CHAMPAGNE EXTRA BRUT "OENOTHÈQUE" 2008 MAGNUM - A. BERGERE
Abbinamenti, La complessità dell’Oenothèque 2008 Magnum permette di portarlo a tavola con piatti di grande livello. È magnifico con ostriche, scampi, astice, aragosta e capesante, ma la profondità acquisita sui lieviti consente abbinamenti altrettanto riusciti con rombo, baccalà, sogliola al burro e pesci arrosto. Le note tostate e di frutta secca trovano una splendida continuità con risotti ai porcini, tartufo bianco, pollame nobile e foie gras, mentre freschezza e perlage riescono a sostenere formaggi stagionati come Comté e Parmigiano Reggiano. È però anche una bottiglia da degustare da sola, lasciandola evolvere lentamente nel calice.
Alcol, 12%
Annata, 2008
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 1.5 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 60% e Pinot Nero 40%
NOTE SENSORIALI:
Lo Champagne Extra Brut “Oenothèque” 2008 Magnum di A. Bergère si presenta con un giallo paglierino intenso e luminoso, arricchito da riflessi dorati e animato da un perlage finissimo, lento e persistente. Il naso racconta immediatamente la lunga evoluzione sui lieviti: pesca matura, albicocca e scorza di agrumi si intrecciano a brioche, pane tostato e nocciola, seguiti da leggere sfumature torrefatte e speziate. Con l’ossigenazione emergono agrumi canditi, frutta secca e una componente minerale netta, quasi gessosa. Al palato è profondo e cremoso, ma conserva una freschezza sorprendente per l’età; l’acidità del grande millesimo 2008 attraversa una materia ampia e complessa, mentre la sapidità ne sostiene la progressione. Il dosaggio contenuto mantiene la chiusura precisa e asciutta. Il finale è lunghissimo, tra agrumi, brioche, frutta secca e mineralità. Uno Champagne maturo ma ancora energico, reso particolarmente raffinato dalla lenta evoluzione in Magnum.
CURIOSITÁ:
Champagne A Bergère +
Champagne A. Bergère è una maison familiare profondamente radicata a Fèrebrianges, nella Vallée du Petit Morin, territorio meno celebre rispetto alla Côte des Blancs o alla Montagne de Reims ma diventato, soprattutto negli ultimi anni, il vero centro dell’identità aziendale. La famiglia Bergère coltiva la vite qui dal 1848, mentre la nascita ufficiale della maison risale al 1949, quando Albert Bergère decide di non limitarsi più alla coltivazione e fonda A. Bergère con l’obiettivo di valorizzare direttamente i vini provenienti dalle proprie vigne. La crescita decisiva avviene dal 1986 con André Bergère e la moglie Brigitte. André amplia progressivamente il patrimonio familiare partendo proprio dalla Vallée du Petit Morin, acquisendo nuove parcelle a Fèrebrianges, Étoges e Congy e successivamente estendendo la proprietà verso il Sézannais e soprattutto verso alcuni dei terroir più prestigiosi della Côte des Blancs. Brigitte sviluppa invece l’aspetto commerciale e nel 2007 acquista una dimora ottocentesca ai numeri 38-40 della celebre Avenue de Champagne di Épernay, successivamente restaurata e trasformata in boutique e maison d’hôtes. La gestione di questa parte dell’attività passa alla figlia Annaëlle, entrata stabilmente nell’azienda familiare nel 2009. Il vero cambiamento stilistico della maison arriva però nel 2014 con Adrien Bergère, enologo di formazione e nuova generazione della famiglia. André gli affida la cantina e già durante la prima vendemmia Adrien decide di cambiare profondamente il modo di osservare il patrimonio aziendale: invece di considerare le uve semplicemente come componenti dei futuri assemblaggi, comincia ad assaggiare e vinificare separatamente le parcelle più promettenti per comprenderne differenze e potenziale. È da questo lavoro che nasce progressivamente la nuova identità di A. Bergère, sempre meno costruita soltanto attorno allo stile della maison e sempre più concentrata sull’espressione dei singoli terroir. Adrien introduce inoltre le prime barrique della proprietà, convinto che il legno, quando utilizzato con precisione, possa accompagnare l’evoluzione dei vini senza mascherarne la provenienza. Oggi il domaine dichiara 45 ettari di proprietà suddivisi in ben 139 parcelle e distribuiti tra tre aree fondamentali della Champagne. Ben 35 ettari si trovano nella Vallée du Petit Morin, tra Fèrebrianges, Étoges e Congy, mentre i restanti 10 ettari sono distribuiti tra Sézanne e Bethon nel Sézannais e i grandi terroir della Côte des Blancs: Avize, Le Mesnil-sur-Oger, Chouilly, Cramant e Oger. Questa geografia è uno degli aspetti più interessanti della maison perché permette ad Adrien di confrontare interpretazioni molto differenti dello Chardonnay. L’encépagement complessivo è composto infatti per circa il 70% da Chardonnay, 20% Pinot Noir