CORNAS "CUVÉE C" 2022 - THIERRY ALLEMAND
Abbinamenti, La profondità aromatica e la trama tannica del Cornas Cuvée C 2022 richiedono una cucina intensa ma non necessariamente pesante. È magnifico con agnello arrosto alle erbe, carré di agnello, anatra, piccione e carni rosse alla brace, dove le note affumicate e pepate del Syrah trovano un naturale prolungamento nel piatto. Si abbina splendidamente anche a selvaggina, brasati e guancia di manzo, mentre il carattere terroso e speziato crea un incontro particolarmente interessante con funghi porcini e preparazioni a base di tartufo nero. Ottimo infine con formaggi stagionati, soprattutto quelli di montagna.
Alcol, 13%
Annata, 2022
Denominazione, Cornas ACC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Valle del Rodano (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Syrah 100%
NOTE SENSORIALI:
Il Cornas Cuvée C 2022 di Thierry Allemand è un Syrah di straordinaria purezza, capace di interpretare il carattere granitico e selvaggio di Cornas con una finezza che sorprende per la denominazione. La 2022 nasce da un’annata calda e solare, ma nel bicchiere non mostra pesantezza: conserva tensione, energia e una freschezza capace di dare slancio alla ricchezza del frutto. Il colore è rubino profondo, ancora attraversato da vivaci riflessi violacei. Il naso si apre lentamente su mora, gelso, ribes nero e ciliegia scura, accompagnati dalla violetta che rappresenta uno dei tratti più affascinanti del Syrah del Rodano settentrionale. Seguono pepe nero, erbe selvatiche, olive, spezie, leggere note affumicate e quella componente rocciosa e ferrosa che richiama immediatamente i ripidi versanti di Cornas. In bocca è profondo ma sorprendentemente raffinato: il frutto è concentrato e succoso, la freschezza attraversa il sorso e i tannini, ancora giovani, sono fitti ma estremamente precisi. L’utilizzo del grappolo intero contribuisce a dare verticalità e una sottile componente vegetale e speziata, mentre il finale si distende a lungo tra frutti scuri, violetta, pepe e mineralità. Un Cornas che possiede forza senza pesantezza, costruito più sull’energia e sulla precisione che sulla semplice concentrazione.
CURIOSITÀ:
La Cuvée C 2022 è prodotta da 100% Syrah e corrisponde alla storica cuvée conosciuta come Chaillot, una delle due grandi interpretazioni di Cornas della famiglia Allemand insieme a Reynard. Le uve provengono principalmente da vigne di circa 25-35 anni coltivate sui ripidissimi terrazzamenti granitici dell’appellazione, dove la meccanizzazione è praticamente impossibile e buona parte del lavoro viene ancora svolta manualmente, utilizzando anche argani e picconi per lavorare i pendii. Thierry Allemand ha costruito la propria reputazione attraverso un approccio estremamente personale e poco interventista, evitando diserbanti e lavorando con quantità minime di solforosa, senza tuttavia ricercare una certificazione biologica come elemento identitario del progetto. La 2022 assume inoltre un significato particolare perché la vinificazione è stata seguita dal figlio Théo, ormai coinvolto direttamente nella conduzione della cantina, mantenendo il metodo sviluppato dal padre. Le uve vengono utilizzate a grappolo intero, senza diraspatura, e la lavorazione prevede un breve avvio in macerazione carbonica di circa due o tre giorni, seguito da estrazioni estremamente delicate attraverso follature anziché rimontaggi. Anche l’affinamento evita qualsiasi impronta evidente del rovere: il vino matura a lungo in fusti già utilizzati, mai in legno nuovo, generalmente senza travasi, per poi completare il proprio percorso in grandi foudres. L’intero lavoro è orientato a preservare la trasparenza del Syrah e del granito di Cornas. La produzione complessiva del domaine è minuscola, inferiore alle 15.000 bottiglie nelle diverse cuvée, elemento che contribuisce a rendere i vini di Allemand particolarmente rari.
