DOMAINE LABRUYERE

MOULIN A VENT VEILLES VIGNES "COEUR DE TERROIRS" 2018 - DOMAINE LABRUYERE

Prezzo di listino €28,20 Prezzo di vendita€33,00risparmi €4,80

Abbinamenti, La profondità e la trama tannica ormai evoluta del Cœur de Terroirs 2018 lo rendono ideale con piatti di carne saporiti ma non necessariamente pesantissimi. È magnifico con brasati di manzo, arrosti, anatra e faraona, soprattutto se accompagnati da funghi, ma si abbina molto bene anche a selvaggina da piuma, filetto di maiale e carni alla griglia. Le note di frutta scura, cacao e spezie trovano una particolare sintonia con un pollo arrosto ai funghi porcini o con una guancia di manzo a lenta cottura. Ottimo anche con formaggi di buona stagionatura.
Alcol, 13,5%
Annata, 2018
Denominazione, Moulin-a-vent AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Beaujolais (Francia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Gamay 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Moulin-à-Vent Vieilles Vignes “Cœur de Terroirs” 2018 di Domaine Labruyère si presenta con un rosso rubino profondo, ormai sfumato verso eleganti tonalità granate. Il naso è intenso e maturo, con ciliegia nera, mora e prugna che si intrecciano a violetta e peonia. Con l’ossigenazione emergono note più evolute di cacao amaro, cioccolato fondente, spezie, scorza d’arancia candita e leggere sfumature affumicate. Al palato conserva una sorprendente vitalità: è pieno e carnoso, con una trama tannica fitta ma ormai setosa e una freschezza ancora ben presente che mantiene il sorso dinamico. La componente fruttata scura è profonda e succosa, accompagnata da una piacevole mineralità. Il finale è lungo e avvolgente, con ritorni di ciliegia matura, cacao, spezie e fiori secchi. Un Gamay di grande sostanza, lontano dall’immagine più semplice del Beaujolais e capace di mostrare perfettamente la vocazione all’invecchiamento di Moulin-à-Vent.

CURIOSITÁ:

Cœur de Terroirs è 100% Gamay e nasce dall’assemblaggio di alcune delle migliori parcelle possedute dalla famiglia Labruyère a Moulin-à-Vent, su suoli prevalentemente granitici particolarmente ricchi di quarzo. L’etichetta Vieilles Vignes viene prodotta con questa impostazione dal 2012 e rappresenta una lettura complessiva della denominazione, distinta dalle selezioni parcellari Le Carquelin, Champ de Cour e Le Clos. Il 2018 fu un millesimo caldo e asciutto: al domaine la vendemmia iniziò eccezionalmente presto, il 30 agosto, con acini piccoli e concentrati e una resa di circa 42 hl/ha. In quell’annata le uve furono completamente diraspate. La fermentazione si svolge in vasche di cemento termoregolate da 65 hl, mantenendo separate le diverse origini prima dell’assemblaggio. Seguono 14 mesi tra fusti di rovere e demi-muids e ulteriori 6 mesi in cemento; il vino viene leggermente filtrato ma non chiarificato. Domaine Labruyère è una delle proprietà storiche di Moulin-à-Vent: la famiglia è presente a Romanèche-Thorins dal 1850 e oggi la tenuta è guidata dalla settima generazione.

