VINO SPUMANTE ROSÉ DE NOIRS NATURE 60 LUNE - NICOLA GATTA
Abbinamenti, Il Rosé de Noirs Nature 60 Lune è un Metodo Classico pensato per la tavola. La struttura del Pinot Nero lo rende eccellente con tonno rosso, salmone, ricciola, tartare di pesce e crostacei, mentre freschezza e assenza di dosaggio creano un contrasto ideale con fritti, tempura e preparazioni più grasse. Le 60 lune gli conferiscono profondità sufficiente per accompagnare anche anguilla, baccalà, pesci alla brace e zuppe di mare. Particolarmente interessanti gli abbinamenti con anatra, faraona, coniglio e carni bianche saporite, così come con funghi e formaggi di media stagionatura.
Alcol, 12%
Annata, NV
Denominazione, Vino Spumante
Filosofia, Artigianale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Lombardia (Italia)
Temperatura di servizio, 6/8°
Vitigni, Pinot Nero 100%
NOTE SENSORIALI:
Nel calice mostra una tonalità rosata luminosa, attraversata da un perlage finissimo e continuo. Il Pinot Nero emerge immediatamente attraverso piccoli frutti rossi, ribes, fragolina di bosco e melograno, accompagnati da agrumi e delicate sfumature floreali. Le 60 lune sui lieviti aggiungono progressivamente complessità: il frutto fresco incontra scorza d’arancia, mandorla, erbe aromatiche, spezie fini e sensazioni di panificazione, mentre con l’ossigenazione il vino assume un carattere sempre più maturo e vinoso. Al palato è strutturato ma dinamico, con una bollicina cremosa e perfettamente inserita nella materia. L’acidità attraversa il sorso con energia e incontra una marcata componente sapida, mentre il dosaggio Nature lascia emergere senza mediazioni la personalità del Pinot Nero. Il finale è asciutto, lungo e progressivo, con ritorni di frutti rossi, agrumi e mandorla. È un Rosé che evita volutamente il registro morbido e immediato spesso associato alla tipologia, preferendo tensione, profondità e una forte vocazione gastronomica.
CURIOSITÁ:
Il Rosé de Noirs Nature 60 Lune è l’interpretazione più pura del Pinot Nero in rosa secondo Nicola Gatta, una cuvée che nasce sulle colline calcaree di Gussago e che mette insieme struttura, freschezza e una lunga evoluzione sui lieviti. Il protagonista è il Pinot Nero in purezza, lavorato per ottenere un Metodo Classico rosato capace di conservare il carattere vinoso della varietà senza rinunciare alla tensione che contraddistingue tutta la produzione di Gatta. Il vino riposa per 60 lune sui propri lieviti, equivalenti a circa cinque anni, un periodo sufficientemente lungo da trasformare profondamente la materia e integrare l’effervescenza, mantenendo però ancora riconoscibile l’energia del frutto. La sboccatura avviene senza dosaggio, secondo la filosofia Nature. Anche qui ritorna il pensiero che Nicola applica all’intera produzione: fermentazioni spontanee affidate esclusivamente ai lieviti indigeni, nessun chiarificante o stabilizzante e nessuna aggiunta di solfiti. Il Rosé de Noirs assume inoltre un significato particolare all’interno della gamma perché è proprio da questa cuvée che Gatta ha sviluppato l’eccezionale R.D. ME.GA. 88 Lune, lasciando alcune bottiglie riposare 28 lune supplementari. Il 60 Lune rappresenta quindi il punto di equilibrio originariamente scelto da Nicola per questa interpretazione del Pinot Nero: cinque anni di attesa per trovare il confine tra fragranza, maturità e profondità.
Nicola Gatta +
Nicola Gatta è un vignaiolo di Gussago, sulle colline bresciane, che ha costruito la propria identità attraverso un’interpretazione estremamente personale del Metodo Classico. Il suo progetto nasce in un territorio geograficamente vicino e storicamente legato alla Franciacorta, ma segue volutamente una strada autonoma, fondata sulla viticoltura artigianale, sulle fermentazioni spontanee e su lunghi affinamenti in bottiglia.
Il cuore dell’azienda si trova sulle colline di Gussago, un ambiente caratterizzato da vigneti posti a quote più elevate rispetto a buona parte della pianura circostante e da una significativa presenza di calcare nei terreni. È proprio questa componente geologica a rappresentare uno degli elementi fondamentali nella lettura che Nicola dà dei propri vini.
La scelta di lavorare a Gussago non è semplicemente geografica. Nicola considera queste colline un territorio dotato di una propria identità e cerca di trasferirne nei vini la freschezza, la tensione e il carattere minerale, evitando di costruire le cuvée secondo un modello stilistico prestabilito.
