ALTEMASI

TRENTO DOC BRUT ROSÉ - ALTEMASI

Precio normal €22,90 Precio rebajado€25,00ahorra €2,10

Abbinamenti, La freschezza, il frutto rosso e la struttura del Pinot Nero rendono Altemasi Rosé particolarmente versatile a tavola. È ottimo come aperitivo con piccoli fritti, salumi delicati e finger food, ma trova grande sintonia con crostacei, tartare di tonno e salmone, sushi e pesci saporiti. La struttura permette anche abbinamenti con carni bianche, pollo arrosto, faraona e selvaggina da piuma, accostamenti indicati direttamente dalla cantina. Molto piacevole con risotti, paste ripiene e formaggi freschi o di media stagionatura. Da provare anche con una pizza dalla farcitura delicata o con salmone leggermente affumicato, dove freschezza e perlage alleggeriscono efficacemente la componente grassa.
Alcol, 12,5%
Annata, NV
Denominazione, Trento DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Trentino Alto Adige (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay, Pinot Nero

NOTE SENSORIALI:

Il Trento DOC Brut Rosé di Altemasi si presenta con un rosa tenue luminoso, attraversato da eleganti riflessi ramati e animato da un perlage fine, continuo e persistente. Il naso è fragrante e ben definito, con ciliegia matura, ribes rosso e fragolina di bosco in primo piano, accompagnati da scorza di agrumi, piccoli fiori e delicate sfumature di lievito. Con l’ossigenazione emergono leggere note di mandorla e panificazione, senza perdere la freschezza del frutto. Al palato è ricco ma equilibrato, con una bollicina cremosa che accompagna una buona struttura e una freschezza precisa. Il Pinot Nero dona profondità e carattere, mentre lo Chardonnay contribuisce alla finezza e allo slancio del sorso. La chiusura è asciutta, armoniosa e persistente, con piacevoli ritorni di piccoli frutti rossi e agrumi. Un Trentodoc Rosé elegante e versatile, capace di coniugare immediatezza, struttura e grande piacevolezza di beva.

CURIOSITÀ:

Altemasi Rosé nasce dall’unione di Pinot Nero e Chardonnay coltivati in alta collina nei dintorni di Trento e sull’Altopiano di Brentonico, tra 450 e 600 metri, con esposizioni prevalentemente a sud e sud-ovest. Le due varietà incontrano terroir differenti: lo Chardonnay cresce soprattutto su terreni fluvio-glaciali, calcarei e ricchi di scheletro, mentre il Pinot Nero proviene da suoli vulcanici sviluppati sui basalti di Brentonico. Anche la vinificazione segue percorsi distinti. Lo Chardonnay viene pressato delicatamente e fermenta in acciaio a temperatura controllata; per il Pinot Nero viene invece effettuato un breve contatto con le bucce fino all’avvio della fermentazione, sufficiente a ottenere il caratteristico colore rosa tenue. Nella primavera successiva avviene il tiraggio e la seconda fermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico, seguita da almeno 15 mesi sui lieviti. Alla sboccatura viene aggiunta una piccola quantità di liqueur d’expédition. Il vino raggiunge 12,5% vol. e presenta circa 7 g/l di zuccheri residui.

