TRAVAGLINI

VINO ROSSO "CINZIA" - TRAVAGLINI

Precio normal €9,20 Precio rebajado€10,00ahorra €0,80

Abbinamenti, La freschezza e il tannino gentile di Cinzia lo rendono estremamente versatile a tavola. È perfetto con antipasti piemontesi, salumi, vitello tonnato e carne cruda, ma accompagna molto bene anche paste al ragù, risotti, ravioli e primi piatti ai funghi. Tra i secondi funziona con pollo arrosto, coniglio, arrosti di vitello e carni rosse alla griglia non troppo strutturate. Interessante anche con formaggi freschi o di media stagionatura, dove la componente sapida e la freschezza alleggeriscono il boccone.
Alcol, 13,5%
Annata, NV
Denominazione, Vino Rosso
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, 85% Nebbiolo, 15% Vespolina e Uva Rara

NOTE SENSORIALI:

Il Vino Rosso “Cinzia” di Travaglini si presenta con un rosso rubino acceso e luminoso. Il naso è fresco e immediato, con piccoli frutti di bosco, ciliegia e ribes che si intrecciano a un caratteristico registro floreale di violetta e rosa. Con l’ossigenazione emergono leggere sfumature vegetali, liquirizia e una componente minerale che aggiunge profondità senza togliere fragranza. Al palato è agile, equilibrato e succoso, sostenuto da una piacevole freschezza e da una vena sapida ben evidente. Il tannino è fine e scorrevole, volutamente lontano dalla struttura più austera dei grandi Nebbiolo da lungo affinamento della cantina. La chiusura è pulita e persistente, con ritorni floreali, fruttati e leggermente minerali. Un rosso piemontese immediato e versatile, pensato soprattutto per la tavola e per una beva giovane, capace però di conservare l’inconfondibile eleganza del territorio di Gattinara.

CURIOSITÁ:

Cinzia rappresenta il volto più fresco e quotidiano di Travaglini ed è dedicato a Cinzia Travaglini, figlia di Giancarlo, che oggi conduce l’azienda familiare insieme al marito Massimo Collauto e alla nuova generazione. Nasce principalmente da Nebbiolo, affiancato da Vespolina e Uva Rara, varietà tradizionalmente presenti nell’Alto Piemonte. I vigneti si trovano tra circa 280 e 350 metri di altitudine, con esposizioni sud e sud-ovest, su terreni rocciosi particolarmente ricchi di minerali di ferro, responsabili anche della caratteristica tonalità rossastra dei suoli di Gattinara. La vendemmia avviene in ottobre. La vinificazione è volutamente semplice e orientata alla fragranza: fermentazione e macerazione per circa 10-12 giorni in acciaio a temperatura controllata, seguite da un affinamento sempre in acciaio di almeno 12-18 mesi. Nessun legno, quindi, così da mantenere in primo piano frutto, fiori e freschezza. È il vino con cui Travaglini mostra il lato più immediato e conviviale del proprio territorio.

