DECIMO FILARE

CALUSO DOCG "RADIOS" 2023 - DECIMO FILARE

Prezzo di listino €19,90 Prezzo di vendita€23,00risparmi €3,10

Abbinamenti, La freschezza e la forte componente sapida del Radios 2023 lo rendono particolarmente versatile a tavola. È ideale con trota, salmerino e altri pesci di lago, ma accompagna molto bene anche crostacei, molluschi, antipasti di mare e primi piatti delicati a base di pesce. Interessante con risotti alle verdure, torte salate, frittate alle erbe e preparazioni vegetariane, mentre la struttura leggermente più ampia rispetto a un Erbaluce esclusivamente vinificato in acciaio permette di abbinarlo anche a carni bianche e formaggi freschi o di media stagionatura.
Alcol, 12,5%
Annata, 2023
Denominazione, Caluso DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Erbaluce 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Caluso DOCG “Radios” 2023 di Decimo Filare si presenta con un giallo paglierino luminoso, attraversato da riflessi verdolini che ne sottolineano la freschezza. Il naso è fine e progressivo, con mela croccante, pera, scorza di limone e cedro accompagnati da fiori bianchi ed erbe aromatiche. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di mandorla, fieno ed una delicata componente minerale che richiama la pietra e il gesso. Al palato è teso, agile e decisamente sapido, sostenuto dalla naturale acidità dell’Erbaluce, che imprime energia e continuità al sorso. La materia rimane misurata ma ben presente, mentre una caratteristica vena amaricante si integra progressivamente con la parte agrumata e minerale. Il finale è asciutto, lungo e verticale, con ritorni di scorza di agrumi, erbe e mandorla. Un Erbaluce preciso e territoriale, capace di coniugare freschezza, mineralità e una piacevole profondità senza perdere la naturale facilità di beva.

CURIOSITÁ:

Radios nasce da Erbaluce in purezza nel Canavese ed è una delle etichette con cui Decimo Filare interpreta questo storico vitigno piemontese. L’azienda ha sede nel territorio di Palazzo, in provincia di Torino, all’interno dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, ambiente segnato da antichi depositi glaciali e particolarmente favorevole a vini caratterizzati da acidità, sapidità e tensione. Radios non viene però concepito come un Erbaluce esclusivamente giocato sull’acciaio: nello stile della cuvée una parte del mosto viene fermentata in legno, scelta documentata anche nelle annate vicine e pensata per aggiungere volume e complessità senza cancellare il carattere verticale del vitigno. AIS ha indicato per il Radios 2022 una quota di fermentazione in barrique del 30%, mentre comunicazioni più recenti della stessa azienda confermano il mantenimento del rovere francese per una parte del mosto. Il 2023 è imbottigliato come Caluso DOCG, denominazione che identifica l’espressione più territoriale dell’Erbaluce e che in Radios trova una lettura moderna, capace di affiancare alla naturale freschezza del vitigno una maggiore profondità di sorso.

Decimo Filare

Decimo Filare è una piccola realtà vitivinicola del Canavese, con sede a Palazzo Canavese, nel territorio della provincia di Torino compreso all’interno del grande Anfiteatro Morenico di Ivrea. È un progetto di dimensione artigianale, inserito in quella nuova generazione di vignaioli che negli ultimi anni sta contribuendo a riportare attenzione su un’area piemontese rimasta a lungo ai margini rispetto alle denominazioni più conosciute della regione. Il Canavese possiede infatti una storia viticola antichissima, costruita su piccoli appezzamenti, terrazzamenti e vigneti spesso frammentati tra boschi, paesi e pendii morenici. La conformazione del territorio deriva dall’azione dell’antico ghiacciaio Balteo, che durante le glaciazioni ha trasportato dalle Alpi enormi quantità di rocce, sabbie, ghiaie e ciottoli, lasciando dopo il proprio ritiro uno dei più grandi anfiteatri morenici d’Europa. È all’interno di questo paesaggio che nasce l’identità di Decimo Filare, legata a una viticoltura su piccola scala e alla volontà di conservare una lettura autentica delle varietà coltivate localmente. La cantina si colloca nel movimento dei Giovani Vignaioli Canavesani, realtà che riunisce diversi piccoli produttori impegnati nel recupero e nella valorizzazione contemporanea del territorio. Il lavoro parte da vigneti nei quali la componente morenica dei suoli, la vicinanza dell’arco alpino e le escursioni termiche contribuiscono a creare condizioni particolari per la maturazione delle uve. Qui il vino tende naturalmente a costruirsi più sulla freschezza e sulla tensione che sulla concentrazione, caratteristiche che costituiscono uno dei tratti più riconoscibili della viticoltura canavesana. Decimo Filare interpreta questa identità attraverso produzioni estremamente limitate, mantenendo un rapporto diretto con il vigneto e privilegiando un approccio artigianale tanto in campagna quanto durante la trasformazione delle uve. Tra le etichette legate al progetto emerge Clara, vino ottenuto da Barbera, varietà che appartiene profondamente alla storia agricola piemontese e che nel Canavese assume un carattere particolare grazie al clima più fresco e alla natura dei terreni. La naturale acidità della Barbera trova infatti nelle condizioni pedemontane un ambiente capace di accentuarne energia e dinamismo, offrendo un'espressione differente rispetto alle interpretazioni più calde e strutturate del Monferrato o delle Langhe. Clara diventa così una delle bottiglie attraverso le quali Decimo Filare racconta il proprio territorio, privilegiando il carattere dell’uva e la bevibilità rispetto alla ricerca di concentrazione o costruzioni enologiche particolarmente marcate. Il progetto appartiene a una fase particolarmente interessante per il Canavese. Dopo decenni nei quali numerosi vigneti sono stati progressivamente abbandonati a causa della frammentazione delle proprietà, della difficoltà delle lavorazioni e dello spopolamento agricolo, una nuova generazione sta tornando a osservare queste colline come un patrimonio da recuperare. Piccole parcelle, vecchi impianti e varietà tradizionali diventano così il punto di partenza per una viticoltura contemporanea che non cerca di imitare le Langhe, ma di costruire una propria identità. Decimo Filare si inserisce pienamente in questo percorso: una produzione volutamente contenuta, nata in un territorio dalla forte impronta glaciale e legata a vini capaci di raccontare il volto più fresco e alpino del Piemonte. Più che attraverso grandi numeri o una lunga storia commerciale, la personalità della cantina emerge proprio dalla sua dimensione: pochi vini, un rapporto diretto con la terra e l’appartenenza a quella comunità di giovani vignaioli che sta contribuendo alla rinascita enologica del Canavese. Un progetto ancora giovane, ma rappresentativo di un territorio che sta riscoprendo il valore delle proprie vigne e della propria diversità, riportando al centro un paesaggio viticolo nel quale la montagna, i depositi dell’antico ghiacciaio e secoli di agricoltura continuano a lasciare un’impronta precisa nel vino.