DOMAINE FOUASSIER

SANCERRE BLANC "LES ROMAINS" 2019 - DOMAINE FOUASSIER

Prezzo di listino €29,50 Prezzo di vendita€33,60risparmi €4,10

Abbinamenti, La profondità, la salinità e la consistenza raggiunte dal Les Romains 2019 lo rendono particolarmente adatto a una cucina di mare importante. È magnifico con ostriche, coquilles Saint-Jacques, crostacei, branzino e rombo, ma accompagna molto bene anche baccalà, pesci alla griglia e preparazioni con salse cremose. Il domaine propone proprio l’ostrica come abbinamento emblematico, capace di richiamare la forte componente salina e minerale del vino. Interessante anche con formaggi caprini della Loira, risotti ai frutti di mare, verdure e piatti a base di funghi, soprattutto oggi che l’evoluzione ha aggiunto maggiore ampiezza aromatica.
Alcol, 13,5%
Annata, 2019
Denominazione, Appellation Sancerre Controlee
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sancerre (Francia)
Temperatura di servizio, 12/14°
Vitigni, Sauvignon Blanc 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Sancerre Blanc “Les Romains” 2019 di Domaine Fouassier si presenta con un giallo dorato luminoso, ancora vivo nonostante l’evoluzione. Il naso è profondo e rigoroso, con mela, pera e mirabella che si intrecciano a scorza di limone, fiori bianchi ed erbe fini. Con l’ossigenazione emerge soprattutto l’anima minerale della cuvée: pietra focaia, selce, cenni fumé e una sensazione quasi gessosa accompagnano il frutto, ormai più maturo e complesso. Al palato è ampio e carnoso, ma attraversato da una freschezza incisiva e da una salinità che imprime grande tensione al sorso. Gli anni di bottiglia hanno reso la trama più armoniosa e rotonda senza cancellarne l’energia. Il finale è lungo, asciutto e minerale, con ritorni agrumati, di frutta bianca e pietra. Un Sauvignon lontano dalle espressioni semplicemente aromatiche del vitigno, profondo e capace di raccontare soprattutto il suolo da cui proviene.

CURIOSITÁ:

Les Romains è Sauvignon Blanc in purezza proveniente da un singolo lieu-dit di circa 3 ettari sulle colline di Sancerre, esposto a sud-ovest e caratterizzato da argille ricchissime di selce formatesi nel Cretaceo superiore. Le viti hanno circa 45 anni, sono allevate a Guyot semplice e Guyot Poussard con una densità vicina agli 8.000 ceppi per ettaro e rese medie contenute intorno ai 45 hl/ha. In cantina le uve vengono movimentate su nastri senza pompaggio e pressate pneumaticamente; la fermentazione avviene spontaneamente esclusivamente con lieviti indigeni. La peculiarità della cuvée è soprattutto l’affinamento: circa un anno sulle fecce in uova di cemento, seguito da un ulteriore anno in acciaio, un percorso molto più lungo rispetto ai Sancerre più immediati del domaine. Fouassier è una famiglia di vignaioli da dieci generazioni e oggi coltiva circa 60 ettari; l’intera azienda segue la biodinamica, con certificazione Biodyvin dal 2011, mentre Demeter è arrivata successivamente nel 2022.

