BÉRÊCHE & FILS

CHAMPAGNE EXTRA BRUT GRAND CRU BLANC DE NOIR "AMBONNAY" 2020 - BÉRÊCHE & FILS

Prezzo di listino €183,00 Prezzo di vendita€220,00risparmi €37,00

Abbinamenti, La vinosità e la profondità dell’Ambonnay 2020 ne fanno uno Champagne da grande tavola. È magnifico con crostacei importanti, astice, aragosta, capesante e rombo, ma la struttura del Pinot Noir permette di spingersi con naturalezza verso carni bianche, faraona, piccione e vitello. Molto interessante con funghi porcini, tartufo e preparazioni autunnali, dove le note di frutta secca, spezie e cedro trovano una continuità particolarmente raffinata. Ottimo anche con formaggi di buona stagionatura. Per un abbinamento più audace può accompagnare una mela arrosto al burro salato, giocando sul contrasto tra frutto, sapidità e componente evolutiva dello Champagne.
Alcol, 12,5%
Annata, 2020
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 10-12°
Vitigni, Pinot Nero 100%

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Extra Brut Grand Cru Blanc de Noirs “Ambonnay” 2020 di Bérêche & Fils si presenta con un giallo dorato luminoso, animato da un perlage finissimo e perfettamente integrato. Il naso è profondo e decisamente vinoso, con mela rossa, fragolina di bosco e agrumi maturi che lasciano progressivamente spazio a frutta secca, nocciolo, cedro e leggere sfumature di miele. Con l’ossigenazione emergono rosa, spezie fini e una componente più austera e minerale, capace di controbilanciare la naturale generosità del Pinot Noir di Ambonnay. Al palato è ampio, cremoso e avvolgente, ma sostenuto da una freschezza precisa che mantiene il sorso teso e dinamico. La trama è quasi vellutata, con una materia importante attraversata da una sapidità crescente. Il finale è lunghissimo, asciutto e profondo, con ritorni di frutta rossa, agrumi, frutta secca e spezie. Uno Champagne di grande statura, potente senza essere pesante, già affascinante ma destinato a un’evoluzione molto lunga.

CURIOSITÁ:

Ambonnay 2020 è una rarissima cuvée parcellaire prodotta esclusivamente da Pinot Noir proveniente dal lieu-dit Les Feuchères, appena 0,40 ettari nella parte occidentale del Grand Cru di Ambonnay, vicino al confine con Trépail. Le vigne hanno almeno 45 anni e crescono a circa 110 metri, a metà pendio, con esposizione sud/sud-est e una pendenza intorno al 10%, su una profonda argilla bruna fortemente calcarea. Raphaël e Vincent Bérêche lavorano la parcella con pratiche biologiche pur senza certificazione. La pressatura avviene con pressa Coquard da 4.000 kg e viene utilizzata soltanto la cuvée, escludendo la taille. La fermentazione parte spontaneamente e il vino base matura sulle fecce principalmente in fusti usati da 350 litri, senza svolgere la malolattica e senza filtrazione. Dopo il tiraggio seguono 48 mesi sur lattes sotto tappo di sughero naturale; la sboccatura del 2020 è avvenuta nel luglio 2025 con appena 3 g/l di dosaggio. La produzione è microscopica: soltanto 2.394 bottiglie.

