DOLCETTO D'ALBA DOC "VIGNA SANTO STEFANO DI PERNO" 2022 - GIUSEPPE MASCARELLO
Abbinamenti, Carni rosse in genere, cacciagione, formaggi stagionati.
Alcol, 14,5%
Annata, 2022
Denominazione, Dolcetto D'Alba DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Dolcetto 100%
NOTE SENSORIALI:
Si presenta nel calice di un colore rosso rubino intenso con riflessi porpora. Al naso esprime intensi profumi di prugna, mora e frutta rossa intrecciati a sottili note vinose. Al palato è morbido e armonico con tannini vivi ma ben integrati e un buon equilibrio fresco-sapido. Piacevole il finale fruttato.
CURIOSITÁ:
Vigneto Santo Stefano di Perno è di proprietà della famiglia dal 1989, con vigne di nebbiolo e barbera piantate in parte nel 1994, ed un 25% di dolcetto piantato nel 1994. Il terreno di origine marina, calcareo argilloso di marne grigie ed argille brune si trova a circa 300m slm con una esposizione Ovest-Sud-Ovest. Vinificato da dolcetto in purezza raccolto a metà settembre, fermenta per 6/7 giorni a cappello emerso e temperatura controllata. Stabilizza poi in cemento per 6-8 mesi e viene messo in commercio ad un anno dalla vendemmia.
Giuseppe Mascarello +
Nella zona del Barolo, con diversi vigneti estesi sul territorio, Mauro Mascarello, pronipote del fondatore, gestisce da 60 anni la cantina familiare Giuseppe Mascarello, attiva da oltre un secolo e mezzo nel bellissimo territorio delle Langhe. Il cognome illustre, piemontese purosangue, oltre a un’esperienza enologica che in pochi possono vantare, è assoluta garanzia di qualità, accuratezza e lavorazione tradizionale. Mauro, in cantina fin da bambino, è affiancato oggi dalla moglie Maria Teresa, contabile, e dai figli Elena e Giuseppe, che si occupano della produzione. Fu proprio Mauro, già negli anni 70, ad essere tra i primi ad imbottigliare Barolo da singolo vigneto.
La cantina Giuseppe Mascarello possiede diversi vigneti per un totale di 13 ettari: dallo storico vigneto Monprivato, posto nel comune di Castiglione Falletto, attivo dal 1666 e acquistato dai Mascarello nel 1904, ai siti di più recente acquisizione. Qui l’allevamento delle viti segue ferree regole di lavorazione al fine di ottenere i risultati migliori e una resa che non superi i 60/65 quintali per ettaro: potatura secca invernale molto corta, diradamento estivo, vendemmia manuale, eliminazione dei grappoli non perfetti, utilizzo limitato di fitofarmaci e fertilizzanti, nessun uso di diserbanti, concimazione naturale organica. Nel vigneto Monprivato troviamo poi una speciale selezione di un clone di Nebbiolo Michet utilizzato per i suoi grandi Barolo. L’accuratezza, il rigore e il rispetto della tradizione determinano anche la fase produttiva: vinificazione lunga, eseguita sotto stretto controllo degli enologi, e affinamento in botti grandi.
La finezza, il dettaglio e la personalità dei vini di Giuseppe Mascarello, in grado di emozionare anche i bevitori più esigenti, sono il frutto di tecniche collaudate e raffinate, parte di una storia che prosegue dal 1881 e che non smette di eccellere e affascinare.