VIETTI

BAROLO DOCG "LAZZARITO" 2018 - VIETTI

Prezzo di listino €163,90 Prezzo di vendita€195,00risparmi €31,10

Abbinamenti, Un vino perfetto da abbinare a piatti importanti a base di tartufo o brasati,selvaggina e formaggi stagionati
Alcol, 14,5%
Annata, 2018
Denominazione, Barolo DOCG
Filosofia, Vegano
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nebbiolo 100%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice mostra un rosso rubino-granato luminoso, trasparente ai bordi e già estremamente elegante. Il bouquet è profondo e stratificato: ciliegia rossa, fragolina, lampone e prugna incontrano rosa, violetta e fiori essiccati, seguiti da una raffinata componente balsamica di menta ed erbe officinali. Con l’ossigenazione emergono liquirizia, pepe, tabacco, spezie, sottobosco e delicate sensazioni ferrose e minerali. Il 2018 possiede un profilo meno severo rispetto ad alcune annate più muscolari di Lazzarito, ma non perde nulla della profondità tipica del cru. Al palato è ampio e autorevole, attraversato da una freschezza energica e da tannini fitti, nobili e progressivi. La struttura è importante, ma il vino mantiene una bellissima agilità: il frutto rosso rimane succoso, mentre le sensazioni floreali e balsamiche alleggeriscono continuamente la materia. La chiusura è lunga, asciutta e minerale, con ritorni di rosa, ciliegia, liquirizia ed erbe aromatiche. Un Lazzarito che mostra la potenza di Serralunga attraverso una trama più sottile e raffinata, già affascinante oggi ma con ancora moltissimo tempo davanti.

CURIOSITÁ:

Il Barolo “Lazzarito” 2018 di Vietti nasce a Serralunga d’Alba, all’interno di una delle MGA più prestigiose e storicamente riconosciute dell’intera denominazione. Lazzarito è un magnifico anfiteatro naturale sul versante occidentale del comune, un luogo che possiede tutti i tratti distintivi dei grandi Barolo di Serralunga: profondità, austerità tannica, mineralità e una straordinaria predisposizione all’invecchiamento. La parcella lavorata da Vietti si trova a circa 260 metri di altitudine, con esposizione sud-occidentale, su terreni di matrice calcareo-argillosa riconducibili alla Formazione di Lequio. Il vigneto è allevato a Guyot e custodisce viti mature, capaci di limitare naturalmente le rese e restituire grappoli di grande concentrazione. Il 2018, annata meno estrema e potente rispetto al 2017, ha permesso a Lazzarito di esprimersi con un volto particolarmente raffinato: rimane la forza tipica di Serralunga, ma accompagnata da maggiore slancio, profumo e accessibilità. Vietti non cerca di addolcire artificialmente questa personalità: lunga macerazione, tradizionale cappello sommerso e una lenta maturazione in rovere sono gli strumenti utilizzati per trasformare la naturale forza del Nebbiolo in eleganza. Ne nasce un Barolo di grande classe, nel quale l’imponenza di Lazzarito viene interpretata attraverso precisione e finezza.

Vietti
Vignaioli da quattro generazioni, fu Carlo Vietti a fondare la cantina alla fine del XIX secolo, nel comune di Castiglione Falletto, nel cuore delle Langhe.
Agli inizi del '900, il figlio Mario iniziò a vendere i Barolo che avevano cominciato a produrre, focalizzando l'azienda di famiglia esclusivamente sull'attività vitivinicola.
A partire dagli anni '60, è la figlia Lucia, assieme al marito enologo Alfredo Currado, a portare avanti il lavoro della cantina Vietti, concentrandosi sempre più su una produzione di qualità elevata, e posizionando l’azienda tra le migliori delle Langhe, iniziando sin da allora a esportare i propri prodotti su importanti mercati stranieri come quello tedesco, svizzero e americano. Alfredo peraltro fu il primo a vinificare separatamente i singoli vigneti, in un'epoca come quella degli anni '60 in cui il Barolo non era concepito come un vino da singoli ""cru"", bensì nasceva dalla vinificazione di tutte le vigne assieme. L'altra grande visione pionieristica di Alfredo è stata quella di valorizzare l'arneis, vitigno autoctono a lungo dimenticato dai produttori della zona: la cantina ha iniziato a vinificarlo in purezza, e così hanno fatto altri produttori in seguito, portando oggi l'arneis a essere l'uva a bacca bianca più importante del territorio.
Nel 1970 Luciana e Alfredo, grandi appassionati d’arte, grazie all’amicizia con alcuni artisti, iniziano a cambiare il volto delle loro etichette. Dal 2000, col ritiro dall’attività dei genitori, Mario Cordero e Luca Currado acquisiscono l’intera proprietà aziendale continuando l’attività produttiva sempre nel più grande rispetto della tradizione ma con mentalità aperta ed evolutiva, nella ricerca della massima qualità e piacere del vino. Dai 35 ettari vitati di proprietà sono prodotti il Dolcetto e la Barbera “TreVigne”, l’Arneis e il Moscato d’Asti Cascinetta, i “cru” Rocche, Brunate, Lazzarito, Ravera e Riserva Villero nel Barolo, Masseria nel Barbaresco, Scarrone e Vigna Vecchia nel Barbera d’Alba, e, dal 1996, La Crena nel Barbera d’Asti.