CHAMPAGNE EXTRA BRUT COLLECTION 2005 - BENOIT MICHEL
Abbinamenti, Si abbina a pietanze strutturate, come primi piatti di carne e pesce.
Alcol, 12,5%
Annata, 2005
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Pinot Meunier (36%), Pinot Noir (34%), Chardonnay (30%)
NOTE SENSORIALI:
Nel calice si presenta con un colore dorato brillante attraversato da un perlage finissimo e persistente. Il bouquet è ampio e stratificato: note di frutta gialla matura, agrumi canditi, nocciola tostata, crosta di pane e leggere sfumature speziate si intrecciano a richiami gessosi e iodati. Al palato è profondo, cremoso e vibrante, sostenuto da una tensione fresca che accompagna un finale lungo, sapido e raffinato. L’Extra Brut esalta la purezza del vino e ne mette in risalto la componente territoriale e minerale.
CURIOSITÁ:
Lo Champagne Extra Brut Collection 2005 di Benoît Michel è una cuvée di grande personalità, nata da un lungo affinamento sui lieviti che ne amplifica profondità, complessità ed eleganza. L’annata 2005, generosa e strutturata, trova in questa interpretazione un perfetto equilibrio tra maturità, freschezza e precisione minerale. Uno Champagne pensato per chi cerca vini evoluti, intensi e capaci di raccontare il tempo attraverso ogni dettaglio del sorso.
Benoit Michel +

Champagne Benoît Michel è una maison familiare di Monthelon, sui Coteaux Sud d’Épernay, nata ufficialmente con il proprio nome nel 2022 ma sostenuta da una storia viticola che la famiglia Michel fa risalire al 1847. Benoît rappresenta la quinta generazione di una delle famiglie di vigneron storicamente radicate nell’area a sud di Épernay e il suo percorso è strettamente legato a quello del padre Guy Michel, figura fondamentale per comprenderne lo stile. Fu proprio Guy, già nel 1959, a intuire quanto il lungo affinamento sui lieviti potesse trasformare gli Champagne, costruendo nel tempo una straordinaria cultura dei vecchi millesimi e una vinothèque familiare che ancora oggi costituisce uno degli elementi più distintivi della maison. Benoît cresce all’interno di questa filosofia e dal 2004 gli viene affidata la responsabilità delle vinificazioni di Champagne Guy Michel, maturando così quasi vent’anni di esperienza prima di aprire un capitolo completamente personale. Nel 2022 acquista infatti una proprietà a Monthelon e, insieme alla moglie Patricia e ai figli Loris e Alexandre, fonda Champagne Benoît Michel: non una rottura con il passato, ma l’evoluzione naturale di un patrimonio familiare che Benoît decide di reinterpretare attraverso cuvée proprie, vinificazioni parcellari e un’attenzione ancora maggiore al rapporto tra freschezza e lunghissimo affinamento. La nuova cantina occupa una posizione particolarmente suggestiva, su un vero belvedere naturale dal quale lo sguardo attraversa la Côte des Blancs, i Coteaux Sud d’Épernay e la Vallée de la Marne, gli stessi tre territori nei quali sono distribuite le vigne della famiglia. Il patrimonio viticolo comprende Chardonnay, Pinot Noir e Meunier, con parcelle distribuite proprio tra Coteaux Sud d’Épernay, Vallée de la Marne e Côte des Blancs e vigne che possiedono mediamente circa quarant’anni. Alcuni appezzamenti hanno inoltre un valore storico particolare: Benoît coltiva ancora Les Chardeloups, lieu-dit acquistato dal bisnonno all’inizio del Novecento, creando un collegamento diretto tra l’attuale progetto e le generazioni precedenti. Dal 2019 il lavoro agricolo è stato ulteriormente orientato verso la sostenibilità attraverso inerbimento dei filari, lavorazioni del terreno e riduzione degli input, percorso che ha portato all’ottenimento delle certificazioni Haute Valeur Environnementale e Viticulture Durable en Champagne. È però soprattutto in cantina che emerge con chiarezza la personalità