DOMAINE PAETZOLD

VIN CATALAN "LE CAZOTTE" 2015 - DOMAINE PAETZOLD

Prezzo di listino €20,90 Prezzo di vendita€24,00risparmi €3,10

Abbinamenti, La maturità raggiunta dal Le Cazotte 2015 lo rende particolarmente adatto a piatti di carne saporiti ma non eccessivamente pesanti. È ottimo con agnello arrosto alle erbe, costine e carni alla brace, ma accompagna molto bene anche vitello confit, guancia brasata e preparazioni speziate della cucina mediterranea. Interessante con polpette di agnello, cous cous di carne e verdure oppure con piatti profumati al timo e al rosmarino, capaci di richiamare naturalmente la componente aromatica del vino. Bene anche con salumi, formaggi a pasta dura e pecorini stagionati.
Alcol, 13%
Annata, 2015
Denominazione, Indication Cotes Catalanes Protégée
Filosofia, Biologico
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 9/10
Regione, Francia
Temperatura di servizio, 16/18°
Vitigni, Syrah, Grenache, Carignano

NOTE SENSORIALI:

Il “Le Cazotte” 2015 di Domaine Paetzold si presenta con un rosso rubino profondo, ormai evoluto verso eleganti sfumature granate. Il naso conserva un cuore mediterraneo generoso, con mora, ribes nero e ciliegia matura che si intrecciano a pepe nero, timo e altre erbe della macchia. Con l’ossigenazione l’evoluzione del millesimo porta in primo piano sfumature più profonde di tabacco, sottobosco, cuoio fine e spezie, accompagnate da una componente minerale scura che ricorda la pietra calda. Al palato sorprende soprattutto per equilibrio e freschezza: la materia è morbida e avvolgente, ma non pesante, con tannini ormai levigati e una trama succosa che conserva buona energia. La componente speziata accompagna una chiusura vellutata, sapida e persistente. Un rosso catalano maturo ma ancora dinamico, capace di mostrare il lato più elegante e meno muscolare del Roussillon.

CURIOSITÀ:

Le Cazotte 2015 è un assemblaggio di 45% Carignan, 45% Syrah e 10% Grenache proveniente dai vigneti del Domaine Paetzold tra Bélesta e Caramany, nei Pyrénées-Orientales. Michael Paetzold, enologo di origine tedesca formatosi a Bordeaux e autore di numerosi brevetti applicati alla vinificazione, scoprì queste colline nel 2005 e decise di recuperare vecchie parcelle poste sui primi contrafforti dei Pirenei. Le vigne destinate a Le Cazotte hanno mediamente circa 50 anni e crescono tra 250 e 450 metri su gneiss e graniti più o meno decomposti, con rese estremamente contenute, intorno a 0,7 litri per ceppo. La conduzione è biologica certificata e la vendemmia manuale. Per il 2015 sono documentate una macerazione prefermentativa, fermentazione con lieviti indigeni e una cuvaison relativamente breve; segue un lunghissimo affinamento di circa 24 mesi in vasche d’acciaio da 33 hl, senza ricorso al legno. Il risultato privilegia quindi purezza del frutto, freschezza e carattere minerale rispetto alla concentrazione.

