CHAMPAGNE BRUT NATURE "MOUVANCE 21" - A. LAMBLOT
Abbinamenti, Adatto da bere a tutto pasto.
Alcol, 12%
Annata, 2021
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Naturale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Meunier 66%, Pinot Nero 22%, Chardonnay 12%
NOTE SENSORIALI:
Al naso si apre con raffinate note di frutta a polpa bianca, arricchite da sentori di nocciola e leggere sfumature tostate. Al palato, colpisce per il suo perfetto equilibrio tra freschezza e mineralità, con una lunga persistenza che esprime tutta l'autenticità del terroir. L’assenza di fermentazione malolattica preserva una vivace acidità, mentre il prolungato affinamento sui lieviti dona complessità e profondità al sorso. Questo Champagne riflette appieno la filosofia di Alexandre Lamblot, che punta a valorizzare le varietà autoctone e le pratiche tradizionali, dando vita a un vino puro e ricco di carattere.
CURIOSITÀ:
Lo Champagne Brut Nature "Mouvance 17" di Alexandre Lamblot è un'elegante cuvée composta da Meunier, Chardonnay e Pinot Noir, provenienti da vecchie vigne situate nei villaggi di Vrigny e Chenay, nella Petite Montagne de Reims. La vinificazione avviene in acciaio inox e botti di rovere, senza indurre la fermentazione malolattica. Dopo un affinamento di oltre due anni sui lieviti, il vino viene sboccato manualmente à la volée, senza aggiunta di dosaggio finale, rendendolo un autentico Brut Nature. La produzione è limitata a 11686 bottiglie.
A. Lamblot +

A. Lamblot è il progetto personale di Alexandre Lamblot, uno dei vignaioli più interessanti della nuova generazione della Petite Montagne de Reims, con sede a Janvry e un patrimonio viticolo estremamente frammentato tra Janvry, Vrigny, Gueux e Chenay. Dietro una maison relativamente giovane esiste però una storia familiare antichissima: i Lamblot coltivano la vite in questa zona almeno dal XVII secolo e Alexandre rappresenta la tredicesima generazione della famiglia. Dopo un percorso professionale inizialmente lontano dalla produzione, decide di tornare alle proprie origini e nei primi anni Dieci avvia un progetto indipendente, recuperando una parte delle vigne familiari e costruendo progressivamente una propria identità; le prime bottiglie con l’etichetta Champagne A. Lamblot arrivano sul mercato nel 2019. Oggi lavora circa 3,5-4 ettari suddivisi in numerose micro-parcelle, spesso inferiori a un ettaro, una frammentazione che gli permette di osservare ogni vigna come un piccolo ecosistema autonomo. Il Meunier rappresenta circa il 60% del patrimonio ed è il vero filo conduttore della produzione, seguito dal Pinot Noir e da una quota minore di Chardonnay. La posizione dei vigneti, nella parte nord-occidentale della Montagne de Reims, offre una geologia molto più complessa rispetto all’immagine uniforme della Champagne calcarea: sabbie, argille, calcari, limi e differenti formazioni geologiche cambiano sensibilmente tra un lieu-dit e l’altro, diventando il punto di partenza delle cuvée parcellari. Alexandre ha costruito la propria filosofia soprattutto attorno alla biodiversità. Il domaine è certificato biologico dalla vendemmia 2021, ma il suo approccio va ben oltre la semplice applicazione del disciplinare: lavorazioni del terreno ridotte al minimo, vegetazione spontanea, animali introdotti nei vigneti e soprattutto agroforestazione vengono utilizzati per ricreare ecosistemi più complessi. In alcune vigne vengono piantate numerose specie differenti di alberi per ettaro, mentre galline e altri animali contribuiscono naturalmente alla gestione dell’erba e alla fertilizzazione. L’obiettivo non è avere vigneti perfettamente ordinati, ma creare un ambiente vivo nel quale vite, alberi, insetti, animali e microrganismi possano convivere. Questa sensibilità si riflette anche nell’alta densità d’impianto, intorno alle 9.800 piante per ettaro, e nell’utilizzo della selezione massale per preservare diversità genetica e adattamento delle vigne al luogo. In cantina l’approccio rimane altrettanto poco interventista. Ogni pressata viene vinificata separatamente e le fermentazioni partono spontaneamente attraverso i lieviti indigeni. Alexandre utilizza principalmente fûts e demi-muids usati, generalmente tra 228 e 600 litri, scelti non per imprimere aromi di rovere ma per permettere un élevage lento e accompagnare l’evoluzione naturale del vino. I vins clairs possono rimanere circa undici mesi prima del tirage e vengono imbottigliati senza chiarifica, filtrazione o stabilizzazione a freddo; anche la solforosa viene mantenuta su livelli estremamente contenuti. Molte cuvée vengono proposte senza dosage e il dégorgement delle produzioni più confidenziali può essere effettuato à la volée, recuperando una pratica tradizionale particolarmente artigianale. La gamma racconta perfettamente questa filosofia. Intuition Nature rappresenta una delle porte d’ingresso nel mondo di Alexandre, mentre Frénésie porta il Meunier al centro attraverso vecchie vigne di Vrigny. Mouvance nasce invece come interpretazione della singola vendemmia, costruita seguendo ciò che l’annata offre piuttosto che una ricetta prestabilita. È però con la “Collection de Lieux” che il progetto raggiunge la propria espressione più radicale: Les Côtes Chéries, La Vigne à Vovonne, La Coroche, Les Cochènes e Les Fourgons diventano letture individuali di parcelle minuscole, prodotte in quantità estremamente limitate. La Vigne à Vovonne, per esempio, nasce dalla parcella Les Clos di Vrigny, piantata nel 1984, ed è un Pinot Noir in purezza; alcune edizioni raggiungono appena poche centinaia di bottiglie. Les Côtes Chéries mette invece al centro il Meunier di Gueux e può essere affinato anche in giare di gres, ulteriore dimostrazione della libertà con cui Alexandre sceglie i contenitori in funzione del singolo vino. Accanto agli Champagne vengono prodotti anche Coteaux Champenois e piccolissime quantità di Ratafia Champenois, completando una ricerca che considera la Champagne prima di tutto come territorio viticolo e soltanto successivamente come metodo di produzione. A. Lamblot rappresenta quindi una visione estremamente contemporanea della Champagne, ma costruita su radici familiari che risalgono a oltre tre secoli fa. Alexandre non cerca uniformità tra le bottiglie e non utilizza il Meunier semplicemente come elemento di assemblaggio: ogni parcella viene trattata come un luogo autonomo, capace di generare un vino differente secondo suolo, esposizione e vendemmia. Agricoltura biologica, agroforestazione, biodiversità, fermentazioni spontanee, legni usati, bassissima solforosa, assenza di filtrazione e dosaggi nulli o minimi sono soltanto gli strumenti attraverso cui raggiungere questo obiettivo. Dietro tutto rimane la figura di un vero “vigneron-jardinier”, che lavora pochi ettari quasi come un insieme di piccoli giardini e utilizza il vino per raccontarne le differenze. È proprio questa combinazione tra Meunier, micro-parcelle e una concezione radicalmente viva del vigneto ad aver trasformato A. Lamblot in una delle realtà più personali e ricercate della nuova Champagne artigianale.