Thierry Allemand +

Thierry Allemand è una delle figure che hanno segnato più profondamente la rinascita moderna di Cornas, nel Rodano settentrionale, costruendo il proprio domaine praticamente da zero e trasformando un mosaico di vecchie parcelle recuperate nel corso degli anni in una delle interpretazioni più personali della Syrah. Non nasce all’interno di una grande proprietà viticola: prima di dedicarsi completamente al vino lavora come elettromeccanico e la sua formazione avviene soprattutto sul campo, collaborando con produttori storici di Cornas come Robert Michel e Noël Verset. Proprio da Verset acquista alla fine degli anni Ottanta alcune vigne nel prestigioso settore di Reynard, mentre negli anni precedenti e successivi recupera, acquista e prende in affitto appezzamenti spesso difficili da lavorare o parzialmente abbandonati. È un percorso lento e fisicamente durissimo, perché Cornas è un anfiteatro di pendii granitici estremamente ripidi, sostenuti dalle tradizionali terrazze e dai muretti a secco, dove gran parte delle operazioni deve necessariamente essere eseguita a mano. Il domaine raggiunge progressivamente circa 5-6 ettari e rimane ancora oggi una realtà minuscola, con una produzione nell’ordine di appena 12.000-15.000 bottiglie nelle annate normali. Tutto ruota intorno alla Syrah, unico vitigno ammesso per i rossi di Cornas e protagonista assoluto del domaine. I vigneti sono distribuiti in diversi lieux-dits dell’appellazione, ma due nomi sintetizzano meglio di qualsiasi altro il lavoro di Allemand: Chaillot e Reynard. Chaillot nasce dall’assemblaggio di differenti parcelle e rappresenta generalmente l’espressione più aperta e immediatamente accessibile del domaine, pur conservando la profondità e la struttura tipiche di Cornas; Reynard proviene invece dalle vecchie vigne dell’omonimo settore ed è normalmente il vino più profondo, austero e longevo della cantina. La distinzione non è soltanto stilistica, ma deriva dalle differenti posizioni, esposizioni ed età delle vigne all’interno dell’anfiteatro di Cornas. Il territorio è dominato dal granito decomposto, localmente chiamato gore, mescolato secondo le zone a sabbie, argille e componenti calcaree; su questi terreni poveri la Syrah sviluppa radici profonde e rese naturalmente contenute, mentre le esposizioni calde consentono maturazioni complete pur mantenendo una forte impronta minerale. Il lavoro agricolo di Allemand è diventato quasi leggendario per intensità: niente diserbanti, moltissimo lavoro manuale e una cura estrema delle terrazze, tanto che già alla fine degli anni Duemila oltre venti persone potevano essere coinvolte nei lavori primaverili sui pochi ettari della proprietà. Allemand potrebbe formalmente rivendicare pratiche biologiche, ma ha storicamente preferito sottolineare il concetto di artigianato piuttosto che costruire la propria identità intorno a una certificazione. Anche in cantina l’approccio è essenziale e nasce dalla volontà di lasciare alla Syrah e al terroir il maggior spazio possibile. Le fermentazioni avvengono spontaneamente attraverso i lieviti indigeni e l’utilizzo della solforosa è estremamente ridotto. Le uve vengono lavorate con grande delicatezza e l’élevage avviene in legni usati, senza cercare l’impronta aromatica della barrique nuova. Il vino matura lentamente prima dell’imbottigliamento, mantenendo quella combinazione di frutto, componente floreale, spezie, oliva, note affumicate e mineralità ferrosa che può rendere la Syrah di Cornas immediatamente riconoscibile. Accanto a Chaillot e Reynard esiste inoltre Sans Soufre, prodotto soltanto quando le condizioni della vendemmia lo consentono e imbottigliato senza aggiunta di anidride solforosa, una delle espressioni più radicali della filosofia di Allemand. La sua importanza, tuttavia, non deriva semplicemente dall’utilizzo di tecniche oggi associate al vino naturale. Quando Thierry comincia a lavorare in questo modo, molte di queste pratiche non costituiscono ancora un movimento codificato: sono soprattutto il risultato dell’esperienza acquisita accanto alla vecchia generazione di Cornas e della convinzione che uve sane, rese contenute, fermentazioni spontanee e legni neutri siano sufficienti per produrre grandi vini. È proprio questo legame tra tradizione e sensibilità contemporanea ad aver reso il domaine così influente. Thierry Allemand non ha ereditato una grande cantina né un patrimonio già organizzato: ha costruito il proprio vigneto appezzamento dopo appezzamento, recuperando terrazze difficili e acquistando vecchie vigne quando Cornas godeva ancora di una notorietà decisamente inferiore rispetto a Hermitage o Côte-Rôtie. Oggi il domaine risulta ancora ufficialmente insediato a Cornas e guidato direttamente da Thierry Allemand, confermando una dimensione produttiva volutamente artigianale. Chaillot e Reynard sono diventati nel tempo due vini simbolo dell’appellazione, ma dietro la loro rarità rimane soprattutto una filosofia estremamente concreta: pochissimi ettari, Syrah in purezza, vecchie vigne sui pendii granitici, lavoro quasi interamente manuale, fermentazioni indigene, solforosa minima e affinamenti privi di qualsiasi volontà di maquillage. Allemand ha contribuito così a cambiare la percezione stessa di Cornas, dimostrando che la naturale potenza di questo territorio può convivere con una straordinaria finezza e che la Syrah, quando nasce da vigne mature e viene accompagnata senza forzature, può esprimere vini profondi ma allo stesso tempo vibranti, floreali e sorprendentemente eleganti. È questa combinazione tra durezza del paesaggio, precisione artigianale e assoluta fedeltà al territorio ad aver trasformato Thierry Allemand in uno dei riferimenti imprescindibili non soltanto di Cornas, ma dell’intero Rodano settentrionale.