MAS DES BROUSSES

SAINT GUILHEM LE DÉSERT IGP 2020 - MAS DES BROUSSES

Prezzo di listino €19,05 Prezzo di vendita€23,00risparmi €3,95

Abbinamenti, La struttura e l’evoluzione raggiunte dal 2020 permettono abbinamenti decisamente gastronomici. È ottimo con pesci alla griglia, rombo, branzino e orata al forno, ma accompagna magnificamente anche crostacei, capesante e primi piatti di mare con una certa ricchezza. La componente morbida e leggermente speziata lo rende molto interessante con risotti ai funghi, pollo arrosto, faraona e carni bianche alle erbe mediterranee, mentre la freschezza residua mantiene il palato dinamico anche con preparazioni cremose. Molto riuscito con formaggi caprini e formaggi di media stagionatura, abbinamento suggerito anche direttamente dal domaine.
Alcol, 13%
Annata, 2020
Denominazione, Saint Guilhem le Désert IGP
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Francia
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chenin, Vermentino, Clairette, Viognier, Chardonnay, Sauvignon e Roussanne, con vecchie documentazioni che parlano addirittura di una decina di vitigni presenti nella parcella

NOTE SENSORIALI:

Il Saint-Guilhem-le-Désert IGP 2020 di Mas des Brousses si presenta oggi con un giallo paglierino intenso, evoluto verso eleganti riflessi dorati. Il naso è ampio e mediterraneo, con pera matura, pesca gialla e scorza di agrumi che si intrecciano a fiori d’acacia, erbe della garrigue e leggere sfumature di frutta secca. Con l’ossigenazione emergono note di miele delicato, mandorla, spezie fini e una componente minerale che ne aumenta la profondità. Al palato è generoso e avvolgente, con una tessitura morbida sostenuta però da una freschezza ancora evidente e da una piacevole vena sapida. L’evoluzione del millesimo ha reso il sorso più armonioso senza cancellarne l’energia, mentre una sottile nota amaricante accompagna la parte finale. La chiusura è persistente, asciutta e gastronomica, con ritorni di agrumi maturi, frutta bianca e mandorla. Un bianco del Languedoc originale, complesso e decisamente lontano dalle interpretazioni più semplici e immediate della regione.

CURIOSITÁ:

Questo Saint-Guilhem-le-Désert è il bianco principale di Mas des Brousses e nasce da una particolare complantation di numerose varietà bianche coltivate insieme: tra quelle dichiarate dal produttore figurano Chenin, Vermentino, Clairette, Viognier, Chardonnay, Sauvignon e Roussanne, con vecchie documentazioni che parlano addirittura di una decina di vitigni presenti nella parcella. Il domaine si trova a Puéchabon, una trentina di chilometri a nord-ovest di Montpellier, nel cuore delle Terrasses du Larzac, dove Géraldine Combes e Xavier Peyraud hanno creato l’azienda nel 1997 sulle terre della famiglia di Géraldine. Xavier porta con sé anche un legame importante con la storia del vino francese: è nipote di Lulu e Lucien Peyraud del celebre Domaine Tempier di Bandol. I circa nove ettari aziendali sono coltivati biologicamente su terreni complessi ricchi di ciottoli e materiale calcareo.

