DONNAFUGATA

SICILIA DOC ROSATO "ROSA LIMITED EDITION DOLCE & GABBANA" 2025 - DONNAFUGATA

Prezzo di listino €27,50 Prezzo di vendita€30,00risparmi €2,50

Abbinamenti, La freschezza e la componente sapida di Rosa 2025 lo rendono particolarmente adatto a una cucina leggera e mediterranea. È ideale con crudi di pesce, tartare, gamberi rossi, crostacei e sushi, ma accompagna molto bene anche insalate di mare, primi piatti alle verdure e preparazioni vegetariane. Interessante con tonno scottato, pesce spada e carni bianche delicate, dove il carattere agrumato riesce a mantenere il piatto dinamico. Molto piacevole anche come aperitivo, soprattutto con piccoli assaggi di pesce e verdure.
Alcol, 12,5%
Annata, 2025
Denominazione, Sicilia DOC Rosato
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sicilia (Italia)
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Nerello Mascalese e Nocera

NOTE SENSORIALI:

Il Sicilia DOC Rosato “Rosa” 2025 di Donnafugata e Dolce&Gabbana si presenta con un rosa tenue brillante, luminoso e raffinato. Il naso è fragrante e molto nitido, con viola e delicati richiami floreali che aprono progressivamente verso pompelmo rosa, ribes rosso e scorza di agrumi. Con qualche minuto nel calice emergono sfumature più sottili di piccoli frutti freschi ed erbe mediterranee, mantenendo sempre un profilo elegante e mai eccessivamente aromatico. Al palato è fresco, agile e succoso, con una trama sottile sostenuta da una mineralità evidente e da una piacevole vena sapida. Il sorso rimane scorrevole e preciso, mentre la componente agrumata accompagna tutta la progressione gustativa. Il finale è asciutto, persistente e pulito, con ritorni di pompelmo, ribes e note floreali. Un rosato siciliano elegante e luminoso, costruito sull’equilibrio tra fragranza, freschezza e mineralità.

CURIOSITÁ:

Rosa nasce dalla collaborazione tra Donnafugata e Dolce&Gabbana e unisce due varietà autoctone provenienti da territori siciliani molto lontani tra loro: Nerello Mascalese e Nocera. Il primo arriva principalmente dal versante nord dell’Etna, nella zona di Randazzo, dove i terreni vulcanici e il clima di montagna contribuiscono alla componente minerale e floreale del vino; il Nocera proviene invece dalla Tenuta di Contessa Entellina e da altre aree vocate della Sicilia sudoccidentale, apportando maggiore componente fruttata. Nel 2025 il Nocera viene raccolto tra fine agosto e metà settembre, mentre il Nerello Mascalese arriva in cantina nella decade centrale di settembre. Dopo una pressatura delicata, il mosto fermenta in acciaio a temperatura controllata; seguono tre mesi di affinamento in vasca e almeno altri tre mesi in bottiglia. Il progetto Rosa nasce con la vendemmia 2019 e deve il proprio nome proprio al colore del vino. Dolce&Gabbana cura invece l’identità grafica, ispirata all’iconografia del tradizionale carretto siciliano.

