AZIENDA AGRICOLA CAUDRINA

MOSCATO D'ASTI DOCG "LA GALEISA" 2024 - AZIENDA AGRICOLA CAUDRINA

Prezzo di listino €12,00 Prezzo di vendita€13,00risparmi €1,00

Abbinamenti, La dolcezza equilibrata e la freschezza della Galeisa 2024 la rendono ideale con la pasticceria e i dessert a base di frutta. È particolarmente riuscita con fragole fresche, crostate, torte di nocciole e pesche ripiene all’amaretto, uno degli abbinamenti piemontesi più classici suggeriti dalla stessa famiglia Dogliotti. Ottima anche con pasticceria secca, amaretti, biscotti alle mandorle, panna cotta e dolci alla crema. La sua aromaticità permette inoltre interessanti contrasti con formaggi erborinati non troppo intensi.
Alcol, 5,5%
Annata, 2024
Denominazione, Moscato d'Asti DOCG
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Piemonte (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Moscato 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Moscato d’Asti DOCG “La Galeisa” 2024 di Caudrina si presenta con un giallo paglierino intenso e luminoso, accompagnato da una vivace effervescenza sottile e delicata. Il naso è fragrante e profondamente aromatico, con fiori di sambuco, pesca bianca, mela verde e scorza di limone in primo piano, seguiti da sfumature più esotiche e da un leggero richiamo di cocco. Al palato è dolce e avvolgente, ma tutt’altro che stucchevole: una freschezza ben definita e la lieve vivacità della bollicina alleggeriscono il sorso e mantengono costante l’equilibrio. La consistenza è morbida, rotonda e vellutata, mentre la componente aromatica rimane nitida fino alla chiusura. Il finale è lungo e fragrante, con ritorni di agrumi, mela croccante, fiori ed una delicata sensazione varietale. Un Moscato ricco e intenso, ma allo stesso tempo agile e luminoso, nel quale dolcezza e freschezza procedono perfettamente insieme.

CURIOSITÁ:

La Galeisa occupa un posto importante nella storia di Caudrina: dopo il successo del Moscato d’Asti La Caudrina, Romano Dogliotti decise di valorizzare separatamente un altro vigneto particolarmente vocato e nel 1989 nacque questa etichetta, pensata fin dall’origine come un Moscato più intenso, persistente e corposo. Il vigneto si estende per circa 3,5 ettari a Castiglione Tinella, a 320 metri di altitudine, con esposizione sud e sud-ovest; le viti risalgono al 1970, sono piantate con una densità di circa 5.000 ceppi per ettaro e crescono su terreni calcareo-sabbiosi. La raccolta viene effettuata rigorosamente a mano, seguita da una pressatura delicata. Il mosto viene chiarificato e filtrato, quindi conservato a bassa temperatura fino al momento della fermentazione in autoclave, condotta a temperatura controllata con lieviti selezionati per preservare al massimo l’aromaticità naturale del Moscato. Anche l’etichetta possiede una propria identità artistica ed è firmata da Alessandro Lupano.