Mas Des Brousses
Mas des Brousses è una piccola realtà familiare del Languedoc situata a Puéchabon, una trentina di chilometri a nord-ovest di Montpellier, nel cuore delle Terrasses du Larzac. Il domaine nasce nel 1997 dall’incontro tra Géraldine Combes e Xavier Peyraud, entrambi provenienti da famiglie profondamente legate alla viticoltura ma portatori di due storie differenti. Géraldine è originaria proprio di Puéchabon, figlia e nipote di vignaioli, e il progetto prende forma sulle terre appartenenti alla sua famiglia, le cui uve fino ad allora erano destinate alla cooperativa locale. Xavier possiede invece una delle genealogie più significative del vino provenzale: è nipote di Lucien e Lucie “Lulu” Peyraud, la coppia che ha reso Domaine Tempier uno dei grandi riferimenti di Bandol e che ha avuto un ruolo determinante nella valorizzazione del Mourvèdre e dell’intera denominazione. Dopo alcune esperienze professionali in altre regioni viticole, Géraldine e Xavier scelgono quindi di tornare alle terre familiari e costruire un domaine indipendente, convinti delle potenzialità ancora largamente inesplorate di questa parte del Languedoc. La loro intuizione precede di molti anni il riconoscimento ufficiale delle Terrasses du Larzac come denominazione autonoma, arrivato soltanto nel 2014, e li colloca all’interno di quella generazione di vignaioli che tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila ha contribuito profondamente alla trasformazione qualitativa del territorio. Oggi Mas des Brousses comprende circa 9 ettari di vigneto distribuiti tra Puéchabon e Aniane, appoggiati ai versanti del Bois des Brousses e circondati da un ambiente mediterraneo ancora particolarmente integro. Le parcelle confinano con la garrigue e sono immerse tra lecci, querce spinose, corbezzoli, ginepri, cisti, bosso, pistacchio, timo, rosmarino e lavanda selvatica, una biodiversità che Géraldine e Xavier considerano parte integrante dell’equilibrio del vigneto. I terreni sono prevalentemente calcarei, con abbondante presenza di pietrisco, detriti di versante e galets calcaires che assicurano un eccellente drenaggio e obbligano le radici a esplorare il sottosuolo. A questa geologia si aggiunge una delle caratteristiche climatiche fondamentali delle Terrasses du Larzac: la vicinanza delle montagne e dell’altopiano del Larzac favorisce importanti escursioni termiche tra giorno e notte. Le giornate mediterranee permettono quindi di raggiungere maturità e concentrazione, mentre le notti più fresche rallentano la maturazione e aiutano a conservare acidità e precisione aromatica. È proprio questa combinazione tra sole e freschezza a spiegare perché i vini della zona possano possedere struttura senza necessariamente diventare pesanti. La proprietà è condotta in agricoltura biologica e il lavoro viene impostato cercando di preservare il più possibile l’ecosistema naturale che circonda le vigne. Potature corte ad alberello o cordone di Royat, ébourgeonnage, palizzatura e cimatura vengono accompagnati da numerose operazioni manuali, mentre il clima asciutto, la ventilazione e le rese naturalmente contenute permettono di limitare i trattamenti. Circa il 90% della superficie è dedicato alle varietà rosse e il Mourvèdre occupa un ruolo particolarmente importante, arrivando a rappresentare circa un terzo dell’intero vigneto. Non è una scelta casuale: Xavier ha portato con sé l’esperienza familiare di Bandol e una conoscenza quasi ereditaria di questa varietà, introducendola fin dall’arrivo a Puéchabon e facendone progressivamente uno degli elementi distintivi di Mas des Brousses. Una parte del Mourvèdre proviene inoltre da selezione massale, scelta finalizzata a mantenere maggiore diversità genetica all’interno delle parcelle. Accanto ad esso vengono coltivati Syrah, Grenache, Cinsault e Merlot. La componente bianca è invece particolarmente originale: una parcella è complantata con circa una decina di varietà differenti, tra cui Viognier, Chenin Blanc, Chardonnay, Clairette e Vermentino, recuperando in parte l’idea mediterranea del vigneto misto anziché costruire una produzione basata esclusivamente su singole varietà. La vendemmia viene effettuata manualmente e le uve sono raccolte in cassette per evitare lo schiacciamento degli acini durante il trasporto. Una volta arrivate in cantina vengono diraspate e pigiate, mentre le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni. Vitigni e parcelle vengono vinificati separatamente, permettendo a Géraldine e Xavier di osservare il comportamento delle diverse componenti prima di decidere gli assemblaggi. Tempi di macerazione, permanenza in vasca e affinamento vengono quindi adattati alle caratteristiche di ciascuna cuvée, alternando vasche e barrique senza applicare un protocollo identico a tutti i vini. Il Mas des Brousses Rouge, AOP Terrasses du Larzac e cuvée simbolo della proprietà, nasce dall’incontro tra Mourvèdre, Syrah e Grenache e affronta circa un anno di affinamento in botti da 400 litri. È probabilmente il vino che meglio sintetizza lo stile ricercato dal domaine: maturità mediterranea, frutto rosso, spezie e richiami alla garrigue accompagnati da tannini progressivamente setosi e soprattutto da una freschezza capace di alleggerire la naturale concentrazione delle varietà. Mataro porta invece ancora più chiaramente al centro il Mourvèdre – “Mataro” è uno dei nomi storicamente utilizzati per questa varietà – e rappresenta una delle espressioni più importanti del legame di Xavier con l’eredità viticola della famiglia Peyraud. Cléo completa il nucleo delle cuvée in AOP Terrasses du Larzac, mentre Chasseur des Brousses, Bragalou, il bianco Mas des Brousses e Rosée des Brousses vengono prodotti sotto l’IGP Saint-Guilhem-le-Désert, offrendo maggiore libertà nell’utilizzo di varietà e assemblaggi. Il legame con la terra familiare non si limita inoltre alla vite. Quando Géraldine e Xavier si stabiliscono definitivamente nella proprietà nel 1997 decidono di recuperare anche l’antico oliveto di famiglia. Il gelo devastante del 1956 aveva gravemente danneggiato gli olivi della regione, ma Jean, nonno di Géraldine, aveva salvato numerose piante centenarie attraverso potature di ricostituzione e innesti con varietà locali come Picholine, Verdale de l’Hérault, Amellau, Lucques e Bouteillan. Rimasti quasi inutilizzati per decenni, questi alberi vengono nuovamente valorizzati dalla coppia insieme a circa mezzo ettaro di oliveto, dando origine anche a una piccola produzione di olio extravergine. È un dettaglio che racconta bene la natura di Mas des Brousses: non un progetto costruito semplicemente intorno a un marchio, ma il recupero contemporaneo di un patrimonio agricolo familiare. Il domaine rappresenta così una sintesi particolarmente interessante tra due grandi culture mediterranee. Da Géraldine arrivano le terre di Puéchabon, la memoria familiare e il radicamento nelle Terrasses du Larzac; da Xavier arriva anche l’eredità dei Peyraud di Domaine Tempier e quella particolare sensibilità verso il Mourvèdre che ha segnato la storia moderna di Bandol. Dal 1997 queste due esperienze vengono riunite in appena nove ettari circondati dalla garrigue, lavorati biologicamente e vinificati attraverso fermentazioni spontanee e interventi misurati. Mas des Brousses appartiene così a quella generazione che ha contribuito a cambiare l’immagine del Languedoc, dimostrando che concentrazione mediterranea e finezza possono convivere. Più che la potenza, Géraldine Combes e Xavier Peyraud cercano infatti equilibrio, freschezza ed eleganza: caratteristiche che trovano nelle notti fresche del Larzac, nei terreni calcarei di Puéchabon e Aniane e soprattutto nel Mourvèdre il filo conduttore di una delle piccole realtà più identitarie di questo territorio.