ANSELMET

VIN BLANC GEWÜRZTRAMINER "STÉPHANIE" 2025 - ANSELMET

Precio normal €25,50 Precio rebajado€28,00ahorra €2,50

Abbinamenti, È un vino divertente da portare a tavola perché permette abbinamenti diversi dai soliti bianchi. Lo vediamo benissimo con cucina asiatica, sushi, sashimi, gamberi e crostacei, ma soprattutto con piatti leggermente speziati, dove l’aromaticità del Gewürztraminer riesce a dialogare con spezie ed erbe senza essere sovrastata. Molto interessante anche con salmone, tonno, carni bianche e maiale, oppure con formaggi morbidi e leggermente saporiti. Può funzionare benissimo anche semplicemente come aperitivo, soprattutto per chi ama i bianchi molto profumati.
Alcol, 14%
Annata, 2025
Denominazione, Vino Bianco
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Valle d'Aosta (Italia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Gewürztraminer 100%

NOTE SENSORIALI:

Stéphanie 2025 è il bianco più aromatico di Anselmet, ma la cosa interessante è che riesce a esserlo senza diventare pesante o troppo dolce nei profumi. Il naso è immediato e molto bello, con rosa, litchi e pera, accompagnati da fiori, spezie orientali e una parte più fresca che ricorda le erbe di montagna. In bocca il frutto è maturo e avvolgente, ma il vino rimane secco e soprattutto sostenuto da una bella freschezza. È proprio questo contrasto a renderlo interessante: da una parte tutta l’esuberanza aromatica del Gewürztraminer, dall’altra acidità e una vena minerale che alleggeriscono continuamente il sorso. Il finale è lungo, floreale e leggermente speziato, con una sensazione fresca che invita a tornare al bicchiere. Un bianco decisamente aromatico, quindi, ma interpretato in maniera alpina, dove profumo e ricchezza non prendono mai il sopravvento sulla bevibilità.

CURIOSITÁ:

Stéphanie nasce da Gewürztraminer e porta il nome della figlia di Giorgio Anselmet, oggi parte attiva della nuova generazione della famiglia e impegnata soprattutto nella parte commerciale e amministrativa della Maison. È quindi una bottiglia con un significato molto personale, all’interno di una cantina dove diversi vini raccontano direttamente persone e legami familiari. Maison Anselmet ha sede a Villeneuve e lavora una vera e propria viticoltura di montagna, con piccoli appezzamenti distribuiti lungo la Valle d’Aosta e vigne che possono raggiungere altitudini importanti. Qui il Gewürztraminer trova giornate molto luminose ma soprattutto forti escursioni termiche, fondamentali per conservare freschezza accanto alla naturale aromaticità del vitigno. La vinificazione è volutamente semplice: Stéphanie viene lavorato in acciaio e rimane sulle fecce con bâtonnage, senza cercare nel legno ulteriore ricchezza aromatica. L’obiettivo è esattamente l’opposto: mantenere puliti i profumi di rosa, litchi e spezie e lasciare che siano acidità e mineralità di montagna a dare equilibrio al vino.

Anselmet

Anselmet è una delle cantine che meglio raccontano il carattere della viticoltura di montagna della Valle d’Aosta. La famiglia è legata alla vite da secoli e porta avanti una storia costruita tra piccoli vigneti, forti pendenze e varietà locali, in un territorio dove il lavoro dell’uomo deve continuamente adattarsi alle condizioni imposte dalle Alpi.
Le origini viticole degli Anselmet sono molto antiche e testimoniano un rapporto con il vino che attraversa diverse generazioni. La storia moderna dell’azienda prende però forma con Renato Anselmet, che negli anni Settanta comincia a trasformare quella che era essenzialmente una produzione familiare in un’attività sempre più attenta alla qualità e alla valorizzazione delle proprie vigne.
Negli anni Novanta entra in azienda il figlio Giorgio Anselmet, dando nuovo impulso al progetto. La sua visione parte dalla volontà di comprendere più profondamente le potenzialità della Valle d’Aosta, recuperando antichi vitigni locali e sperimentando allo stesso tempo con varietà capaci di adattarsi alle particolari condizioni climatiche della regione.
La cantina ha sede a Villeneuve, in una posizione strategica per seguire vigneti distribuiti in differenti zone della valle. La frammentazione delle parcelle è una delle caratteristiche della viticoltura valdostana: piccoli appezzamenti si alternano lungo pendii e terrazzamenti, spesso in luoghi dove la meccanizzazione è difficile e molte operazioni devono ancora essere eseguite manualmente.
L’altitudine è uno degli elementi determinanti. Le vigne crescono in condizioni molto differenti a seconda della quota e dell’esposizione, permettendo alla famiglia di individuare per ogni varietà il luogo più adatto. Le importanti escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono maturazioni graduali e aiutano a conservare freschezza e intensità aromatica nelle uve.
Anche la geologia contribuisce alla complessità del territorio. La formazione delle Alpi ha creato una grande varietà di terreni, spesso poveri, sassosi e caratterizzati da differenti componenti minerali. Ogni vigneto può quindi comportarsi in maniera diversa e richiede un lavoro specifico, costruito attraverso l’esperienza e l’osservazione delle singole annate.
Uno degli aspetti più interessanti del progetto Anselmet è la valorizzazione del patrimonio varietale valdostano. Petit Rouge, Fumin, Cornalin e Mayolet convivono con altre uve coltivate storicamente sulle montagne della regione, permettendo di conservare una biodiversità viticola che rappresenta una parte importante dell’identità della Valle d’Aosta.
Accanto alle varietà autoctone trovano spazio anche vitigni internazionali, interpretati però attraverso una sensibilità profondamente alpina. Chardonnay e Pinot Noir, ad esempio, trovano nelle altitudini e nelle escursioni termiche della valle condizioni capaci di conferire ai vini una personalità molto diversa rispetto a quella sviluppata in territori più caldi.
In cantina non viene seguito un unico metodo per tutte le etichette. Acciaio, legno e differenti periodi di affinamento vengono scelti in funzione delle caratteristiche dell’uva e della singola vendemmia. L’obiettivo rimane quello di accompagnare il vino senza perdere la freschezza e la tensione che rappresentano alcuni dei caratteri più riconoscibili della viticoltura valdostana.
Il lavoro di Giorgio Anselmet ha contribuito anche alla riscoperta di varietà che nel corso del Novecento avevano rischiato di scomparire. Recuperare queste uve significa preservare non soltanto un patrimonio genetico, ma anche una parte della storia agricola della regione e delle tradizioni delle comunità che per secoli hanno coltivato le pendici della valle.
Oggi Anselmet rimane una realtà profondamente familiare, cresciuta senza perdere il rapporto diretto con il vigneto. La produzione racconta la Valle d’Aosta attraverso numerose varietà e parcelle, mostrando quanto un territorio geograficamente piccolo possa racchiudere una sorprendente diversità di espressioni.
Anselmet rappresenta così una storia di montagna, famiglia e viticoltura eroica. Dai vitigni autoctoni alle varietà internazionali, ogni vino nasce dal confronto con altitudine, pendenze e forti escursioni termiche, seguendo una filosofia che cerca di trasformare le difficoltà dell’ambiente alpino nel carattere più autentico e riconoscibile della produzione.