Domaine Paetzold

Domaine Paetzold nasce nel Roussillon dalla visione di Michael Paetzold, enologo di formazione bordolese che, dopo una lunga esperienza nel campo della ricerca e delle tecnologie applicate al vino, sceglie di diventare direttamente vignaiolo. Il progetto prende forma nel 2005 nelle Fenouillèdes, nell’entroterra catalano francese, tra Bélesta e Caramany, inizialmente con il nome Mastrio e successivamente come Domaine Paetzold. È un territorio severo e affascinante, lontano dall’immagine più calda e opulenta del Roussillon costiero: i vigneti si sviluppano prevalentemente in altitudine, spesso tra circa 300 e 400 metri, in un paesaggio aperto e fortemente ventilato dove l’influenza mediterranea viene mitigata dalle escursioni termiche e dalle correnti provenienti dai rilievi. I terreni cambiano sensibilmente tra le parcelle e comprendono scisti, granito, gneiss e formazioni arenacee, creando un mosaico geologico particolarmente interessante per un produttore che ha sempre posto l’osservazione della materia prima al centro del proprio lavoro. La proprietà comprende una superficie relativamente contenuta, coltivata secondo i principi dell’agricoltura biologica e certificata dal 2012. Il patrimonio più prezioso è rappresentato soprattutto dalle vecchie vigne, con numerose parcelle di Carignan che raggiungono età considerevoli e in alcuni casi superano il secolo. Sono piante naturalmente poco produttive, profondamente adattate alla siccità, al vento e alla povertà dei terreni delle Fenouillèdes, capaci di sviluppare apparati radicali profondi e di raggiungere maturazioni complete mantenendo un sorprendente equilibrio. Il Carignan diventa così una delle varietà simbolo del domaine, affiancato da Grenache e Syrah tra le uve rosse e da vecchie selezioni di varietà mediterranee anche per la produzione dei bianchi. La viticoltura di Paetzold cerca soprattutto di preservare questo patrimonio vegetale, lavorando con rese naturalmente contenute e vendemmie manuali e adattando le scelte agronomiche alle caratteristiche delle singole parcelle. Il rapporto di Michael con il vino è particolare proprio perché nasce da una conoscenza molto approfondita dell’enologia. Prima di stabilirsi nel Roussillon aveva dedicato gran parte della propria carriera allo sviluppo di tecnologie e soluzioni per le cantine; quando decide di produrre personalmente, questa esperienza non si traduce però nella ricerca di vini tecnicamente costruiti. Al contrario, la conoscenza dei processi gli permette di ridurre gli interventi e utilizzare la tecnica soltanto quando realmente necessaria. Le vinificazioni vengono quindi impostate per preservare il carattere delle uve e soprattutto per evitare estrazioni eccessive, particolarmente importanti in un territorio dove sole e clima mediterraneo possono naturalmente generare grande concentrazione. Anche l’affinamento segue questa filosofia: il legno non deve diventare una firma aromatica e vengono privilegiati contenitori capaci di accompagnare l’evoluzione mantenendo leggibili frutto, freschezza e origine. Etichette come Mastrio, Louxar, Nagello e Le Cazotte raccontano differenti aspetti delle Fenouillèdes e permettono di approfondire il comportamento delle varietà sui diversi terreni aziendali. La Syrah, il Grenache e soprattutto il vecchio Carignan vengono interpretati cercando tensione ed equilibrio più che semplice potenza, mentre altitudine e ventilazione diventano elementi decisivi per conservare acidità e dinamismo. È proprio questo contrasto tra maturità mediterranea e freschezza delle zone più elevate a rappresentare uno dei caratteri maggiormente riconoscibili del domaine. La ricerca di Michael Paetzold non si ferma però alla vigna e ha trovato una delle sue espressioni più originali nello studio dei contenitori destinati alla vinificazione e all’affinamento. Dopo anni trascorsi a osservare il comportamento del vino in acciaio, cemento e legno, inizia a sperimentare il vetro con l’obiettivo di disporre di un materiale completamente neutro, capace di non trasferire aromi e di permettere una gestione estremamente precisa dell’evoluzione del vino. Da queste prove nasce il Wineglobe, recipiente sferico in vetro sviluppato a partire dalle sperimentazioni condotte direttamente sui propri vini. Il domaine diventa quindi anche un laboratorio concreto nel quale le intuizioni dell’enologo vengono verificate attraverso vendemmie, fermentazioni e affinamenti reali. Questa componente tecnologica non è in contraddizione con la presenza di vigne centenarie: rappresenta piuttosto l’altra metà della personalità di Paetzold. Da una parte esistono Carignan antichissimi, terreni poveri, vento e vendemmia manuale; dall’altra ricerca, conoscenza dell’ossigeno e studio dei materiali. L’obiettivo rimane però comune: fare in modo che la tecnica interferisca il meno possibile con il carattere originario del vino. Domaine Paetzold rappresenta così una realtà decisamente particolare nel panorama del Roussillon. Non nasce da una proprietà tramandata attraverso generazioni, ma dalla scelta di un enologo che, dopo avere studiato a lungo i meccanismi della vinificazione, decide di confrontarsi direttamente con la complessità della terra. Le Fenouillèdes diventano il luogo ideale per questa ricerca grazie a vecchie vigne, altitudine, vento e una geologia estremamente diversificata. Il risultato è un progetto nel quale tradizione e innovazione non vengono considerate opposte: il patrimonio dei vecchi Carignan viene custodito attraverso una viticoltura biologica e poco interventista, mentre la conoscenza tecnica viene utilizzata per accompagnare il vino senza standardizzarlo. È proprio nell’incontro tra queste due dimensioni che si trova l’identità di Domaine Paetzold: una cantina capace di partire da ceppi centenari radicati nelle pietre del Roussillon e arrivare alla sperimentazione del vetro come contenitore di affinamento, mantenendo sempre lo stesso obiettivo, lasciare che siano la vigna e il territorio delle Fenouillèdes a rimanere al centro del vino.