Donnafugata

Donnafugata è una delle realtà che hanno maggiormente contribuito alla crescita e all’affermazione internazionale del vino siciliano, trasformando la straordinaria diversità dell’isola nel cuore della propria identità. La cantina nasce nel 1983 dalla visione di Giacomo Rallo e Gabriella Anca, ma le radici della famiglia nel mondo del vino sono molto più antiche e risalgono alla metà dell’Ottocento, con le storiche cantine di Marsala.
Il progetto prende forma nella tenuta di Contessa Entellina, nella Sicilia occidentale, dove Giacomo e Gabriella scelgono di dare una nuova direzione alla lunga esperienza vitivinicola familiare. Sono anni importanti per l’enologia dell’isola: la Sicilia sta iniziando a riscoprire il valore dei propri territori e Donnafugata decide fin dall’inizio di puntare sulla qualità, sulla valorizzazione dei vitigni e su una visione capace di guardare oltre i confini regionali.
Fondamentale è la figura di Gabriella Anca Rallo, tra le protagoniste della moderna viticoltura siciliana. È anche grazie alla sua sensibilità artistica che nasce l’immaginario immediatamente riconoscibile di Donnafugata, fatto di colori, figure femminili e suggestioni mediterranee. Il nome stesso della cantina trae ispirazione dal Gattopardo e dalla storia di una regina in fuga che avrebbe trovato rifugio nelle terre siciliane: da qui “Donna in fuga”, Donnafugata. Questa unione tra vino, arte e cultura siciliana diventa nel tempo uno dei tratti distintivi dell’azienda. Le etichette non sono semplici elementi grafici, ma piccoli racconti che richiamano paesaggi, personaggi, letteratura e atmosfere dell’isola, creando un linguaggio capace di rendere immediatamente riconoscibile ogni bottiglia. Il cuore storico della produzione rimane Contessa Entellina, territorio collinare della Sicilia occidentale caratterizzato da differenti altitudini, esposizioni e condizioni pedoclimatiche. Qui varietà autoctone e internazionali vengono interpretate cercando equilibrio tra maturità mediterranea, freschezza e identità territoriale. Un capitolo fondamentale si apre nel 1989, quando Donnafugata arriva a Pantelleria. L’isola rappresenta uno degli ambienti viticoli più estremi del Mediterraneo: vento, sole, scarsità d’acqua, terreni vulcanici e piccoli terrazzamenti protetti da muretti a secco definiscono un paesaggio nel quale la coltivazione della vite richiede ancora oggi un enorme lavoro manuale. Protagonista assoluto è lo Zibibbo, coltivato attraverso il tradizionale alberello pantesco, pratica agricola riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Da queste vigne nasce Ben Ryé, il celebre Passito di Pantelleria diventato una delle etichette simbolo della cantina e una delle interpretazioni più conosciute del vino dolce italiano. La ricerca della famiglia Rallo non si è però fermata alla Sicilia occidentale. Nel corso degli anni Donnafugata ha progressivamente ampliato la propria presenza sull’isola, arrivando a Vittoria e successivamente sull’Etna, due territori profondamente differenti tra loro e capaci di mostrare altri volti della viticoltura siciliana. A Vittoria protagonisti sono soprattutto Nero d’Avola e Frappato, varietà capaci di interpretare il clima e i terreni dell’area iblea attraverso vini nei quali frutto, freschezza ed eleganza trovano un particolare equilibrio. Sull’Etna, invece, lo scenario cambia completamente: altitudine, forti escursioni termiche e terreni di origine vulcanica diventano il contesto ideale per Nerello Mascalese e Carricante. Proprio questa capacità di lavorare in territori molto diversi rappresenta uno degli aspetti più interessanti di Donnafugata. Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria ed Etna, insieme alle storiche cantine di Marsala, permettono alla famiglia di raccontare differenti anime della Sicilia senza cercare di uniformarle sotto un unico stile. Ogni territorio viene interpretato secondo le proprie caratteristiche, scegliendo varietà e tecniche di vinificazione capaci di rispettarne l’identità. La Sicilia non viene quindi raccontata come una terra viticola uniforme, ma come un vero continente enologico, nel quale pochi chilometri possono significare differenze profonde di clima, altitudine, terreno e tradizione. A questa filosofia si accompagna una crescente attenzione verso la sostenibilità, la biodiversità e la conservazione dei paesaggi agricoli. Un impegno particolarmente significativo in luoghi fragili come Pantelleria, dove continuare a coltivare la vite significa anche custodire terrazzamenti, muretti a secco e pratiche agricole tramandate attraverso generazioni. Oggi il progetto continua con José e Antonio Rallo, figli dei fondatori, che hanno raccolto l’eredità di Giacomo e Gabriella mantenendo la famiglia direttamente coinvolta nella gestione dell’azienda. Una nuova generazione sta inoltre iniziando a partecipare alla vita della cantina, proseguendo una storia familiare che nel vino affonda le proprie radici nell’Ottocento. Donnafugata è così un viaggio attraverso la Sicilia e le sue molteplici identità. Dalle colline di Contessa Entellina agli alberelli di Zibibbo di Pantelleria, dal Frappato di Vittoria fino al Nerello Mascalese e al Carricante dell’Etna, la famiglia Rallo ha costruito un progetto nel quale vino, territorio, arte e cultura mediterranea diventano parti dello stesso racconto.