Azienda Agricola Caudrina

Azienda Agricola Caudrina è una realtà familiare di Castiglione Tinella, piccolo comune delle colline astigiane profondamente legato alla storia del Moscato Bianco. La famiglia Dogliotti lavora queste terre da generazioni e la storia della cantina moderna affonda le proprie radici negli anni Quaranta, quando Redento Dogliotti coltivava i vigneti e produceva mosto destinato alle aziende che trasformavano il Moscato della zona. È un’origine profondamente contadina, comune a molte famiglie piemontesi dell’epoca, quando possedere una buona vigna non significava necessariamente imbottigliare il proprio vino. La trasformazione decisiva arriva con Romano Dogliotti, che alla fine degli anni Settanta sceglie di cambiare prospettiva: invece di limitarsi a conferire uve e mosti, decide di seguire personalmente la vinificazione e portare in bottiglia il carattere dei vigneti di famiglia. È da questa scelta che prende forma Caudrina come la conosciamo oggi, una cantina nella quale il Moscato non viene considerato semplicemente una materia prima destinata alla spumantizzazione, ma un vero vino di territorio. Castiglione Tinella rappresenta il centro assoluto di questa filosofia. Il paese sorge in un paesaggio di colline ripide e ordinate, dove la vite occupa da secoli le esposizioni migliori e il Moscato Bianco trova condizioni particolarmente favorevoli. Altitudine, ventilazione, esposizioni e natura dei terreni permettono di ottenere uve caratterizzate da un patrimonio aromatico intenso e da quella freschezza necessaria a bilanciare la naturale ricchezza zuccherina della varietà. Il Moscato è un vitigno estremamente aromatico e conserva nel vino una sorprendente continuità con il grappolo appena raccolto: fiori bianchi, salvia, agrumi, pesca e frutta matura costituiscono alcune delle sensazioni che ne definiscono il profilo più caratteristico. Caudrina ha costruito gran parte della propria identità proprio sulla capacità di preservare questa fragranza, interpretando la varietà attraverso vini differenti per provenienza, struttura e metodo produttivo. “La Caudrina” è diventata nel tempo una delle etichette simbolo della famiglia e rappresenta la lettura più immediatamente riconoscibile del Moscato d’Asti aziendale, giocata sull’equilibrio tra dolcezza, aromaticità, freschezza e delicata vivacità. “La Galeisa” approfondisce ulteriormente il rapporto con il vigneto e mostra quanto il Moscato possa acquisire personalità quando viene interpretato partendo da una precisa provenienza. “La Selvatica” esplora invece la dimensione spumantistica della varietà attraverso l’Asti, offrendo maggiore effervescenza e dinamismo senza rinunciare alla riconoscibilità aromatica dell’uva. Il Moscato trova infine una delle sue espressioni più concentrate nel passito “Redento”, dedicato alla figura dalla quale ha avuto origine la storia familiare contemporanea. Attraverso queste differenti interpretazioni Caudrina dimostra come una varietà spesso associata esclusivamente alla semplicità e alla piacevolezza immediata possa invece diventare uno strumento per raccontare vigneti, maturazioni e stili produttivi differenti. Nel corso degli anni Romano Dogliotti ha affiancato a questa forte identità legata al Moscato una crescente curiosità verso altre varietà piemontesi. Particolarmente importante è stato l’incontro con la Barbera e con il territorio di Nizza Monferrato, dove la famiglia ha acquisito vigneti destinati alla produzione di rossi capaci di mostrare un volto completamente diverso della cantina. Se il Moscato vive soprattutto di fragranza e precisione aromatica, la Barbera permette di lavorare su profondità, acidità naturale, struttura e capacità di maturazione. Nascono così interpretazioni come “La Solista” e “Montevenere”, attraverso le quali Caudrina esplora differenti possibilità della varietà, dalla centralità del frutto fino a espressioni più importanti e adatte all’affinamento. La gamma si è progressivamente arricchita anche attraverso altre uve, ma il principio è rimasto quello stabilito da Romano: partire dalla qualità della materia prima e scegliere per ciascun vino la vinificazione più adatta, senza trasformare una singola tecnica nella firma obbligatoria dell’intera produzione. Questa filosofia spiega anche il rapporto della cantina con la tecnologia. Caudrina non appartiene a quelle realtà che identificano necessariamente la tradizione con il rifiuto degli strumenti moderni. Nella lavorazione del Moscato, soprattutto, precisione e controllo delle temperature sono fondamentali per proteggere gli aromi naturalmente presenti nell’uva e gestire correttamente la fermentazione. La tecnologia viene quindi utilizzata quando permette di preservare meglio la materia prima, mentre il lavoro in vigneto e la conoscenza maturata attraverso generazioni rimangono alla base delle decisioni. Anche l’immagine delle bottiglie racconta il carattere personale della famiglia: nel corso del tempo alcune etichette sono state legate al lavoro di artisti e illustratori, creando un dialogo tra vino e arte che ha contribuito a rendere immediatamente riconoscibile la produzione Caudrina. Oggi la nuova generazione della famiglia Dogliotti partecipa direttamente alla conduzione dell’azienda, proseguendo il percorso iniziato da Redento e trasformato da Romano. È proprio questa continuità a definire Caudrina: una famiglia che ha vissuto il passaggio da un Piemonte nel quale i piccoli agricoltori vendevano prevalentemente uve e mosti a una nuova generazione di produttori determinati a mettere il proprio nome sulla bottiglia. Da Castiglione Tinella fino ai vigneti di Barbera del Monferrato, la cantina racconta due anime complementari del Piemonte, ma il Moscato rimane inevitabilmente il suo centro emotivo e storico. Caudrina rappresenta così una storia di famiglia, territorio e progressiva conquista della propria identità, nata dal lavoro agricolo di Redento, sviluppata dalla visione di Romano e oggi affidata alle generazioni successive. Una cantina che ha scelto di credere nel Moscato quando questa varietà veniva spesso considerata soprattutto una materia prima per le grandi case spumantistiche, dimostrando invece come dalle colline di Castiglione Tinella possano nascere vini capaci di raccontare con precisione un vigneto, una vendemmia e una delle tradizioni più profondamente radicate del Piemonte vitivinicolo.