GIORGI NATENADZE WINE

MESKHETI MESKHURI RED DRY UNFILTERED WINE - GIORGI NATENADZE WINE

Prezzo di listino €39,90 Prezzo di vendita€45,00risparmi €5,10

Abbinamenti, Ideale con agnello arrosto, selvaggina da piuma, carni alla brace, funghi, cucina caucasica, spezzatini, formaggi stagionati e piatti ricchi di erbe aromatiche. Grazie alla sua finezza accompagna magnificamente anche preparazioni a base di anatra o maiale speziato.
Alcol, 11%
Annata, 2019
Denominazione, Georgian Qvevri Wine
Filosofia, Naturale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Georgia
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Varietà Miste Autoctone Georgiane

NOTE SENSORIALI:

Nel calice si presenta con un intenso colore rosso rubino. Il profumo è raffinato e complesso, con richiami di ciliegia selvatica, ribes rosso, melograno e piccoli frutti di bosco, accompagnati da eleganti sfumature di erbe officinali, pepe nero, spezie fini e una marcata nota minerale che richiama le rocce vulcaniche della Meskheti. Il sorso è slanciato, fresco ed estremamente preciso. I tannini sono setosi e perfettamente integrati, mentre la vivace acidità sostiene un frutto croccante e una lunga persistenza sapida e balsamica. È un vino che privilegia l'eleganza alla potenza, distinguendosi per equilibrio, autenticità e straordinaria bevibilità.

CURIOSITÁ:

Il Meskhuri Red Dry Unfiltered di Giorgi Natenadze è un vino che rappresenta una delle espressioni più autentiche e affascinanti della viticoltura georgiana. Nato nella remota regione montuosa della Meskheti, questo rosso incarna un patrimonio enologico millenario recuperato grazie all'instancabile lavoro di Giorgi Natenadze, considerato uno dei più importanti custodi delle antiche varietà autoctone della Georgia. Ogni bottiglia racconta una storia di riscoperta, biodiversità e profondo rispetto per la natura. Per molti secoli la Meskheti è stata una delle aree viticole più importanti del Caucaso, ma le invasioni e i cambiamenti storici portarono quasi alla completa scomparsa della coltivazione della vite. Attraverso un lungo lavoro di ricerca tra boschi, montagne e antichi villaggi, Giorgi Natenadze ha individuato e recuperato numerose viti secolari sopravvissute allo stato selvatico, molte delle quali crescono ancora oggi arrampicandosi sugli alberi, offrendo un patrimonio genetico unico al mondo. Le uve provengono da vigneti situati tra i 1.000 e i 1.600 metri di altitudine, su suoli vulcanici e calcarei che conferiscono ai vini una spiccata tensione minerale e una straordinaria freschezza. Il clima montano, caratterizzato da forti escursioni termiche, permette maturazioni lente e preserva l'integrità aromatica delle varietà autoctone, regalando vini eleganti, vibranti e di grande personalità. La vinificazione segue fedelmente la tradizione georgiana del qvevri, antiche anfore di terracotta interrate utilizzate da oltre ottomila anni. La fermentazione avviene spontaneamente con lieviti indigeni e il vino rimane a lungo a contatto con le bucce, sviluppando struttura, profondità e complessità aromatica. Successivamente viene imbottigliato senza filtrazione né chiarifica, mantenendo intatto il carattere originario delle uve e del territorio.

Giorgi Natenadze Wine
Quella di Giorgi Natenadze è una storia relativamente recente, visto che i suoi primi vini sono datati 2009. Ci troviamo di fronte a una realtà unica, situata nella regione meridionale di Samtskhe-Javakheti, storicamente nota come Meskheti. Questa zona montuosa (le vigne vanno dai 1.000 ai 1.600 metri di quota) e di origine vulcanica in passato era intensamente coltivata, ma quattro secoli di occupazione ottomana hanno portato alla perdita di buona parte del patrimonio viticolo. Giorgi Natenadze ha così deciso di andare a caccia di vigne tra le foreste, dove la vegetazione aveva ricoperto la traccia dell'intervento umano. Oggi ha riportato in vita piante di oltre un secolo, con alcuni esemplari di addirittura 400 anni di età, ancora produttivi. Nei tradizionali qvevri vinifica con lunghe macerazioni sulle bucce uve di impareggiabile pregio, lavorando su numerose varietà autoctone, alcune delle quali pressoché sconosciute.