BENANTI

ETNA ROSSO DOC 2023 - BENANTI

Prezzo di listino €18,50 Prezzo di vendita€22,00risparmi €3,50

Abbinamenti, Perfetto in abbinamento a carni arrosto, agnello, salumi artigianali, primi piatti saporiti, funghi e formaggi di media stagionatura.
Alcol, 14%
Annata, 2023
Denominazione, Etna Rosso DOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nerello Mascalese 80%, Nerello Cappuccio 20%

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso dai riflessi delicatamente granati. Al naso emergono note di ciliegia, melograno, piccoli frutti rossi e rosa appassita, accompagnate da sentori di erbe mediterranee, pepe nero, grafite e cenni vulcanici. Il sorso è fine, scorrevole e sapido, sostenuto da tannini delicati e da una freschezza vibrante che accompagna il finale lungo e minerale.

CURIOSITÁ:

L’Etna Rosso DOC 2023 di Benanti rappresenta una delle espressioni più autentiche e territoriali del versante etneo, nato da una selezione di uve provenienti dai versanti nord, sud-est e sud-ovest del vulcano. Un vino che racchiude tutta l’identità dell’Etna attraverso un assemblaggio tradizionale di Nerello Mascalese, presente in prevalenza, e Nerello Cappuccio, varietà storiche capaci di donare eleganza, profondità e straordinaria bevibilità. I vigneti sorgono tra i 450 e i 900 metri sul livello del mare, su terreni sabbiosi di origine vulcanica, ricchi di minerali e caratterizzati da una naturale reazione sub-acida. Le vigne, con età comprese tra i 10 e i 60 anni, vengono coltivate sia ad alberello tradizionale che a spalliera, in un contesto climatico unico fatto di forte ventilazione, importanti escursioni termiche e maturazioni lente che favoriscono precisione aromatica e grande equilibrio. La vinificazione mira a preservare la purezza del frutto e la riconoscibilità del territorio, valorizzando la finezza del Nerello Mascalese e la componente più morbida e speziata del Nerello Cappuccio. Ne nasce un rosso elegante, dinamico e profondamente vulcanico, capace di coniugare freschezza, tensione minerale e struttura.

Benanti
Alla fine dell'ottocento Giuseppe Benanti, bisnonno di Antonio e Salvino Benanti attuali proprietari dell’azienda, avviò la produzione di vini in un antico podere alle pendici dell'Etna, a Viagrande per la precisione, in provincia di Catania. Nel 1988, sarà l’omonimo nipote Giuseppe, padre di Antonio e Salvino, a riprende quella che può essere considerata come un'antica passione di famiglia, dando vita a quella che oggi è una delle cantine più famose e celebrate non solo della Sicilia, ma addirittura di tutta Italia. Una realtà vitivinicola che in questi trent'anni è stata un vero e proprio punto di riferimento e traino, non solo per quello che oggi viene definito come il "miracolo etneo", ma anche per tutta l’enologia regionale, grazie a una produzione che nel tempo si è sempre contraddistinta per la qualità più assoluta e per un'aderenza territoriale fino a prima del tutto sconosciuta. I vini di Benanti sono caratterizzati infatti da una spiccata personalità, così capaci di trasmettere tutta la cultura e la passione per il vino della famiglia Benanti. Bottiglie uniche, riferimento assoluto per la Denominazione Etna e per i suoi vitigni più rappresentativi: il carricante ed il nerello mascalese. I vigneti di proprietà, dislocati su tutti i versanti della DOC Etna, da nord a sud, arrivano a coprire al momento circa 18 ettari, ai quali vanno aggiunti altri dieci ettari di vigneto in affitto. Tra i filari, oltre ai già citati carricante e nerello mascalese, incontriamo anche altre varietà, come il nerello cappuccio. Piante che arrivano a toccare i 110 anni d’età, con apparati radicali prefillossera, arrivano a produrre uve semplicemente straordinarie, ricche, concentrate ed eleganti in ogni loro sfumatura organolettica. Grappoli che in cantina si trasformano in vini eccezionali, che dai Rossi ai Bianchi, passando per i Rosati e gli Spumanti, sono in grado come pochi altri di raccontare la migliore essenza di quello che è il territorio del grande vulcano siciliano.