Bérêche & Fils

Bérêche & Fils è una delle firme più autorevoli dello Champagne de vigneron contemporaneo, una realtà familiare capace di trasformare un patrimonio costruito nell’arco di cinque generazioni in una vera e propria lettura dei terroir della Champagne. La storia comincia nel 1847 a Ludes, Premier Cru della Montagne de Reims, quando Léon e Albert Bérêche avviano l’attività viticola della famiglia. Nel corso del Novecento il domaine cresce progressivamente, passando dalla vendita delle uve alla produzione diretta delle proprie bottiglie, fino alla generazione di Jean-Pierre e Catherine Bérêche. La svolta contemporanea arriva con i figli Raphaël, entrato stabilmente in azienda nel 2004, e Vincent, che lo raggiunge nel 2008. I due fratelli cambiano progressivamente il volto della proprietà senza interromperne la continuità: il loro obiettivo non è costruire uno stile uniforme, ma lasciare che ogni villaggio, parcella e vendemmia conservi una propria identità. Il domaine dispone oggi di circa 11 ettari e il suo patrimonio è particolarmente interessante perché distribuito tra terroir profondamente differenti. Ludes rimane il centro storico, ma le vigne raggiungono anche Ormes, Mareuil-le-Port e Trépail, oltre a prestigiose parcelle Grand Cru acquisite più recentemente a Cramant e Aÿ. Questa geografia permette di lavorare Chardonnay, Pinot Noir e Meunier su matrici molto diverse: dalla craie della Montagne de Reims alle sabbie di Ormes, dai terreni della Vallée de la Marne fino al calcare puro della Côte des Blancs. Invece di uniformare queste differenze attraverso la cantina, Raphaël e Vincent cercano di amplificarle. Le parcelle vengono quindi osservate e lavorate individualmente, con un’attenzione quasi maniacale alla maturità delle uve e alla vitalità dei terreni. In vigneto Bérêche ha eliminato gli erbicidi già nei primi anni Duemila e ha progressivamente sviluppato una viticoltura basata su lavorazioni del suolo, inerbimenti, concimazioni organiche e preparati vegetali. Il lavoro manuale è particolarmente intenso e la squadra dedicata alle vigne è insolitamente numerosa rispetto alla superficie aziendale, scelta che consente di intervenire in maniera estremamente precisa su ogni appezzamento. La vendemmia viene effettuata manualmente e la raccolta è stabilita parcella per parcella, privilegiando una maturità completa piuttosto che la semplice conservazione di acidità elevate. È un principio fondamentale per comprendere lo stile Bérêche: prima ancora di diventare Champagne, ogni cuvée deve possedere la struttura e la profondità di un grande vino fermo. La stessa filosofia continua in cantina. Le diverse parcelle vengono vinificate separatamente e una parte importante dei vins clairs fermenta e affina in pièces e fûts, generalmente non nuovi, utilizzati per accompagnare l’evoluzione del vino senza sovrapporre aromi di rovere. Le fermentazioni avvengono con grande attenzione alla materia originaria e la malolattica non viene svolta sistematicamente, così da preservare tensione e capacità di evoluzione quando il carattere della vendemmia lo richiede. Uno degli elementi più caratteristici del domaine è il tirage sous liège: diverse cuvée affrontano la seconda fermentazione sotto tappo di sughero anziché sotto il più comune tappo a corona. È una tecnica tradizionale, più complessa e costosa da gestire, che Raphaël considera importante per il tipo di evoluzione che imprime al vino durante la lunga permanenza sui lieviti. Gli affinamenti sono prolungati e i dosaggi generalmente contenuti, sempre stabiliti in funzione dell’equilibrio della singola cuvée. Brut Réserve rappresenta la porta d’ingresso nell’universo Bérêche e riunisce Chardonnay, Pinot Noir e Meunier provenienti da differenti terroir della proprietà, integrando vini di riserva per aggiungere profondità e continuità. Reflet d’Antan è invece una delle bottiglie simbolo del domaine: nasce da una réserve perpétuelle avviata nel 1985 da Jean-Pierre Bérêche e custodisce quindi al proprio interno la memoria di numerose vendemmie. L’élevage in legno e il lungo affinamento trasformano questa cuvée in uno Champagne particolarmente vinoso, complesso e profondo. Con le selezioni parcellari il progetto diventa ancora più preciso. Le Cran nasce a Ludes e mette in relazione Pinot Noir e Chardonnay provenienti da due lieux-dits del Premier Cru; Rive Gauche porta invece in primo piano il Meunier della Vallée de la Marne, mostrando quanto questa varietà possa essere seria, strutturata e longeva quando proviene da vecchie vigne e viene trattata come un autentico vitigno da terroir. Les Beaux Regards esplora lo Chardonnay, mentre le parcelle di Cramant e Aÿ hanno ulteriormente ampliato negli ultimi anni la cartografia familiare, permettendo ai fratelli di confrontarsi con due Grand Cru profondamente differenti: il primo legato alla purezza calcarea dello Chardonnay della Côte des Blancs, il secondo alla potenza e alla profondità del Pinot Noir della Grande Vallée de la Marne. Un passaggio importante avviene nel 2013, quando Bérêche assume lo status di négociant-manipulant. La scelta non rappresenta l’abbandono della propria identità di vignaioli: permette piuttosto a Raphaël e Vincent di affiancare alle uve provenienti dagli ettari familiari piccole quantità acquistate da viticoltori e parcelle attentamente selezionati, ampliando ulteriormente la possibilità di interpretare territori differenti della Champagne. Bérêche & Fils rimane però, prima di tutto, una storia familiare iniziata nel 1847 e profondamente radicata a Ludes. Raphaël e Vincent hanno portato questa eredità verso una concezione nella quale la parcella viene prima della ricetta e il vino prima della bollicina. Vecchie vigne, maturità delle uve, lavoro rigoroso dei terreni, vinificazioni separate, élevage in legno, malolattica non sistematica, tirage sotto sughero e lunghi affinamenti sono gli strumenti di una filosofia estremamente precisa. Il risultato sono Champagne profondi, energici e gastronomici, capaci di cambiare sensibilmente secondo il luogo da cui provengono e di evolvere magnificamente nel tempo. È proprio questa capacità di trasformare ogni bottiglia in una lettura del territorio ad aver reso Bérêche & Fils uno dei riferimenti imprescindibili della Champagne contemporanea.