DOMAINE FOUASSIER

VIN DE FRANCE "SKIN" 2022 - DOMAINE FOUASSIER

Prezzo di listino €49,90 Prezzo di vendita€58,00risparmi €8,10

Abbinamenti, La struttura tannica, la componente speziata e la profondità dello Skin 2022 permettono abbinamenti decisamente più ambiziosi rispetto a quelli di un Sauvignon convenzionale. È splendido con sushi e sashimi, pesce grasso, cucina orientale e preparazioni fermentate, ma trova una sorprendente sintonia con risotto al tartufo, funghi e piatti caratterizzati da note terrose. Molto interessante con formaggi stagionati ed erborinati, dove freschezza e tannino riescono a sostenere la ricchezza del boccone. Può accompagnare anche carni bianche e verdure arrosto.
Alcol, 12,5%
Annata, 2022
Denominazione, Vin de France
Filosofia, Triple A
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Sancerre (Francia)
Temperatura di servizio, 12/14°
Vitigni, Sauvignon Blanc 100%

NOTE SENSORIALI:

Il Vin de France “Skin” 2022 di Domaine Fouassier si presenta con un giallo dorato intenso, attraversato da evidenti riflessi aranciati che raccontano immediatamente la lunghissima permanenza sulle bucce. Il naso è originale e stratificato, con scorza d’arancia candita, agrumi maturi e frutta gialla che si intrecciano a nocciola tostata, erbe secche e un ricco corredo di spezie. Con l’ossigenazione emergono sfumature più profonde, quasi terrose e fumé, mentre il carattere tipicamente aromatico del Sauvignon diventa difficilmente riconoscibile. Al palato è ampio, asciutto e materico, con una trama tannica evidente ma ben integrata e una freschezza capace di mantenere il sorso sorprendentemente energico. La componente agrumata incontra una netta tensione minerale e una piacevole vena amaricante. Il finale è lungo, speziato e salino. Un Sauvignon completamente fuori dagli schemi, più vicino per struttura a un rosso leggero che a un classico bianco di Sancerre.

CURIOSITÁ:

Skin è una delle cuvée più radicali di Benoît e Paul Fouassier e nasce da appena 0,10 ettari di Sauvignon Blanc, con vigne di circa 45 anni allevate a Guyot su un pendio esposto a sud-ovest. Il terreno è una formazione argillosa ricca di silex del Cretaceo superiore, uno dei caratteri geologici più distintivi dell’area di Sancerre. La densità raggiunge circa 8.000 ceppi per ettaro e la vendemmia è manuale con selezione in cassette da 25 kg. In cantina gli acini vengono diraspati a mano senza essere pigiati e rimangono a macerare in anfore toscane di terracotta per un periodo straordinariamente lungo, tra 9 e 11 mesi. Il vino resta poi nelle stesse anfore fino alla vendemmia successiva e viene imbottigliato nel marzo seguente, circa 17 mesi dopo la raccolta. Nessun additivo e nessuna solforosa aggiunta. Fouassier lavora in biodinamica, con certificazione Biodyvin dal 2011 e Demeter dal 2022; la famiglia produce vino a Sancerre da dieci generazioni e sperimenta l’anfora dal 2012 e i bianchi macerati dal 2015.