Domaine Fouassier

Domaine Fouassier è una delle famiglie storiche di Sancerre, presente sulle colline della denominazione da dieci generazioni e oggi guidata dai cugini Benoît e Paul Fouassier. Il domaine conta circa 60 ettari di vigneto distribuiti sui ripidi pendii che circondano il paese di Sancerre, con una netta prevalenza di Sauvignon Blanc e una parte dedicata al Pinot Noir. La storia moderna della proprietà attraversa però diverse generazioni: negli anni Sessanta Pierre Fouassier, dopo gli studi viticoli a Beaune, affianca il padre Raymond occupandosi della cantina e dello sviluppo commerciale; nel 1971 arriva anche il fratello Jean-Michel, dedicandosi maggiormente alla vigna e alla produzione. In quel periodo la proprietà possedeva già circa dieci ettari e stava progressivamente abbandonando l’antica impostazione di policoltura e allevamento per concentrarsi completamente sulla vite. Dagli anni Ottanta Pierre e Jean-Michel compiono una scelta che anticipa uno dei temi centrali del Sancerre contemporaneo: iniziano a vinificare e imbottigliare separatamente numerosi lieux-dits aziendali, convinti che parlare semplicemente di Sauvignon Blanc non fosse sufficiente per raccontare un territorio geologicamente così articolato. Con l'ingresso di Benoît nel 2000 e di Paul nel 2001, decima generazione della famiglia, questa ricerca diventa ancora più radicale. I due cugini orientano progressivamente l’intera proprietà verso l’agricoltura biologica e biodinamica, eliminando i prodotti chimici di sintesi e costruendo un modello agricolo nel quale la vitalità del terreno diventa il presupposto indispensabile per rendere leggibili le differenze tra le parcelle. Oggi l’intero vigneto è coltivato in biodinamica ed è certificato sia Demeter sia Biodyvin. La gestione segue i ritmi naturali e il calendario biodinamico, con lavorazioni del terreno, inerbimento spontaneo, compost, preparati vegetali e biodinamici, mentre gli erbicidi sono completamente esclusi e gli insetticidi erano già stati progressivamente abbandonati negli anni Novanta. Parallelamente la famiglia ha reintrodotto alberi e siepi tra le proprietà, cercando di aumentare la biodiversità e ricostruire un ecosistema agricolo più complesso attorno alle vigne. È però la straordinaria diversità geologica di Sancerre a rappresentare il vero centro del lavoro di Fouassier. I vigneti attraversano differenti formazioni calcaree, argilloso-calcaree e terreni ricchi di silex, permettendo alla stessa varietà di assumere caratteri profondamente differenti anche a distanza relativamente breve. Da qui nasce una gamma particolarmente articolata di selezioni parcellari come Les Romains, Clos Paradis, Les Chailloux, Les Chasseignes, Le Vallon, Les Grous, Les Grands Champs, Sur le Fort e La Garenne. Ogni lieu-dit viene considerato come un'identità autonoma e vinificato separatamente proprio per evitare che l’assemblaggio cancelli le differenze determinate da suolo, esposizione e posizione. Les Romains è una delle cuvée più rappresentative di questa filosofia e mette in evidenza l’influenza del silex, mentre Les Chasseignes richiama i terreni calcarei e pietrosi tipici di alcune zone della denominazione; altre parcelle permettono invece di approfondire il rapporto del Sauvignon con le differenti formazioni calcaree e argillose della collina di Sancerre. È una lettura quasi borgognona del territorio, costruita non sulla ricerca di una gerarchia tra i vigneti, ma sulla volontà di mostrarne le differenze. Il Sauvignon Blanc rimane inevitabilmente il grande protagonista, ma Fouassier evita deliberatamente di trasformarlo in un vino costruito esclusivamente sull’esuberanza aromatica varietale: ciò che interessa maggiormente è la capacità dell’uva di tradurre la provenienza, passando da espressioni più tese, verticali e pietrose ad altre più ampie e profonde secondo il terreno. Il Pinot Noir completa il patrimonio aziendale e viene utilizzato per Sancerre Rouge e Rosé, oltre che per selezioni provenienti da specifiche parcelle, seguendo la stessa attenzione dedicata ai bianchi. In cantina l’approccio è coerente con quello adottato in vigneto. Le fermentazioni sono spontanee, affidate ai lieviti indigeni, e la famiglia rifiuta l’utilizzo sistematico dei prodotti dell’enologia moderna, intervenendo il meno possibile per evitare di uniformare i vini. Le fermentazioni possono essere lente e gli affinamenti sulle fecce protratti per diversi mesi, con imbottigliamenti effettuati senza la necessità di accelerare artificialmente i tempi. Anche i contenitori vengono scelti in funzione del vino e della parcella, senza adottare un unico modello produttivo. Dal 2012 il domaine sperimenta inoltre la terracotta, utilizzando le anfore per preservare la purezza espressiva dell’uva senza introdurre l’impronta aromatica del legno, mentre dal 2015 produce anche vini bianchi attraverso macerazioni sulle bucce. A queste esperienze si aggiungono cuvée più libere e un Pét-Nat, dimostrando come una famiglia con dieci generazioni di storia possa continuare a sperimentare senza perdere il proprio legame con Sancerre. Oggi il Domaine Fouassier produce circa venti cuvée e rappresenta un caso particolarmente interessante per comprendere l’evoluzione della denominazione: una proprietà storica di dimensioni importanti che ha scelto di non uniformare i propri sessanta ettari sotto un unico stile, ma di frammentarne il racconto attraverso i singoli lieux-dits. Benoît e Paul hanno portato ancora più avanti l’intuizione iniziata da Pierre e Jean-Michel negli anni Ottanta, utilizzando biodinamica, fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti e contenitori differenti come strumenti per rendere il vino sempre meno costruito e sempre più legato alla propria origine. È proprio questa combinazione tra storia e sperimentazione a definire Domaine Fouassier: dieci generazioni di vignaioli, un patrimonio straordinario di parcelle e la convinzione che il Sauvignon Blanc e il Pinot Noir siano soprattutto mezzi attraverso i quali raccontare la complessità geologica di Sancerre. Una filosofia nella quale la tecnica arretra progressivamente e lascia spazio al luogo, trasformando ogni lieu-dit in una voce distinta dello stesso grande territorio della Loira.