Altemasi

Altemasi è il progetto con cui Cavit ha scelto di raccontare la parte più alta, fresca e vocata del Trentino attraverso il Metodo Classico, costruendo nel tempo un’identità precisa e riconoscibile all’interno del Trentodoc. Il nome stesso nasce dall’unione di “alte” e “masi” e richiama immediatamente la montagna, le quote elevate e quel paesaggio trentino nel quale la vite convive con boschi, rocce e forti escursioni termiche. La Cantina Altemasi nasce nei primi anni Novanta – Cavit indica il 1993 come anno di fondazione della cantina dedicata agli spumanti, mentre il sito Altemasi ne colloca l’inaugurazione nel 1994 – con l’obiettivo di concentrare in una struttura specifica tutta l’esperienza maturata dal gruppo nella spumantizzazione. Dietro Altemasi c’è infatti Cavit, il grande sistema cooperativo trentino che riunisce cantine sociali e migliaia di viticoltori, ma il progetto viene gestito attraverso una selezione molto precisa: non tutte le uve entrano nelle cuvée, perché Chardonnay e Pinot Nero vengono scelti nei vigneti considerati maggiormente adatti alla produzione di Metodo Classico. È proprio questa possibilità di selezionare parcelle in aree molto diverse del Trentino a rappresentare uno dei punti di forza di Altemasi. Le vigne destinate alle cuvée più importanti raggiungono altitudini comprese indicativamente tra 450 e 750 metri e interessano le Colline di Trento, la Valle dei Laghi, la Valle di Cembra e l’Altopiano di Brentonico, territori differenti per geologia e microclima ma accomunati dalla forte impronta montana. Sulle Colline di Trento dominano suoli di origine glaciale, profondi e calcarei, capaci di dare struttura e una marcata componente minerale; nella Valle dei Laghi le marne glaciali e le importanti escursioni termiche favoriscono acidità e longevità; in Valle di Cembra i ripidi versanti e i terreni sabbiosi di origine glaciale contribuiscono a freschezza e intensità aromatica; sull’Altopiano di Brentonico compaiono invece profondi suoli basaltici, particolarmente interessanti per il Pinot Nero e capaci di portare maggiore struttura, volume e sapidità. È dall’incontro di queste zone che nasce lo stile Altemasi: non la fotografia di un singolo vigneto, ma una selezione della viticoltura d’altitudine trentina utilizzata per costruire Metodo Classico di grande precisione. Lo Chardonnay rappresenta il vitigno centrale della produzione grazie alla sua capacità di mantenere acidità e sviluppare complessità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero viene utilizzato per struttura, profondità e carattere, diventando protagonista assoluto nel Blanc de Noirs e fondamentale nei Rosé e nel Pas Dosé. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve vengono raccolte in cassette, pressate delicatamente e vinificate separando le differenti basi prima dell’assemblaggio e della seconda fermentazione in bottiglia. Il tempo è uno degli elementi fondamentali della filosofia Altemasi: la permanenza sui lieviti non viene considerata semplicemente un passaggio tecnico previsto dal Metodo Classico, ma uno strumento attraverso il quale i vini acquistano complessità, cremosità e profondità mantenendo la naturale freschezza delle uve di montagna. La gamma permette di comprendere bene questa impostazione. Il Millesimato è prodotto esclusivamente da Chardonnay selezionato nei vigneti collinari e rappresenta probabilmente l’espressione più immediata dello stile della casa; il Rosé mette insieme Chardonnay e Pinot Nero, mentre il Rosé Riserva utilizza selezioni provenienti anche da vigneti che raggiungono i 750 metri di altitudine. Il Blanc de Noirs nasce invece esclusivamente da Pinot Nero coltivato in alta collina e mostra il volto più strutturato e vinoso di Altemasi. Particolarmente interessante è il Pas Dosé, composto nelle versioni recenti da 60% Chardonnay e 40% Pinot Nero provenienti da vigneti situati tra circa 450 e 600 metri: dopo la fermentazione delle basi in acciaio, la seconda fermentazione avviene in bottiglia e l’affinamento può superare i 45 mesi, con sboccatura senza alcuna aggiunta di liqueur zuccherina. Gran Cuvée è invece un progetto interamente dedicato allo Chardonnay e nasce dall’assemblaggio delle migliori selezioni di tre annate differenti provenienti da vigneti tra 450 e 700 metri, scelta che permette di mettere insieme freschezza, struttura e complessità superando la logica del singolo millesimo. Al vertice della produzione si trova Riserva Graal, la cuvée più ambiziosa della casa, un Trentodoc Riserva millesimato che rimane oltre 60 mesi sui lieviti e sintetizza meglio di ogni altra bottiglia il rapporto tra montagna e tempo. Altemasi rappresenta quindi una realtà particolare nel panorama italiano del Metodo Classico: alle sue spalle non c’è il patrimonio di pochi ettari di una singola famiglia, ma la possibilità di selezionare uve all’interno di una delle più grandi e articolate realtà viticole del Trentino. La forza del progetto sta proprio nel trasformare questa dimensione in selezione, scegliendo Chardonnay e Pinot Nero soltanto nei vigneti più adatti alla spumantizzazione e utilizzando le differenze tra Colline di Trento, Valle dei Laghi, Valle di Cembra e Brentonico per costruire cuvée equilibrate e longeve. Altitudine, forti escursioni termiche, acidità naturale delle uve e lunghi affinamenti sui lieviti sono il filo conduttore di tutta la produzione. Altemasi è, in definitiva, la lettura più alta e ambiziosa del Metodo Classico secondo Cavit: bollicine di montagna nelle quali la tecnologia serve soprattutto a preservare precisione e pulizia, mentre sono il territorio trentino e il lento trascorrere del tempo in bottiglia a costruire il carattere dei vini.