BARTOLO MASCARELLO

BAROLO DOCG 2014 - BARTOLO MASCARELLO

€320
  • abbinamenti un vino perfetto da abbinare a portate di carne a lunga cottura come brasati, stracotti e carne in umido e formaggi stagionati.
  • alcol 14%
  • annata 2014
  • denominazione Barolo DOCG
  • filosofia tradizionale
  • formato O,75 l
  • giudizio 3k 10/10
  • regione Piemonte (Italia)
  • temperatura di servizio 18-20°
  • vitigni Nebbiolo 100%

 

NOTE DI DEGUSTAZIONE:

Il naso presenta toni aromatici molto complessi con sentori di frutta matura, spezie, cuoio e fiori appassiti; in bocca è robusto con tanta materia, con una grande freschezza ad equilibrare tannini fini ed eleganti.

È una bottiglia che per ogni appassionato o collezionista che si rispetti non può non avere nella propria cantina o nel proprio background di degustazioni.

Immortale Bartolo Mascarello!

 

PERCHÉ CI PIACE:

Il Barolo Bartolo Mascarello è uno dei grandi rossi delle Langhe, è un vino rigoroso ed elegante, molto timido da giovane ma sorprendente dopo un lungo affinamento in bottiglia, fino a diventare un mostro di complessità, ricco di sfumature e di grande potenza.

Le uve che danno vita al Barolo della Cantina Mascarello provengono da alcuni dei più importanti cru delle Langhe, San Lorenzo, Cannubi e Rocche per un totale di soli 3 ettari; tutti i cru vengono vinificati assieme in grandi vasche di cemento secondo la tradizione langarola, l'affinamento avviene poi in botti grandi di rovere e dura 32 mesi.

Il Barolo Mascarello Bartolo è celebre non solo per il mito che avvolge il suo creatore ma anche per la sua incredibile longevità, questo vino ha una capacità d'invecchiamento fuori dal comune e può essere gustato anche dopo diversi decenni.

Quando si parla di Bartolo Mascarello, si parla di uno dei miti delle Langhe piemontesi, capace di realizzare Baroli tradizionali di livello eccelso. La storia della cantina ha inizio nel 1918 con Giulio, che, reduce dal Primo Conflitto Mondiale, torna a Barolo deciso a iniziare un percorso produttivo separato dalla cantina sociale del comune. Giulio studia il territorio, e comincia a comporre il proprio “puzzle” di vigneti acquistando piccoli lotti a Cannubi, Ruè e San Lorenzo, nomi che, per gli appassionati di Barolo piemontesi, significano molto ancora oggi. Negli anni 60’ in cantina entra Bartolo, giovane dalla personalità decisa che imprime una svolta alla produzione del padre, delineando i contorni di uno stile produttivo che, ancora oggi, è il marchio di fabbrica dell’azienda. E’ la tradizione per Bartolo a rappresentare la guida, e in questo percorso non c’è spazio per mode e nuove tendenze – su tutte l’utilizzo della barrique introdotto dai “modernisti” a confronto con le classiche botti grandi da sempre utilizzate in Langa e particolarmente care a Bartolo –.
La cantina mantiene ancora oggi una dimensione piccola, con soli cinque ettari vitati dove è il nebbiolo a essere protagonista – troviamo anche un po’ di barbera –, vinificato rigorosamente assieme nonostante provenga da diverse parcelle di terra – la tradizione non vuole vinificazioni separate per creare Baroli di diversi livelli! –. Bartolo non ha mai avuto problemi a esporre, anche con ardore, le proprie idee, sia nel mondo del vino sia in quello dell’attualità politica. Celeberrima rimane, ancora oggi, l’etichetta di Barolo intitolata “No Barrique, No Berlusconi” a dimostrazione di un credo ben identificato in cui Bartolo – ex partigiano – non ha mai avuto paura a mettere la faccia. Un uomo duro, tutto d’un pezzo, la cui eredità è custodita dalla figlia Maria Teresa, che ne porta avanti le convinzioni con coerenza e passione, custode di vini – la produzione è solamente di 30.000 bottiglie circa – che hanno sempre molto da raccontare a livello organolettico ed esperienzial

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