WARIS-LARMANDIER

CHAMPAGNE EXTRA BRUT PREMIER CRU BLANC DE NOIRS BIO "HAUTE VOLÉE" - WARIS-LARMANDIER

Prezzo di listino €57,90 Prezzo di vendita€69,00risparmi €11,10

Abbinamenti, La struttura del Pinot Noir e del Meunier, unita alla freschezza e alla mineralità dello stile Extra Brut, rende Haute Volée uno Champagne decisamente gastronomico. È splendido con ostriche, tartare e carpacci di pesce, sushi, sashimi, capesante e crostacei, ma possiede sufficiente materia per accompagnare salmone, tonno scottato, rombo e pesci serviti con salse leggere. Molto interessante anche con pollame arrosto, vitello, animelle e preparazioni ai funghi, dove la vinosità del Blanc de Noirs trova una naturale continuità. Ottimo infine con Comté, Parmigiano Reggiano e formaggi di buona stagionatura.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Pinot Noir e Meunier

NOTE SENSORIALI:

Lo Champagne Extra Brut Premier Cru Blanc de Noirs “Haute Volée” di Waris-Larmandier si presenta con un giallo dorato luminoso, animato da un perlage finissimo e continuo. Il naso esprime immediatamente la natura delle uve nere, con fragolina di bosco, lampone e piccoli frutti rossi che incontrano pompelmo, scorza d’arancia e mela, seguiti da fiori bianchi e leggere note di pasticceria. Con l’ossigenazione emergono nocciola, brioche, spezie fini e una nitida componente minerale che richiama gesso e conchiglia. Al palato è vinoso e strutturato, ma tutt’altro che pesante: la mousse setosa accompagna un’acidità precisa e una decisa vena sapida, mentre il dosaggio contenuto mantiene il sorso asciutto e verticale. Il finale è lungo, energico e minerale, con ritorni di frutti rossi, agrumi e pane tostato. Un Blanc de Noirs capace di unire profondità e finezza, lontano dalle interpretazioni eccessivamente muscolari della tipologia.

CURIOSITÁ:

Haute Volée è un Blanc de Noirs non millesimato ottenuto dall’assemblaggio di Pinot Noir e Meunier provenienti da vigneti Premier Cru della Montagne de Reims, su terreni dove gesso e calcare si alternano ad argille, marne e componenti silicee. Waris-Larmandier ha sede ad Avize, nella Côte des Blancs, ma per questa cuvée guarda proprio ai terroir vocati alle uve nere della Montagne de Reims. La Maison nasce nel 1989 dall’unione di Marie-Hélène Larmandier e Vincent Waris; dopo la prematura scomparsa di Vincent, Marie-Hélène ha proseguito il progetto insieme ai figli Jean-Philippe, Pierre-Louis e Inès, oggi sesta generazione familiare. La nuova generazione ha orientato profondamente il domaine verso la biodinamica e la certificazione Demeter. Una particolarità dello stile Waris-Larmandier è la pressione volutamente più bassa, circa 4,5 bar invece dei circa 6 normalmente utilizzati in Champagne, scelta che rende la bollicina più soffice e integrata. Il dosaggio indicato per Haute Volée è di circa 5 g/l, perfettamente coerente con la categoria Extra Brut.