e 10% Meunier. Nella Vallée du Petit Morin il paesaggio geologico è più complesso rispetto alla craie quasi dominante della Côte des Blancs: calcari, selce, argille, sabbie e meulières si alternano creando condizioni differenti anche tra parcelle relativamente vicine. I terreni calcarei e ricchi di selce vengono particolarmente valorizzati per lo Chardonnay, mentre quelli caratterizzati da argille e meulières risultano interessanti per il Pinot Noir. Nei Grand Cru della Côte des Blancs cambia invece completamente la matrice, con la craie che diventa protagonista e conferisce agli Chardonnay maggiore tensione, verticalità e quella sensazione salina e gessosa tipica di Avize, Cramant, Chouilly, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. Proprio la possibilità di lavorare contemporaneamente questi due mondi costituisce una delle chiavi della produzione contemporanea. In vigneto A. Bergère segue una viticoltura ragionata e sostenibile e circa 12 ettari sono oggi condotti in agricoltura biologica. Il percorso non viene interpretato semplicemente attraverso una certificazione: l’obiettivo dichiarato è ottenere uve di elevata qualità attraverso una gestione sempre più attenta dei suoli e delle singole parcelle, così da poter successivamente ridurre gli interventi durante la vinificazione. È soprattutto in cantina che l’impronta di Adrien emerge con chiarezza. Dal suo arrivo nel 2014 la vinificazione parcella per parcella è diventata il principio fondamentale del domaine: le differenti origini vengono mantenute separate per comprenderne il carattere prima di decidere se destinarle agli assemblaggi oppure alle cuvée parcellari. Acciaio e fûts vengono utilizzati in funzione del singolo vino, con una presenza del legno sensibilmente maggiore rispetto alla generazione precedente ma senza trasformarlo in una firma aromatica. La gamma racconta perfettamente questa evoluzione. Origine rappresenta la sintesi della Vallée du Petit Morin e nasce dai terroir di Fèrebrianges, Étoges e Congy: l’assemblaggio attuale prevede 70% Chardonnay, 20% Pinot Noir e 10% Meunier, con un dosage intorno ai 4 g/l. È una fotografia particolarmente efficace dell’identità familiare perché utilizza esattamente le stesse proporzioni dell’encépagement complessivo del domaine. Solera porta invece lo Chardonnay al centro attraverso l’incontro di vendemmie differenti, mentre Terres Blanches ne offre una lettura più essenziale e non dosata. Salendo nella gamma emerge sempre più chiaramente la ricerca avviata da Adrien nel 2014. Le cuvée parcellari vengono prodotte dalle vigne considerate più capaci di esprimere autonomamente il proprio terroir e rappresentano il risultato diretto delle vinificazioni separate introdotte al suo arrivo. A queste si aggiungono i Coteaux Champenois, attraverso i quali Adrien può osservare le singole parcelle senza l’intermediazione della seconda fermentazione, utilizzando il vino fermo come ulteriore strumento di interpretazione territoriale. Anche il Blanc de Blancs Grand Cru 38-40 possiede un significato particolare: il nome richiama i numeri civici della proprietà sull’Avenue de Champagne di Épernay e lega simbolicamente il patrimonio familiare della Côte des Blancs alla sede che Brigitte ha trasformato nella vetrina della maison. L’evoluzione di A. Bergère è quindi particolarmente interessante perché racconta due generazioni molto differenti ma complementari. André e Brigitte hanno costruito la dimensione moderna della proprietà, ampliando considerevolmente il vigneto e portando il nome Bergère nel cuore di Épernay; Adrien e Annaëlle stanno trasformando questo patrimonio attraverso una lettura più precisa e contemporanea. Adrien, in particolare, ha spostato l’attenzione dall’assemblaggio alla parcella, introducendo il legno e costruendo una gamma nella quale Vallée du Petit Morin, Sézannais e Côte des Blancs possano mantenere identità distinte. Dopo oltre 175 anni dalla presenza documentata della famiglia nelle vigne di Fèrebrianges e più di settantacinque dalla fondazione della maison, Champagne A. Bergère conserva quindi una dimensione fortemente familiare, ma possiede oggi un patrimonio eccezionalmente articolato: 45 ettari, 139 parcelle e terroir che vanno dalle argille, selci e meulières della Vallée du Petit Morin fino alla craie dei grandi villaggi della Côte des Blancs. È proprio questa diversità, interpretata attraverso lo Chardonnay e il lavoro parcellare introdotto da Adrien, ad aver trasformato A. Bergère da maison familiare tradizionale in una delle realtà più interessanti per comprendere il potenziale contemporaneo della Vallée du Petit Morin e il suo dialogo con i grandi terroir classici della Champagne.