La sua filosofia non consiste infatti nel rifiuto assoluto dell'intervento umano, ma nella ricerca di un equilibrio: intervenire quando necessario e lasciare spazio alla natura quando le condizioni lo permettono. Questo approccio ha reso Cornelissen una delle personalità più riconoscibili dell'Etna Nord e uno dei produttori che hanno contribuito a portare l'attenzione internazionale sulle vecchie vigne e sulle singole contrade del vulcano. Dal 2001 Frank Cornelissen interpreta l'Etna come un mosaico di altitudini, vecchi alberelli e colate laviche differenti. Il Nerello Mascalese diventa il filo conduttore di questa ricerca, dai Susucaru ai MunJebel fino alla rarità di Magma. Una visione personale e indipendente nella quale il compito del vignaiolo non è imporre uno stile, ma comprendere ogni vigna e permettere al vulcano di lasciare nel vino la propria impronta.