Waris Larmandier

Champagne Waris-Larmandier è una realtà familiare di Avize, nel cuore della Côte des Blancs, nata dall’incontro di due importanti famiglie di vigneron champenois e oggi arrivata alla sesta generazione. Il domaine viene fondato nel 1989 da Marie-Hélène Larmandier e dal marito Vincent Waris, unendo patrimoni viticoli e tradizioni provenienti dalle rispettive famiglie. Marie-Hélène appartiene alla famiglia Larmandier, radicata da generazioni nella Côte des Blancs e legata anche alla storia di Champagne Guy Larmandier, mentre Vincent proviene a sua volta da una famiglia di viticoltori. La storia della maison cambia improvvisamente nel 2000 con la prematura scomparsa di Vincent. Marie-Hélène decide di continuare l’attività e porta avanti da sola il domaine mentre cresce i tre figli Jean-Philippe, Pierre-Louis e Inès. La sua figura è particolarmente interessante perché accanto al vino coltiva una forte sensibilità artistica: ha studiato alle Beaux-Arts, dipinge e lavora la ceramica, e nel tempo questa dimensione creativa è diventata parte integrante dell’identità di Waris-Larmandier, tanto che arte, oggetti e opere personali convivono ancora oggi con l’attività della cantina. La svolta contemporanea arriva con il ritorno del figlio maggiore Jean-Philippe, che entra stabilmente nel progetto intorno al 2009-2010. Invece di limitarsi a riprodurre il modello produttivo familiare, Jean-Philippe sceglie di formarsi direttamente sul campo e lavora anche accanto a Benoît Lahaye, uno dei pionieri della biodinamica nella Montagne de Reims. Da quell’esperienza nasce la convinzione che il futuro di Waris-Larmandier debba partire prima di tutto dal suolo. Dal 2011 comincia quindi una trasformazione radicale della gestione dei vigneti, introducendo progressivamente principi biodinamici e rigenerativi. L’intero patrimonio entra ufficialmente in conversione biologica nel 2016 e il 2020 rappresenta la prima vendemmia certificata; oggi la superficie aziendale è interamente certificata biologica e la biodinamica costituisce uno dei cardini del lavoro familiare. Il domaine comprende circa 6 ettari – le fonti storiche riportano superfici maggiori nelle diverse fasi della proprietà – suddivisi in numerose piccole parcelle. Il cuore assoluto rimane la Côte des Blancs, dove la famiglia possiede Chardonnay in alcuni dei suoi Grand Cru più prestigiosi: Avize, Cramant, Chouilly, Oger e Le Mesnil-sur-Oger. A questi si aggiungono parcelle nella Montagne de Reims e nella Côte des Bar, permettendo di lavorare anche Pinot Noir e Meunier. Il patrimonio ampelografico contemporaneo è però ancora più interessante perché comprende anche alcune varietà storiche della Champagne diventate rarissime: Pinot Blanc, Arbanne, Petit Meslier e Fromenteau, antico nome champenois del Pinot Gris. Lo Chardonnay rimane naturalmente il centro stilistico della maison, soprattutto attraverso le vecchie vigne dei Grand Cru della Côte des Blancs e i loro profondi substrati di craie. La conduzione biodinamica cerca di riportare vitalità in questi terreni attraverso inerbimenti, preparati naturali, compost, lavorazioni meccaniche e, in alcune parcelle, l’impiego del cavallo da tiro. L’obiettivo non è semplicemente eliminare i prodotti di sintesi, ma ricostruire un ecosistema nel quale radici, microrganismi, erbe spontanee e vite possano interagire. La famiglia ha inoltre sviluppato un approccio di policoltura e agricoltura rigenerativa, cercando di aumentare la biodiversità e ridurre progressivamente la dipendenza da interventi esterni. In cantina la stessa evoluzione ha portato verso vinificazioni sempre più rispettose dell’identità delle singole parcelle. Acciaio e legno vengono utilizzati secondo provenienza e carattere del vino, con fermentazioni e affinamenti pensati per conservare soprattutto tensione, maturità e impronta calcarea. La produzione rimane estremamente contenuta, nell’ordine di alcune decine di migliaia di bottiglie, e questo consente alla famiglia di mantenere un rapporto diretto con le differenti masse. La gamma racconta bene la doppia anima della proprietà. Racines de Trois nasce dall’incontro dei tre grandi vitigni champenois e, simbolicamente, da tre differenti territori – Côte des Blancs, Montagne de Reims e Côte des Bar – offrendo una lettura più ampia del patrimonio Waris-Larmandier. La vera firma della maison rimane però il Blanc de Blancs, presente attraverso diverse interpretazioni che mettono al centro lo Chardonnay dei Grand Cru. Particolarmente importante è la Cuvée Collection, storicamente prodotta attraverso selezioni di Chardonnay della Côte des Blancs e destinata a un'evoluzione più lunga. Le cuvée più recenti mostrano invece quanto il progetto si stia muovendo verso una lettura sempre più precisa dei terroir e delle vecchie vigne, accompagnata da dosaggi contenuti e affinamenti capaci di preservare la componente salina e gessosa. La presenza delle varietà dimenticate apre inoltre una direzione particolarmente interessante per il futuro della maison, soprattutto in un periodo nel quale la Champagne sta riscoprendo il valore di Arbanne, Petit Meslier, Pinot Blanc e Fromenteau sia per la biodiversità sia per la loro capacità di mantenere acidità e carattere nelle annate più calde. Oggi Marie-Hélène continua a rappresentare il legame con la fondazione del domaine, mentre Jean-Philippe, Pierre-Louis e Inès costituiscono la sesta generazione e partecipano alla nuova fase della proprietà. È proprio questa storia familiare a rendere Waris-Larmandier particolarmente affascinante: una maison nata nel 1989 dall’unione di due famiglie di vignaioli, segnata dalla scomparsa prematura di Vincent nel 2000 e mantenuta viva dalla determinazione di Marie-Hélène, per poi essere profondamente trasformata dalla generazione successiva. La conversione biodinamica non è stata quindi una semplice scelta tecnica, ma il punto di partenza di una nuova identità. Avize e i grandi terroir della Côte des Blancs rimangono il centro del progetto, con lo Chardonnay come interprete privilegiato della craie, ma Pinot Noir, Meunier e le antiche varietà champenois ampliano oggi il linguaggio della maison. Waris-Larmandier rappresenta così una Champagne nella quale tradizione familiare, arte e agricoltura biodinamica convivono naturalmente: una piccola proprietà capace di custodire l’eredità di generazioni di vigneron e, allo stesso tempo, di guardare al futuro attraverso suoli vivi, biodiversità e una lettura sempre più precisa dei grandi terroir della Côte des Blancs.