ETNA BIANCO DOC "NERINA" 2024 - GIROLAMO RUSSO
Abbinamenti, Perfetto come aperitivo, con crostacei e ostriche, si abbina soprattutto con antipasti e primi piatti.
Alcol, 12,5%
Annata, 2024
Denominazione, Etna Bianco DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 10/12°
Vitigni, Carricante 75%, Altri Vitigni Autoctoni 25%: Catarratto, Inzolia, Grecanico, Minnella, Coda di Volpe
NOTE SENSORIALI:
Giallo paglierino con leggeri riflessi dorati. Bouquet fine ed elegante dove spiccano le tipiche note agrumate e floreali, con leggeri sentori speziati. Fresco, sapido in cui la componente acida bilancia la parte alcolica e rende il vino persistente, lungo e di estrema mineralità.
CURIOSITÀ:
E' un blend di uve autoctone, espressione autentica del territorio etneo. Carricante, Catarratto, Minnella, Inzolia, Grecanico e Coda di Volpe. Sono tutte vigne di età media tra i 50 e i 100 anni coltivate nei pressi di Randazzo, tra i 650 e i 750 metri di altitudine, sul versante settentrionale dell'Etna. Sono viti allevate ad alberello o a spalliera e, condotte a regime biologico, che affondano le radici su un terreno vulcanico ricco di minerali.
Girolamo Russo +
Distesa sul versante nord dell’Etna, tra i 650 e i 780 metri, l’Azienda ha in proprietà 18 ettari di vigneti, incorniciati da noccioleti e uliveti.
Nel 2005 Giuseppe Russo la rifonda e la dedica al padre Girolamo, volendo esprimere con forza la necessità di non disperdere i valori della sua famiglia, interpretandoli, alla stesso tempo, in maniera personale e innovativa, costruendosi una diversa cultura del vino e scegliendo di rimanere nel borgo nativo, Passopisciaro, il borgo della rinascita dei grandi vini rossi dell’Etna.
Giuseppe e i suoi collaboratori coltivano le vigne in regime biologico, secondo la tradizione contadina: quella che ha permesso a vigneti antichi, la gran parte più che centenari, di giungere fino a oggi.
E così, i vecchi impianti ad alberello sono stati arricchiti da nuovi vigneti a filari, e si è mantenuta la lavorazione manuale di un tempo: potature corte, aratura, zappatura, legatura, zolfo e rame. Nel mese di ottobre, in vendemmia, le uve sono selezionate con cura e vinificate separatamente a seconda della contrada d’origine, affinché rinasca nel vino l’anima di ciascuna, così ricca di profumi, colori, e di aspra dolcezza.