di Benoît. Il principio fondamentale è “laisser du temps au temps”: lasciare al tempo il compito di trasformare il vino. Vengono utilizzati esclusivamente i mosti della cuvée, cioè della prima e più pregiata frazione di pressatura, e la vinificazione avviene principalmente in acciaio per conservare nitidezza aromatica e freschezza. Benoît blocca sistematicamente la fermentazione malolattica, preservando l’acidità naturale dei vins clairs perché considera proprio questa tensione indispensabile per sostenere affinamenti molto lunghi. Dal 2006 ha introdotto anche barrique borgognone e demi-muids per alcune selezioni, utilizzandoli non per imprimere una marcata aromaticità di legno ma per apportare maggiore rotondità, complessità e capacità evolutiva. Il tempo diventa quindi una vera componente della produzione e la gamma attuale lo dimostra in maniera quasi estrema. La collezione Esprit de Cave propone Champagne costruiti su vendemmie ormai lontane: l’Assemblage Blanc parte dalla vendemmia 2007 e riunisce 50% Pinot Noir, 42% Chardonnay e 8% Meunier; il Blanc de Blancs nasce invece da Chardonnay di Moussy della vendemmia 2006, con una parte del vino affinata in barrique, mentre l’Assemblage Rosé utilizza come base la vendemmia 2008 e combina 85% Chardonnay e 15% Pinot Noir. Tutte queste cuvée vengono commercializzate come Extra Brut con circa 5 g/l di dosage e arrivano sul mercato dopo permanenze sui lieviti eccezionalmente lunghe: l’Esprit de Cave Assemblage Blanc 2007, per esempio, è stato dégorgé soltanto nell’ottobre 2022, dopo circa quindici anni di evoluzione. Ancora più evidente è il rapporto con il tempo nella Collection, dedicata ai vecchi millesimi della vinothèque familiare. Il Millésime 2005 riunisce Meunier, Pinot Noir e Chardonnay, mentre il 2006 vede una prevalenza del Meunier; anche in questi casi la malolattica viene bloccata, vengono utilizzati esclusivamente mosti di prima pressatura e il dosage rimane contenuto a circa 5 g/l. Non si tratta quindi semplicemente di conservare vecchie bottiglie, ma di costruire fin dall’origine Champagne capaci di affrontare lunghissime permanenze sui lieviti mantenendo sufficiente acidità per sostenere l’evoluzione. Benoît sta contemporaneamente sviluppando una seconda direzione attraverso cuvée parcellari destinate a mettere maggiormente in evidenza l’identità dei singoli vigneti, affiancando così alla cultura dell’invecchiamento ricevuta dal padre una lettura più contemporanea del terroir. È proprio questa combinazione a rendere Champagne Benoît Michel particolarmente interessante: dietro una maison nata formalmente soltanto nel 2022 esistono cinque generazioni di viticoltori, vigne coltivate dalla famiglia dal 1847 e quasi vent’anni di esperienza personale di Benoît nelle vinificazioni prima della creazione della propria etichetta. La scelta di bloccare la malolattica, utilizzare acciaio insieme a barrique e demi-muids, conservare una straordinaria vinothèque e attendere anche quindici anni prima di dégorgiare alcune cuvée definisce uno stile nel quale maturità e freschezza devono procedere insieme. Chardonnay, Pinot Noir e Meunier diventano così interpreti di tre territori – Côte des Blancs, Coteaux Sud d’Épernay e Vallée de la Marne – ma è soprattutto il tempo a rappresentare il vero filo conduttore della maison. Champagne Benoît Michel nasce quindi come progetto nuovo soltanto nel nome: dietro ogni bottiglia rimane l’eredità costruita da Guy Michel e dalle generazioni precedenti, oggi reinterpretata da Benoît insieme a Patricia, Loris e Alexandre attraverso Champagne profondi, evoluti e vinosi, nei quali i lunghissimi affinamenti non devono sacrificare quella tensione e quella freschezza che costituiscono la firma più riconoscibile della famiglia.