Travaglini

Travaglini è uno dei nomi simbolo di Gattinara e dell’Alto Piemonte, una realtà familiare che ha contribuito in maniera decisiva alla valorizzazione del Nebbiolo ai piedi del Monte Rosa. La storia moderna della famiglia inizia negli anni Venti del Novecento, quando Clemente Travaglini comincia a vinificare le uve provenienti dai propri piccoli vigneti e fonda la prima cantina nel centro di Gattinara; dopo di lui prosegue il figlio Arturo, ma la svolta fondamentale arriva nel 1958, quando Giancarlo Travaglini eredita l’azienda e avvia una profonda trasformazione sia in vigneto sia in cantina. Giancarlo comprende con largo anticipo il potenziale di Gattinara e dedica la propria vita allo studio del Nebbiolo e delle differenti parcelle, introducendo nuove pratiche viticole ed enologiche e contribuendo alla crescita qualitativa e alla notorietà internazionale della denominazione. Nello stesso 1958 disegna e brevetta quella che diventerà una delle bottiglie più riconoscibili del vino italiano: la celebre “bottiglia storta” Travaglini, caratterizzata da una particolare curva studiata non soltanto per ragioni estetiche, ma per trattenere naturalmente i sedimenti durante il servizio dei vini più evoluti, mentre il vetro scuro protegge il contenuto dalla luce. Tra il 1958 e il 2004 l’azienda cresce, raggiunge i mercati internazionali e approfondisce sempre più il lavoro sui singoli vigneti; proprio dagli studi condotti in questo periodo nascono etichette destinate a diventare centrali nella storia della cantina, come Gattinara Tre Vigne e Il Sogno. Dal 2004 la guida passa alla quarta generazione rappresentata da Cinzia Travaglini, figlia di Giancarlo, e dal marito Massimo Collauto, che continuano gli investimenti in vigna e in cantina mantenendo intatta la centralità del Nebbiolo; dal 2019 sono entrate stabilmente anche le figlie Alessia e Carolina, quinta generazione della famiglia. Oggi la proprietà comprende 59 ettari, prevalentemente dedicati al Nebbiolo, sulle colline di Gattinara ai piedi del Monte Rosa. È un territorio profondamente diverso dalle Langhe: i suoli sono di antichissima origine vulcanica, rocciosi e ricchi di porfido, granito e ferro, mentre le Alpi proteggono i vigneti dalle correnti più fredde provenienti da nord. Le esposizioni dei versanti, comprese prevalentemente tra sud-est e sud-ovest, e le brezze alpine favoriscono forti escursioni termiche e maturazioni lente, elementi che contribuiscono a definire il carattere del Nebbiolo di Gattinara, generalmente contraddistinto da grande freschezza, tannini fini, note ferrose e minerali e una straordinaria capacità di evoluzione. La filosofia della famiglia parte proprio dalla volontà di intervenire il meno possibile sul vino, cercando di preservare ciò che vigneto e annata hanno prodotto. Le parcelle vengono osservate e vinificate con attenzione alle rispettive caratteristiche e gli affinamenti sono studiati per accompagnare il Nebbiolo senza cancellarne l’identità territoriale. Il Gattinara DOCG rappresenta l’espressione più classica della casa, mentre Gattinara Tre Vigne nasce dall’unione di uve provenienti da tre vigneti differenti, scelti proprio per le caratteristiche complementari dei rispettivi terroir, e si colloca stilisticamente tra il Gattinara tradizionale e la maggiore profondità della Riserva. Il Gattinara Riserva rappresenta invece una delle interpretazioni più longeve e strutturate della produzione, costruita per affrontare lunghi affinamenti e un’evoluzione importante in bottiglia. Il Sogno nasce da un’intuizione completamente differente e utilizza Nebbiolo da uve stramature, mostrando un volto più concentrato e inconsueto del vitigno. La ricerca della famiglia ha portato anche fuori dai confini tradizionali del grande rosso piemontese: Nebolé interpreta infatti il Nebbiolo attraverso il Metodo Classico, dimostrando la capacità della varietà di conservare acidità e tensione anche nella produzione di spumanti di lungo affinamento, mentre Nebbiolo Coste della Sesia DOC propone una lettura più immediata e accessibile del vitigno. Cinzia completa la collezione e rende omaggio alla quarta generazione della famiglia. Sette interpretazioni differenti costruite attorno a un unico grande protagonista, il Nebbiolo, sintetizzano perfettamente la filosofia aziendale. Travaglini rappresenta quindi molto più di una storica cantina di Gattinara: la famiglia ha accompagnato direttamente la rinascita moderna della denominazione, riconosciuta DOC nel 1967 e DOCG nel 1990, continuando a investire in un territorio che per decenni è rimasto lontano dalla notorietà raggiunta dalle Langhe. Dalle prime vinificazioni di Clemente negli anni Venti alla rivoluzione introdotta da Giancarlo nel 1958, fino al lavoro contemporaneo di Cinzia, Massimo, Alessia e Carolina, cinque generazioni hanno costruito la propria identità intorno allo stesso vitigno e alle stesse colline. Oggi Travaglini porta i propri vini in oltre 46 Paesi, ma il centro del progetto rimane Gattinara: 59 ettari, terreni vulcanici, venti del Monte Rosa e Nebbiolo. La celebre bottiglia curva è diventata il simbolo immediatamente riconoscibile della cantina, ma dietro quella forma esiste soprattutto un lavoro iniziato più di un secolo fa e una convinzione rimasta invariata nel tempo: che il Nebbiolo dell’Alto Piemonte, quando interpretato rispettandone territorio, freschezza e naturale eleganza, possa appartenere alle grandi espressioni italiane capaci di attraversare i decenni.