Domaine Fouassier

Domaine Fouassier è una delle famiglie storiche di Sancerre, presente sulle colline della denominazione da dieci generazioni e oggi guidata dai cugini Benoît e Paul Fouassier. Il domaine conta circa 60 ettari di vigneto distribuiti sui ripidi pendii che circondano il paese di Sancerre, con una netta prevalenza di Sauvignon Blanc e una parte dedicata al Pinot Noir. La storia moderna della proprietà attraversa però diverse generazioni: negli anni Sessanta Pierre Fouassier, dopo gli studi viticoli a Beaune, affianca il padre Raymond occupandosi della cantina e dello sviluppo commerciale; nel 1971 arriva anche il fratello Jean-Michel, dedicandosi maggiormente alla vigna e alla produzione. In quel periodo la proprietà possedeva già circa dieci ettari e stava progressivamente abbandonando l’antica impostazione di policoltura e allevamento per concentrarsi completamente sulla vite. Dagli anni Ottanta Pierre e Jean-Michel compiono una scelta che anticipa uno dei temi centrali del Sancerre contemporaneo: iniziano a vinificare e imbottigliare separatamente numerosi lieux-dits aziendali, convinti che parlare semplicemente di Sauvignon Blanc non fosse sufficiente per raccontare un territorio geologicamente così articolato. Con l'ingresso di Benoît nel 2000 e di Paul nel 2001, decima generazione della famiglia, questa ricerca diventa ancora più radicale. I due cugini orientano progressivamente l’intera proprietà verso l’agricoltura biologica e biodinamica, eliminando i prodotti chimici di sintesi e costruendo un modello agricolo nel quale la vitalità del terreno diventa il presupposto indispensabile per rendere leggibili le differenze tra le parcelle. Oggi l’intero vigneto è coltivato in biodinamica ed è certificato sia Demeter sia Biodyvin. La gestione segue i ritmi naturali e il calendario biodinamico, con lavorazioni del terreno, inerbimento spontaneo, compost, preparati vegetali e biodinamici, mentre gli erbicidi sono completamente esclusi e gli insetticidi erano già stati progressivamente abbandonati negli anni Novanta. Parallelamente la famiglia ha reintrodotto alberi e siepi tra le proprietà, cercando di aumentare la biodiversità e ricostruire un ecosistema agricolo più complesso attorno alle vigne. È però la straordinaria diversità geologica di Sancerre a rappresentare il vero centro del lavoro di Fouassier. I vigneti attraversano differenti formazioni calcaree, argilloso-calcaree e terreni ricchi di silex, permettendo alla stessa varietà di assumere caratteri profondamente differenti anche a distanza relativamente breve. Da qui nasce una gamma particolarmente articolata di selezioni parcellari come Les Romains, Clos Paradis, Les Chailloux, Les Chasseignes, Le Vallon, Les Grous, Les Grands Champs, Sur le Fort e La Garenne. Ogni lieu-dit viene considerato come un'identità autonoma e vinificato separatamente proprio per evitare che l’assemblaggio cancelli le differenze determinate da suolo, esposizione e posizione. Les Romains è una delle cuvée più rappresentative di questa filosofia e mette in evidenza l’influenza del silex, mentre Les Chasseignes richiama i terreni calcarei e pietrosi tipici di alcune zone della denominazione; altre parcelle permettono invece di approfondire il rapporto del Sauvignon con le differenti formazioni calcaree e argillose della collina di Sancerre. È una lettura quasi borgognona del territorio, costruita non sulla ricerca di una gerarchia tra i vigneti, ma sulla volontà di mostrarne le differenze. Il Sauvignon Blanc rimane inevitabilmente il grande protagonista, ma Fouassier evita deliberatamente di trasformarlo in un vino costruito esclusivamente sull’esuberanza aromatica varietale: ciò che interessa maggiormente è la capacità dell’uva di tradurre la provenienza, passando da espressioni più tese, verticali e pietrose ad altre più ampie e profonde secondo il terreno. Il Pinot Noir completa il patrimonio aziendale e viene utilizzato per Sancerre Rouge e Rosé, oltre che per selezioni provenienti da specifiche parcelle, seguendo la stessa attenzione dedicata ai bianchi. In cantina l’approccio è coerente con quello adottato in vigneto. Le fermentazioni sono spontanee, affidate ai lieviti indigeni, e la famiglia rifiuta l’utilizzo sistematico dei prodotti dell’enologia moderna, intervenendo il meno possibile per evitare di uniformare i vini. Le fermentazioni possono essere lente e gli affinamenti sulle fecce protratti per diversi mesi, con imbottigliamenti effettuati senza la necessità di accelerare artificialmente i tempi. Anche i contenitori vengono scelti in funzione del vino e della parcella, senza adottare un unico modello produttivo. Dal 2012 il domaine sperimenta inoltre la terracotta, utilizzando le anfore per preservare la purezza espressiva dell’uva senza introdurre l’impronta aromatica del legno, mentre dal 2015 produce anche vini bianchi attraverso macerazioni sulle bucce. A queste esperienze si aggiungono cuvée più libere e un Pét-Nat, dimostrando come una famiglia con dieci generazioni di storia possa continuare a sperimentare senza perdere il proprio legame con Sancerre. Oggi il Domaine Fouassier produce circa venti cuvée e rappresenta un caso particolarmente interessante per comprendere l’evoluzione della denominazione: una proprietà storica di dimensioni importanti che ha scelto di non uniformare i propri sessanta ettari sotto un unico stile, ma di frammentarne il racconto attraverso i singoli lieux-dits. Benoît e Paul hanno portato ancora più avanti l’intuizione iniziata da Pierre e Jean-Michel negli anni Ottanta, utilizzando biodinamica, fermentazioni spontanee, lunghi affinamenti e contenitori differenti come strumenti per rendere il vino sempre meno costruito e sempre più legato alla propria origine. È proprio questa combinazione tra storia e sperimentazione a definire Domaine Fouassier: dieci generazioni di vignaioli, un patrimonio straordinario di parcelle e la convinzione che il Sauvignon Blanc e il Pinot Noir siano soprattutto mezzi attraverso i quali raccontare la complessità geologica di Sancerre. Una filosofia nella quale la tecnica arretra progressivamente e lascia spazio al luogo, trasformando ogni lieu-dit in una voce distinta dello stesso grande territorio della Loira.