TARLANT

CHAMPAGNE À OEUILLY BRUT NATURE "ZERO" - TARLANT

Prezzo di listino €64,00

Abbinamenti, Ideale come aperitivo o con sushi ed ostriche.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Nero 32%, Pinot Meunier 32%, Chardonnay 32%, Petit Meslier 4% + Arbanne + Pinot Blanc

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta luminoso e dinamico, con un perlage fine e continuo. Al naso emergono agrumi freschi, mela croccante, fiori bianchi, cenni di frutta secca e una leggera nota gessosa. In bocca è teso, asciutto e salino, con una bollicina cremosa ma affilata, grande freschezza e un finale pulito, minerale e persistente.

CURIOSITÀ:

Lo Champagne Brut Nature “Zero” di Tarlant è una cuvée identitaria e rigorosa, nata a Œuilly, nel cuore della Vallée de la Marne, da un assemblaggio ampio e profondamente legato alla tradizione champenoise: Pinot Nero, Pinot Meunier, Chardonnay, con una piccola presenza di vitigni storici come Petit Meslier, Arbanne e Pinot Blanc. La filosofia è già racchiusa nel nome: “Zero” indica l’assenza di dosaggio, una scelta stilistica precisa che lascia parlare il vino senza mediazioni, mettendo in primo piano la purezza del frutto, la tensione minerale e l’impronta del terroir. Tarlant firma così uno Champagne secco, verticale e vibrante, pensato per chi cerca energia, precisione e autenticità.

Tarlant
“Non è una moda del momento ma una necessità nata come naturale evoluzione dalla storia centenaria della Maison Tarlant: lasciare spazio alla voce della vigna, del singolo cru, limitando al minimo ciò che può distogliere l’attenzione dall’uva e dalla rispettosa interpretazione del territorio da parte dell’uomo. Mélanie e Benoît rappresentano la dodicesima generazione di una famiglia che iniziò a produrre champagne sin dal 1929, l’anno della costituzione dell’AOC, e che affonda le proprie radici nella regione sin da 1687. Sono oggi il testimone raccolto del sapere tramandato di padre in figlio, un bagaglio prezioso trasmesso attraverso i gesti e il fare (e soprattutto il non fare) in cantina e in vigna. Uno stile oggi riconoscibile, basato su lunghi affinamenti e fermentazioni in legno, mai radicato sulle proprie convinzioni ma sempre in cerca di novità e che ha consentito a Benoît, dal 1999, e a Mélanie dal 2005, di condividere la loro visione e il loro pensiero di uno champagne che non fosse esclusività e lusso, come spesso molti pensano, ma ambasciatore del proprio territorio.” – Alessio Pietrobattista