DOMAINE LÉON

CHAMPAGNE BRUT NATURE "ENCHEVÊTRER" 2021 - DOMAINE LÉON

Prezzo di listino €57,50 Prezzo di vendita€69,00risparmi €11,50

Abbinamenti, La struttura del Pinot Noir e la totale assenza di dosaggio rendono Enchevêtrer 2021 uno Champagne particolarmente gastronomico. È splendido con crostacei alla griglia, scampi, capesante e pesci saporiti, ma accompagna magnificamente anche salmone affumicato, tonno scottato e preparazioni con una leggera componente grassa. La profondità raggiunta con l’affinamento in legno permette di spingersi verso risotti ai funghi o al tartufo, vitello, pollame e anatra, abbinamenti insoliti per una bollicina ma estremamente efficaci con un Blanc de Noirs di questa struttura. Ottimo anche con Comté e formaggi di buona stagionatura.
Alcol, 12%
Annata, 2021
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Brut Nature “Enchevêtrer” 2021 di Domaine Léon si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da leggere sfumature ramate e da un perlage fine e persistente. Il naso rivela immediatamente la matrice del Pinot Noir, con ciliegia, lampone e piccoli frutti rossi che si intrecciano a mela matura, scorza d’agrumi e delicate note di sottobosco. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde di spezie, nocciola, pane tostato e una sottile nota vanigliata, accompagnate da una marcata sensazione minerale. Al palato è energico e strutturato, con una consistenza ampia ma attraversata da una freschezza precisa e da una sapidità incisiva. La bollicina è ben integrata e l’assenza totale di dosaggio lascia il sorso asciutto, diretto e senza sovrastrutture. Il finale è lungo, salino e speziato, con ritorni di frutti rossi e pietra. Un Blanc de Noirs di carattere, capace di combinare profondità del Pinot Nero e tensione della Côte des Bar.

CURIOSITÀ:

Enchevêtrer 2021 è un Blanc de Noirs ottenuto esclusivamente da Pinot Noir proveniente da due parcelle storiche di Landreville, nella Côte des Bar: La Chevêtrée, di circa 0,89 ettari, e La Grande Côte, di circa 0,60 ettari. Le esposizioni sono rispettivamente sud-sud-est e sud-sud-ovest, mentre i terreni sono limoso-argilloso-calcarei; le vigne furono piantate tra il 1982 e il 1996. I due appezzamenti vengono pressati e vinificati separatamente, con decantazione naturale del mosto, prima dell’assemblaggio. Il vino base matura in rovere e successivamente in vasca, quindi affronta la rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Champenoise. Alla sboccatura non viene aggiunto alcun dosaggio: 0 g/l, autentico Brut Nature. Dietro Domaine Léon c’è Clément Robert, che nel 2019 ha ripreso l’azienda familiare a Landreville; la famiglia coltiva la vite fin dagli anni 1820 e fu il bisnonno Léon, negli anni Cinquanta, il primo a vinificare e commercializzare Champagne con il proprio nome. Dal 2022 tutti i 7,69 ettari aziendali sono certificati biologici.

