ANSELMET

VALLEE D'AOSTE PINOT NOIR DOC "TRADITION" 2023 - ANSELMET

Precio normal €27,00 Precio rebajado€32,00ahorra €5,00

Abbinamenti, La finezza tannica e la freschezza del Pinot Noir Tradition 2023 lo rendono particolarmente versatile a tavola. È ideale con faraona, anatra, coniglio e arrosti di vitello, ma accompagna molto bene anche selvaggina da piuma e carni rosse non eccessivamente strutturate. Ottimo con risotti ai funghi, tagliatelle ai porcini e preparazioni alpine a base di polenta, dove freschezza e componente speziata mantengono il palato dinamico. Interessante anche con speck, salumi delicati e formaggi di montagna di media stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2023
Denominazione, Valle d’Aosta DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Valle d'Aosta (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Vallée d’Aoste Pinot Noir DOC “Tradition” 2023 di Anselmet si presenta con un rosso rubino luminoso e trasparente, appena sfumato verso il granato. Il naso è elegante e progressivo, con ciliegia croccante, lampone, fragolina di bosco e mora accompagnati da violetta ed erbe spontanee di montagna. Con l’ossigenazione emergono timo, menta, pepe nero e leggere sfumature di cuoio, insieme a un caratteristico richiamo minerale di pietra focaia. Al palato è agile ma non esile, con un frutto succoso sostenuto da freschezza viva e da una trama tannica sottile, speziata e perfettamente proporzionata. La componente minerale e sapida accompagna il sorso, mentre il passaggio in barrique aggiunge profondità senza appesantire l’espressione varietale. Il finale è lungo, fresco e leggermente pepato, con ritorni di piccoli frutti rossi ed erbe alpine. Un Pinot Noir di montagna raffinato e dinamico, capace di unire finezza borgognona e carattere valdostano.

CURIOSITÁ:

Tradition nasce da Pinot Noir in purezza coltivato nelle parcelle di Maison Anselmet tra Saint-Pierre e Villeneuve, nella parte occidentale della Valle d’Aosta. Le vigne dedicate a questa cuvée raggiungono circa 800 metri di altitudine e affondano le radici in terreni morenici ricchi di sabbia, con densità che arrivano a circa 10.000 ceppi per ettaro e rese contenute intorno ai 60 quintali per ettaro. Nella vinificazione viene mantenuta una quota di circa il 20% di grappoli interi, scelta che contribuisce alla freschezza aromatica e alla trama speziata del vino; la fermentazione avviene in acciaio e l’affinamento prosegue per circa 10 mesi in barrique. Il 2023 raggiunge 13,5% vol. La storia degli Anselmet è documentata fin dal 1585, quando compare la prima testimonianza di un membro della famiglia impegnato nella viticoltura; nel 1978 Renato Anselmet trasformò definitivamente questa tradizione familiare in un progetto produttivo, oggi guidato dall’enologo Giorgio Anselmet insieme ai figli.

Anselmet

Anselmet è una delle cantine che meglio raccontano il carattere della viticoltura di montagna della Valle d’Aosta. La famiglia è legata alla vite da secoli e porta avanti una storia costruita tra piccoli vigneti, forti pendenze e varietà locali, in un territorio dove il lavoro dell’uomo deve continuamente adattarsi alle condizioni imposte dalle Alpi.
Le origini viticole degli Anselmet sono molto antiche e testimoniano un rapporto con il vino che attraversa diverse generazioni. La storia moderna dell’azienda prende però forma con Renato Anselmet, che negli anni Settanta comincia a trasformare quella che era essenzialmente una produzione familiare in un’attività sempre più attenta alla qualità e alla valorizzazione delle proprie vigne.
Negli anni Novanta entra in azienda il figlio Giorgio Anselmet, dando nuovo impulso al progetto. La sua visione parte dalla volontà di comprendere più profondamente le potenzialità della Valle d’Aosta, recuperando antichi vitigni locali e sperimentando allo stesso tempo con varietà capaci di adattarsi alle particolari condizioni climatiche della regione.
La cantina ha sede a Villeneuve, in una posizione strategica per seguire vigneti distribuiti in differenti zone della valle. La frammentazione delle parcelle è una delle caratteristiche della viticoltura valdostana: piccoli appezzamenti si alternano lungo pendii e terrazzamenti, spesso in luoghi dove la meccanizzazione è difficile e molte operazioni devono ancora essere eseguite manualmente.
L’altitudine è uno degli elementi determinanti. Le vigne crescono in condizioni molto differenti a seconda della quota e dell’esposizione, permettendo alla famiglia di individuare per ogni varietà il luogo più adatto. Le importanti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono maturazioni graduali e aiutano a conservare freschezza e intensità aromatica nelle uve.
Anche la geologia contribuisce alla complessità del territorio. La formazione delle Alpi ha creato una grande varietà di terreni, spesso poveri, sassosi e caratterizzati da differenti componenti minerali. Ogni vigneto può quindi comportarsi in maniera diversa e richiede un lavoro specifico, costruito attraverso l’esperienza e l’osservazione delle singole annate.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Anselmet è la valorizzazione del patrimonio varietale valdostano. Petit Rouge, Fumin, Cornalin e Mayolet convivono con altre uve coltivate storicamente sulle montagne della regione, permettendo di conservare una biodiversità viticola che rappresenta una parte importante dell’identità della Valle d’Aosta.
Accanto alle varietà autoctone trovano spazio anche vitigni internazionali, interpretati però attraverso una sensibilità profondamente alpina. Chardonnay e Pinot Noir, ad esempio, trovano nelle altitudini e nelle escursioni termiche della valle condizioni capaci di conferire ai vini una personalità molto diversa rispetto a quella sviluppata in territori più caldi.
In cantina non viene seguito un unico metodo per tutte le etichette. Acciaio, legno e differenti periodi di affinamento vengono scelti in funzione delle caratteristiche dell’uva e della singola vendemmia. L’obiettivo rimane quello di accompagnare il vino senza perdere la freschezza e la tensione che rappresentano alcuni dei caratteri più riconoscibili della viticoltura valdostana.
Il lavoro di Giorgio Anselmet ha contribuito anche alla riscoperta di varietà che nel corso del Novecento avevano rischiato di scomparire. Recuperare queste uve significa preservare non soltanto un patrimonio genetico, ma anche una parte della storia agricola della regione e delle tradizioni delle comunità che per secoli hanno coltivato le pendici della valle.
Oggi Anselmet rimane una realtà profondamente familiare, cresciuta senza perdere il rapporto diretto con il vigneto. La produzione racconta la Valle d’Aosta attraverso numerose varietà e parcelle, mostrando quanto un territorio geograficamente piccolo possa racchiudere una sorprendente diversità di espressioni.
Anselmet rappresenta così una storia di montagna, famiglia e viticoltura eroica. Dai vitigni autoctoni alle varietà internazionali, ogni vino nasce dal confronto con altitudine, pendenze e forti escursioni termiche, seguendo una filosofia che cerca di trasformare le difficoltà dell’ambiente alpino nel carattere più autentico e riconoscibile della produzione.