NICOLA GATTA

VINO SPUMANTE ROSE DE NOIRS NATURE 60 LUNE MAGNUM SBOCCATURA GENNAIO 2021 - NICOLA GATTA

Precio normal €95,00 Precio rebajado€110,00ahorra €15,00

Abbinamenti, La profondità raggiunta da questa Magnum permette abbinamenti decisamente più ambiziosi rispetto a quelli di una semplice bollicina rosé. È splendida con crostacei importanti, scampi, astice e capesante, ma accompagna magnificamente anche tonno e salmone, pesci arrosto e preparazioni leggermente affumicate. La struttura del Pinot Nero permette di spingersi verso anatra, faraona, vitello e carni bianche saporite, mentre le sfumature evolutive trovano grande sintonia con risotti ai funghi e formaggi di buona stagionatura.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, VINO SPUMANTE
Filosofia, Modernista
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Vino Spumante Rosé de Noirs Nature 60 Lune Magnum, sboccatura gennaio 2021, di Nicola Gatta si presenta con un rosa intenso e luminoso, attraversato da un perlage finissimo e ormai perfettamente integrato. Il naso è profondo e in continua evoluzione, con lampone, ribes rosso e fragolina che incontrano scorza d’arancia, rosa essiccata e leggere sfumature di melograno. La lunga permanenza sui lieviti e gli anni trascorsi dalla sboccatura portano poi note più complesse di brioche, frutta secca, burro, spezie fini e leggere sensazioni evolutive, senza cancellare la freschezza del Pinot Nero. Al palato è cremoso, ampio e incisivo, con una materia importante sostenuta da acidità e soprattutto da una sapidità molto evidente. L’assenza di dosaggio mantiene la chiusura asciutta e verticale. Il finale è lunghissimo, minerale e complesso, con ritorni di piccoli frutti rossi, agrumi e pasticceria. Una Magnum ormai entrata in una fase evolutiva particolarmente affascinante.

CURIOSITÁ:

Rosé de Noirs nasce da Pinot Nero in purezza coltivato sulle colline calcaree di Gussago e Cellatica, nella parte più orientale dell’area franciacortina, intorno ai 400 metri di altitudine. I terreni presentano una forte matrice calcarea, con infiltrazioni ferrose e stratificazioni argillose, elemento che Nicola Gatta considera fondamentale per la spiccata mineralità dei propri vini. Il Pinot Nero affronta una breve macerazione a bassa temperatura per ottenere il colore rosato; la fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni e la seconda fermentazione si svolge in bottiglia secondo il Metodo Classico. Seguono circa 60 lune, quindi circa cinque anni, sui lieviti. Alla sboccatura non viene aggiunto zucchero: è un Nature a dosaggio zero, prodotto inoltre senza solfiti aggiunti, chiarificanti o stabilizzanti. Questa Magnum è stata sboccata nel gennaio 2021 e ha quindi trascorso oltre cinque anni di ulteriore evoluzione post-dégorgement, resa ancora più lenta e armoniosa dal grande formato.