Chardonnay e Pinot Nero sono le due varietà sulle quali si concentra principalmente il lavoro. Lo Chardonnay viene apprezzato per la capacità di mantenere freschezza e verticalità durante i lunghi affinamenti, mentre il Pinot Nero contribuisce con maggiore struttura, profondità e intensità.
Uno degli aspetti più caratteristici del progetto è la decisione di non utilizzare la denominazione Franciacorta DOCG. Pur operando in un territorio immediatamente associato a questa importante realtà spumantistica, Nicola preferisce commercializzare i propri vini fuori dalla denominazione, mantenendo maggiore libertà nelle scelte produttive.
Questa decisione non significa prendere le distanze dal territorio. Al contrario, tutta la filosofia della cantina nasce dalla volontà di approfondire le caratteristiche specifiche di Gussago senza doverle necessariamente ricondurre a uno stile comune.
Il lavoro comincia naturalmente in vigneto. Nicola segue un’agricoltura ispirata ai principi biodinamici, cercando di preservare la fertilità naturale dei terreni e l’equilibrio delle piante attraverso interventi ridotti e una costante osservazione delle vigne.
La vitalità del suolo viene considerata fondamentale. L’obiettivo non è semplicemente ottenere grappoli perfetti dal punto di vista estetico, ma creare le condizioni affinché le piante possano sviluppare un rapporto profondo con il terreno e raggiungere naturalmente un equilibrio tra maturità e acidità.
Una volta arrivate in cantina, le uve vengono lavorate seguendo lo stesso principio di essenzialità. Le fermentazioni partono spontaneamente grazie ai lieviti indigeni e il vino viene accompagnato evitando pratiche destinate a standardizzarne il profilo.
Nicola ha scelto inoltre di non utilizzare chiarificanti e stabilizzanti e lavora senza aggiunta di solforosa. È un approccio che richiede grande precisione durante tutte le fasi della produzione, perché ridurre gli strumenti di protezione significa affidarsi ancora maggiormente alla qualità e alla sanità delle uve.
La rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico rappresenta il passaggio fondamentale. È però soprattutto il lungo contatto con i lieviti a diventare uno degli elementi più riconoscibili della produzione, permettendo ai vini di sviluppare progressivamente complessità e profondità.
Il tempo viene raccontato attraverso un linguaggio diventato quasi una firma di Nicola Gatta. Gli affinamenti non sono indicati semplicemente in mesi, ma attraverso il numero delle lune trascorse sui lieviti, collegando simbolicamente l’evoluzione del vino al ritmo naturale del ciclo lunare.
Nascono così cuvée identificate attraverso differenti numeri di lune, ciascuna caratterizzata da tempi di maturazione e interpretazioni diverse. Più che una semplice scelta comunicativa, questa indicazione permette di comprendere immediatamente quanto il tempo rappresenti una componente fondamentale del progetto.
Le cuvée ottenute prevalentemente o esclusivamente da Chardonnay mostrano il volto più verticale della produzione. Freschezza e componente calcarea vengono accompagnate dalla permanenza sui lieviti, che progressivamente aggiunge volume e complessità senza cancellare la tensione originaria. Il Pinot Nero offre invece una lettura più strutturata. Nelle interpretazioni in purezza può mostrare maggiore profondità e materia, pur mantenendo quella componente fresca che Nicola considera essenziale per l’equilibrio dei propri Metodo Classico. Anche il rosato permette di esplorare un’altra espressione del Pinot Nero, lavorando sul rapporto tra frutto, struttura e affinamento. Cambiano le proporzioni, i tempi e le caratteristiche delle singole cuvée, ma rimane costante la volontà di mantenere il vino libero da sovrastrutture aromatiche. Il dosaggio viene mantenuto estremamente contenuto o completamente escluso in diverse interpretazioni. Nicola preferisce affidare l’equilibrio alla maturità naturale delle uve, all’acidità e al lungo affinamento piuttosto che utilizzare lo zucchero per modificare il profilo finale. Questa filosofia rende il tempo uno dei veri ingredienti dei suoi vini. Le lunghe permanenze sui lieviti non servono semplicemente ad aumentare la complessità aromatica, ma permettono a struttura, acidità e materia di integrarsi lentamente fino a raggiungere un equilibrio naturale.
Nicola Gatta rappresenta così una delle interpretazioni più personali del Metodo Classico italiano. Chardonnay e Pinot Nero, i terreni calcarei di Gussago, la viticoltura ispirata alla biodinamica, le fermentazioni spontanee e gli affinamenti scanditi dalle lune costruiscono un progetto immediatamente riconoscibile. Una scelta di indipendenza che non significa allontanarsi dal territorio, ma cercare di raccontarlo con maggiore libertà, lasciando che siano la vigna, il tempo e l’annata a determinare il carattere di ogni bottiglia.