Domaine Labruyere

Domaine Labruyère è una delle proprietà storiche di Moulin-à-Vent e rappresenta il luogo in cui ha avuto origine l’intera avventura vitivinicola della famiglia Labruyère. Tutto comincia nel 1850, quando Jean-Marie Labruyère, operaio-vignaiolo, si stabilisce a Les Thorins, frazione di Romanèche-Thorins, e acquista circa 10 ettari di vigne particolarmente ben posizionate. Da quel momento sette generazioni si succedono alla guida della proprietà, ampliando e soprattutto preservando un patrimonio viticolo concentrato in alcuni dei terroir più importanti del cru. Una figura fondamentale nella storia recente è Jean-Pierre Labruyère, per molti anni presidente del cru Moulin-à-Vent, che nel 2008 affida la responsabilità del domaine al figlio Édouard. È con lui che inizia la fase contemporanea: Édouard è convinto che Moulin-à-Vent possieda terroir capaci di confrontarsi per complessità e longevità con quelli delle grandi denominazioni francesi e imposta il lavoro con una sensibilità fortemente borgognona, privilegiando la singola parcella rispetto alla costruzione di uno stile uniforme. Al suo fianco lavora Nadine Gublin, enologa della famiglia e figura centrale anche al Domaine Jacques Prieur, mentre Michel Rovere segue il vigneto. Il Gamay è l’unico vitigno rosso autorizzato e il protagonista assoluto della proprietà, coltivato su terreni granitici poveri, acidi e attraversati da quarzo, nei quali la vite deve spingersi in profondità alla ricerca di acqua e nutrimento. È proprio questa matrice geologica a spiegare perché Moulin-à-Vent possa dare Gamay molto diversi dall’immagine più semplice e immediata spesso associata al Beaujolais: qui i vini possono possedere struttura, mineralità, tannino e una capacità di evoluzione sorprendente. Il domaine ha progressivamente orientato la gestione dei vigneti verso pratiche biologiche, con un lavoro meticoloso sui terreni e una conversione iniziata nel 2020, nella convinzione che la qualità del vino dipenda innanzitutto dalla vitalità del suolo e dalla possibilità di far emergere le differenze tra le singole vigne. Il patrimonio viene quindi interpretato come una vera cartografia di Moulin-à-Vent. Le Carquelin comprende circa 1,75 ettari su un terreno leggero, sabbioso-argilloso e povero di sostanza organica, caratterizzato dal tipico granito rosa fortemente alterato del cru: qui il Gamay tende verso eleganza, precisione e finezza. Champ de Cour nasce invece da una parcella esposta a sud-est, dove uno spesso strato di argilla ricopre il granito e conferisce maggiore densità, struttura e capacità di evoluzione. Il gioiello assoluto della proprietà è però Le Clos du Moulin-à-Vent, appena 0,92 ettari situati immediatamente sotto lo storico mulino che dà il nome alla denominazione. È l’unico monopole dell’intera appellation e appartiene integralmente alla famiglia Labruyère: un piccolo clos di vecchie vigne di Gamay, con un’età media intorno ai settant’anni e una densità di circa 10.000 ceppi per ettaro, piantato su un granito particolarmente duro, povero e arido. È qui che la filosofia del domaine raggiunge probabilmente la sua espressione più completa, producendo un Moulin-à-Vent profondo, minerale e costruito per lunghissime evoluzioni. Anche la vinificazione riflette questa volontà di trattare il Gamay con la stessa precisione riservata ai grandi Pinot Noir borgognoni. La vendemmia è manuale in piccole cassette da 15 kg, le uve vengono sottoposte a doppia selezione e generalmente diraspate completamente; fanno eccezione alcune parcelle, come Champ de Cour, vinificata con grappolo intero a partire dal 2014. Le fermentazioni avvengono in vasche di cemento termoregolate, mantenendo separate le singole origini, con una breve macerazione prefermentativa a freddo seguita da rimontaggi e pigeage e da un'ulteriore macerazione dopo la fermentazione. L’affinamento è insolitamente lungo per gli standard tradizionali del Beaujolais e può raggiungere 16-20 mesi, principalmente in pièces e demi-muids di rovere, nuovi soltanto in piccola percentuale, prima di un eventuale ulteriore passaggio in cemento. Il legno non deve diventare una firma aromatica, ma accompagnare il vino, distenderne il tannino e aumentarne la capacità di evoluzione. Da questa filosofia nascono Cœur de Terroir, sintesi dell’identità di Moulin-à-Vent, e soprattutto le selezioni parcellari Le Carquelin, Champ de Cour e Le Clos du Moulin-à-Vent, attraverso le quali è possibile osservare quanto il Gamay possa cambiare all’interno di distanze minime semplicemente modificando profondità del granito, presenza dell’argilla ed esposizione. Domaine Labruyère è quindi molto più di una storica proprietà del Beaujolais: è il punto di origine di una famiglia che, partendo da Romanèche-Thorins nel 1850, ha successivamente costruito un patrimonio che comprende grandi terroir in Borgogna, Bordeaux e Champagne. Ma Moulin-à-Vent rimane la casa, il luogo dal quale tutto è cominciato. Édouard Labruyère ha scelto di riportare questo domaine al centro del progetto familiare attraverso un lavoro parcellare rigoroso e una convinzione precisa: il Gamay, quando nasce da grandi terroir e viene trattato senza scorciatoie, può raggiungere la stessa nobiltà dei più importanti vitigni francesi. Le vecchie vigne, il granito, le densità elevate, le vendemmie manuali, il cemento e i lunghi élevage in legno diventano così gli strumenti per raccontare non semplicemente il Beaujolais, ma le differenze interne a Moulin-à-Vent. E il minuscolo Clos situato ai piedi del mulino, unico monopole della denominazione, ne rappresenta la sintesi più preziosa: meno di un ettaro che la famiglia custodisce come il simbolo di oltre 175 anni di storia.