Nicola Gatta

Nicola Gatta è un vignaiolo di Gussago, sulle colline bresciane, che ha costruito la propria identità attraverso un’interpretazione estremamente personale del Metodo Classico. Il suo progetto nasce in un territorio geograficamente vicino e storicamente legato alla Franciacorta, ma segue volutamente una strada autonoma, fondata sulla viticoltura artigianale, sulle fermentazioni spontanee e su lunghi affinamenti in bottiglia.
Il cuore dell’azienda si trova sulle colline di Gussago, un ambiente caratterizzato da vigneti posti a quote più elevate rispetto a buona parte della pianura circostante e da una significativa presenza di calcare nei terreni. È proprio questa componente geologica a rappresentare uno degli elementi fondamentali nella lettura che Nicola dà dei propri vini.
La scelta di lavorare a Gussago non è semplicemente geografica. Nicola considera queste colline un territorio dotato di una propria identità e cerca di trasferirne nei vini la freschezza, la tensione e il carattere minerale, evitando di costruire le cuvée secondo un modello stilistico prestabilito.
Chardonnay e Pinot Nero sono le due varietà sulle quali si concentra principalmente il lavoro. Lo Chardonnay viene apprezzato per la capacità di mantenere freschezza e verticalità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero contribuisce con maggiore struttura, profondità e intensità.
Uno degli aspetti più caratteristici del progetto è la decisione di non utilizzare la denominazione Franciacorta DOCG. Pur operando in un territorio immediatamente associato a questa importante realtà spumantistica, Nicola preferisce commercializzare i propri vini fuori dalla denominazione, mantenendo maggiore libertà nelle scelte produttive.
Questa decisione non significa prendere le distanze dal territorio. Al contrario, tutta la filosofia della cantina nasce dalla volontà di approfondire le caratteristiche specifiche di Gussago senza doverle necessariamente ricondurre a uno stile comune.
Il lavoro comincia naturalmente in vigneto. Nicola segue un’agricoltura ispirata ai principi biodinamici, cercando di preservare la fertilità naturale dei terreni e l’equilibrio delle piante attraverso interventi ridotti e una costante osservazione delle vigne.
La vitalità del suolo viene considerata fondamentale. L’obiettivo non è semplicemente ottenere grappoli perfetti dal punto di vista estetico, ma creare le condizioni affinché le piante possano sviluppare un rapporto profondo con il terreno e raggiungere naturalmente un equilibrio tra maturità e acidità.
Una volta arrivate in cantina, le uve vengono lavorate seguendo lo stesso principio di essenzialità. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino viene accompagnato evitando pratiche destinate a standardizzarne il profilo.
Nicola ha scelto inoltre di non utilizzare chiarificanti e stabilizzanti e lavora senza aggiunta di solforosa. È un approccio che richiede grande precisione durante tutte le fasi della produzione, perché ridurre gli strumenti di protezione significa affidarsi ancora maggiormente alla qualità e alla sanità delle uve.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rappresenta il passaggio fondamentale. È però soprattutto il lungo contatto con i lieviti a diventare uno degli elementi più riconoscibili della produzione, permettendo ai vini di sviluppare progressivamente complessità e profondità.
Il tempo viene raccontato attraverso un linguaggio diventato quasi una firma di Nicola Gatta. Gli affinamenti non sono indicati semplicemente in mesi, ma attraverso il numero delle lune trascorse sui lieviti, collegando simbolicamente l’evoluzione del vino al ritmo naturale del ciclo lunare.
Nascono così cuvée identificate attraverso differenti numeri di lune, ciascuna caratterizzata da tempi di maturazione e interpretazioni diverse. Più che una semplice scelta comunicativa, questa indicazione permette di comprendere immediatamente quanto il tempo rappresenti una componente fondamentale del progetto.
Le cuvée ottenute prevalentemente o esclusivamente da Chardonnay mostrano il volto più verticale della produzione. Freschezza e componente calcarea vengono accompagnate dalla permanenza sui lieviti, che progressivamente aggiunge volume e complessità senza cancellare la tensione originaria. Il Pinot Nero offre invece una lettura più strutturata. Nelle interpretazioni in purezza può mostrare maggiore profondità e materia, pur mantenendo quella componente fresca che Nicola considera essenziale per l’equilibrio dei propri Metodo Classico. Anche il rosato permette di esplorare un’altra espressione del Pinot Nero, lavorando sul rapporto tra frutto, struttura e affinamento. Cambiano le proporzioni, i tempi e le caratteristiche delle singole cuvée, ma rimane costante la volontà di mantenere il vino libero da sovrastrutture aromatiche. Il dosaggio viene mantenuto estremamente contenuto o completamente escluso in diverse interpretazioni. Nicola preferisce affidare l’equilibrio alla maturità naturale delle uve, all’acidità e al lungo affinamento piuttosto che utilizzare lo zucchero per modificare il profilo finale. Questa filosofia rende il tempo uno dei veri ingredienti dei suoi vini. Le lunghe permanenze sui lieviti non servono semplicemente ad aumentare la complessità aromatica, ma permettono a struttura, acidità e materia di integrarsi lentamente fino a raggiungere un equilibrio naturale.
Nicola Gatta rappresenta così una delle interpretazioni più personali del Metodo Classico italiano. Chardonnay e Pinot Nero, i terreni calcarei di Gussago, la viticoltura ispirata alla biodinamica, le fermentazioni spontanee e gli affinamenti scanditi dalle lune costruiscono un progetto immediatamente riconoscibile. Una scelta di indipendenza che non significa allontanarsi dal territorio, ma cercare di raccontarlo con maggiore libertà, lasciando che siano la vigna, il tempo e l’annata a determinare il carattere di ogni bottiglia.