Domaine Léon

Champagne Léon è la piccola realtà di Clément Robert a Landreville, nella Côte des Bar, nata dalla volontà di riportare in vita una storia familiare che affonda le proprie radici viticole nell’Ottocento. La famiglia Robert coltiva infatti la vite nella zona almeno dagli anni 1820, ma è Léon Robert, bisnonno di Clément, a compiere negli anni Cinquanta il passaggio decisivo dalla semplice viticoltura alla vinificazione e alla produzione dei propri Champagne. Dopo di lui il figlio Georges continua l’attività fino al 1990, mentre la generazione successiva, rappresentata da Olivier, torna a concentrarsi prevalentemente sulla coltivazione e sulla vendita delle uve. È con l’arrivo di Clément Robert nel 2019 che il cerchio si chiude: dopo diverse esperienze professionali maturate in vigneti francesi e internazionali, Clément rientra nell’azienda familiare deciso a riprendere la vinificazione diretta e sceglie di chiamare il nuovo progetto Domaine Léon proprio in omaggio al bisnonno che per primo aveva trasformato le uve di famiglia in Champagne. La proprietà comprende 7,69 ettari, normalmente indicati come circa 8 ettari, concentrati intorno a Landreville, uno dei villaggi più interessanti della Côte des Bar. Il territorio dell’Aube possiede una geologia profondamente diversa da quella della Côte des Blancs e della Montagne de Reims: qui dominano terreni argillo-calcarei e marne di origine giurassica, con componenti silicee che cambiano sensibilmente da una parcella all’altra e che trovano nel Pinot Noir uno dei loro interpreti più naturali. Clément coltiva Pinot Noir, Chardonnay, Meunier e Pinot Blanc, quest’ultimo particolarmente significativo perché rappresenta una delle varietà storiche della Champagne e conserva proprio nella Côte des Bar, e nell’area di Landreville, una delle sue presenze più interessanti. Il ritorno alla vinificazione è coinciso con una trasformazione radicale del lavoro agricolo: nel maggio 2019 Clément ha avviato ufficialmente la conversione biologica dell’intera superficie e il 2022 è stata la prima vendemmia certificata, portando oggi il 100% dei 7,69 ettari sotto certificazione biologica. La produzione certificata rimane minuscola, nell’ordine delle 10.000 bottiglie annue, e questa dimensione permette un approccio estremamente preciso alle singole parcelle. Clément affianca alla conduzione biologica pratiche ispirate alla biodinamica e ricerca soprattutto vitalità del terreno, biodiversità e maturità naturale delle uve, nella convinzione che l’identità dello Champagne debba essere costruita prima di tutto in vigneto. La stessa filosofia prosegue in cantina attraverso interventi ridotti al minimo: le fermentazioni vengono affidate ai lieviti indigeni, i vini maturano sulle proprie fecce e il legno assume un ruolo importante sia nella fermentazione sia nell’élevage, non per imprimere aromi di rovere ma per permettere una lenta evoluzione e accompagnare la struttura naturalmente vinosa delle uve della Côte des Bar. Una delle caratteristiche fondamentali del progetto è la scelta di lavorare esclusivamente su singole vendemmie: gli Champagne di Domaine Léon sono millesimati e non vengono costruiti attraverso assemblaggi di numerose annate, così che ogni bottiglia possa conservare chiaramente il carattere climatico della vendemmia da cui proviene. Altrettanto significativa è la scelta del dosage: le cuvée vengono proposte come Brut Nature, senza aggiunta di zucchero dopo il dégorgement, lasciando che siano maturità dell’uva, terroir e affinamento a determinare l’equilibrio finale. Enchevêtrer rappresenta una delle interpretazioni centrali del progetto ed è costruito sul Pinot Noir, il vitigno che più immediatamente racconta Landreville e la Côte des Bar; Derrière l’Église approfondisce ulteriormente questa ricerca attraverso un Pinot Noir proveniente da una specifica origine, vinificato e affinato in legno e commercializzato senza dosage, mentre La Grande Côte cambia completamente prospettiva mettendo al centro lo Chardonnay, mostrando come lo stesso territorio argillo-calcareo possa generare un vino più verticale, teso e luminoso. Le produzioni delle singole cuvée sono estremamente limitate e rappresentano soltanto una piccola parte delle uve coltivate dalla proprietà, perché il progetto di Clément è ancora volutamente selettivo e in progressiva evoluzione. Domaine Léon è quindi una realtà giovane soltanto nella sua forma attuale: dietro le prime bottiglie di Clément Robert esistono quasi due secoli di presenza familiare nella viticoltura di Landreville e soprattutto la figura di Léon Robert, che già negli anni Cinquanta aveva scelto di produrre personalmente Champagne. Clément ha recuperato quella storia senza cercare semplicemente di riprodurla, trasformandola attraverso agricoltura biologica, principi biodinamici, fermentazioni spontanee, élevage in legno, singole annate e dosage zero. Pinot Noir e Chardonnay costituiscono oggi le espressioni più visibili del domaine, mentre la presenza di Meunier e soprattutto del raro Pinot Blanc racconta un patrimonio ampelografico più ampio e profondamente legato alla storia dell’Aube. È proprio questa combinazione tra memoria familiare e nuova sensibilità a rendere Domaine Léon particolarmente interessante: meno di otto ettari intorno a Landreville, circa 10.000 bottiglie biologiche e una produzione costruita senza ricette prestabilite, con l’obiettivo di lasciare emergere il carattere delle singole parcelle e delle singole vendemmie. Champagne Léon non nasce quindi come un nuovo marchio costruito a tavolino, ma come il ritorno di un nome familiare: quello del bisnonno Léon, ripreso da Clément Robert per ricominciare, dopo una generazione dedicata principalmente alla viticoltura, a trasformare direttamente le proprie vigne della Côte des Bar in Champagne.