GARESIO

Garesio è una realtà familiare piemontese con il cuore a Serralunga d’Alba, nata dal desiderio della famiglia Garesio di costruire nel tempo un patrimonio viticolo capace di attraversare alcuni dei territori più rappresentativi del Piemonte. La sua storia è diversa da quella delle antiche aziende tramandate per generazioni: Garesio nasce infatti da una ricerca iniziata relativamente di recente e sviluppata vigneto dopo vigneto, scegliendo personalmente le terre sulle quali investire e costruendo progressivamente una propria identità tra Langhe, Monferrato e Alta Langa. Il progetto prende concretamente forma nel 2010, quando la famiglia acquista circa un ettaro e mezzo di vigneto a Incisa Scapaccino, nel Monferrato, a poca distanza da Nizza. È il primo passo di un percorso ancora tutto da costruire. Le prime produzioni sono estremamente limitate e vengono inizialmente realizzate appoggiandosi alla cantina di un amico, ma quell’esperienza conferma alla famiglia la volontà di trasformare la passione per il vino in un progetto agricolo vero e proprio. Il momento decisivo arriva nel 2013, con l’acquisizione di una proprietà a Serralunga d’Alba. Garesio entra così nel cuore di uno dei territori più prestigiosi delle Langhe e trova finalmente il luogo destinato a diventare il centro dell’azienda. Intorno all’antica cantina si trovano circa 3,5 ettari di Nebbiolo da Barolo, inseriti nel paesaggio ripido e spettacolare che caratterizza questo versante della denominazione. La scelta di Serralunga non è casuale. È uno dei comuni storicamente più vocati alla coltivazione del Nebbiolo, celebre per terreni nei quali marne, calcare, arenarie e componenti sabbiose contribuiscono a creare condizioni particolarmente interessanti. È un territorio severo, capace di imprimere una forte personalità alle proprie vigne e che diventa rapidamente il centro della visione di Garesio. All’interno della proprietà si trovano parcelle appartenenti a due importanti Menzioni Geografiche Aggiuntive: Cerretta e Gianetto. Cerretta rappresenta uno dei grandi cru di Serralunga e costituisce una parte fondamentale del patrimonio aziendale, mentre Gianetto completa il mosaico attraverso caratteristiche ed esposizioni differenti. La possibilità di lavorare direttamente questi vigneti permette alla famiglia di approfondire anno dopo anno la conoscenza di uno dei versanti più affascinanti delle Langhe. Contemporaneamente alla nascita della proprietà di Serralunga, Garesio intraprende una scelta precisa sul piano agricolo. Nel 2013 inizia la conversione dei vigneti all'agricoltura biologica, ottenendo la certificazione nel 2016. Il percorso viene successivamente esteso anche alla parte produttiva e dal 2020 anche la cantina è certificata biologica. Una scelta che riflette la volontà di preservare la vitalità dei terreni e costruire nel tempo un rapporto sempre più equilibrato tra vite e ambiente. La crescita dell'azienda non si ferma alle Langhe. La famiglia continua infatti a cercare vigneti in altre aree piemontesi, selezionandoli sulla base della loro vocazione e non semplicemente della vicinanza geografica. Nel 2018 entrano a far parte del progetto nuove proprietà a Castelnuovo Calcea, nel Monferrato, e a Perletto, nell'area dell'Alta Langa. Nasce così un patrimonio di circa 25 ettari di vigneto, distribuito tra territori profondamente differenti. Serralunga d'Alba rappresenta l'anima langarola della proprietà, Incisa Scapaccino e Castelnuovo Calcea quella monferrina, mentre Perletto porta il progetto verso le altitudini e gli ambienti dell'Alta Langa. Più che uniformare queste zone attraverso un unico stile, Garesio cerca di conservarne le differenze, considerando ogni vigneto come un'identità a sé. È proprio questo uno degli aspetti più caratteristici della cantina: Garesio non nasce da un unico grande possedimento, ma da una selezione progressiva di terroir piemontesi. Ogni acquisizione è stata pensata per aggiungere una nuova sfumatura al progetto, costruendo una sorta di mosaico attraverso alcune delle colline più interessanti della regione. In cantina la stessa filosofia si traduce in un approccio rispettoso della materia prima. La tradizione piemontese rimane un riferimento importante, interpretata però attraverso conoscenze e strumenti contemporanei. Le estrazioni vengono gestite con attenzione, mentre per gli affinamenti il legno viene utilizzato con misura, privilegiando contenitori capaci di accompagnare l'evoluzione senza diventare protagonisti. L'obiettivo rimane lasciare spazio alle differenze tra vigneto, territorio e vendemmia. La famiglia continua a essere il centro del progetto. Beppe e Ornella Garesio, insieme ai figli, hanno costruito l'azienda condividendo una visione comune e seguendone direttamente la crescita. In pochi anni sono passati da una piccola parcella nel Monferrato a una realtà articolata su diversi territori, mantenendo però una dimensione nella quale il rapporto familiare e la presenza diretta nelle scelte aziendali rimangono fondamentali. Negli ultimi anni il progetto si è ampliato anche attraverso il recupero degli edifici storici della proprietà di Serralunga. Nel 2024 nasce il Garesio Wine Resort, ricavato dalla ristrutturazione dell'antica cascina accanto alla cantina. L'ospitalità diventa così un ulteriore modo per raccontare direttamente il territorio, permettendo di vivere la proprietà immersi nel paesaggio delle Langhe. Oggi Garesio rappresenta una delle realtà più dinamiche della nuova generazione vitivinicola piemontese. In poco più di un decennio la famiglia ha costruito un patrimonio di circa 25 ettari, scegliendo personalmente vigneti tra Langhe, Monferrato e Alta Langa e impostando l'intero progetto secondo i principi dell'agricoltura biologica. Il centro di tutto rimane Serralunga d'Alba, con Cerretta e Gianetto a rappresentare il cuore più prestigioso della proprietà. Intorno a queste vigne la famiglia Garesio ha costruito una cantina che guarda al Piemonte non come a un territorio uniforme, ma come a un insieme di luoghi profondamente differenti da conoscere e preservare. Una storia giovane, cresciuta rapidamente ma con una filosofia precisa: scegliere grandi terre, rispettarne l'identità e lasciare che siano i vigneti a raccontare il Piemonte.