CHAMPAGNE EXTRA BRUT "CUVÉE N°744 DÉGORGEMENT TARDIF (FEBBRAIO 2025)" - JACQUESSON
Abbinamenti, La profondità, la struttura e la straordinaria complessità della Cuvée N°744 Dégorgement Tardif ne fanno uno Champagne da grande gastronomia, capace di accompagnare piatti importanti e non soltanto preparazioni da aperitivo. È magnifico con astice, aragosta, capesante scottate, rombo al forno e crostacei, soprattutto quando accompagnati da salse al burro, riduzioni delicate o preparazioni leggermente tostate. La componente cremosa e le note evolute di frutta secca trovano un incontro particolarmente raffinato con un astice arrosto al burro nocciola, mentre la freschezza e la mineralità permettono di bilanciare perfettamente la ricchezza del piatto. Ottimo anche con risotti ai funghi, tartufo bianco, animelle, faraona, piccione e pollame nobile, dove la vinosità dello Champagne riesce a confrontarsi con la struttura delle carni senza perdere eleganza. Particolarmente interessante l'abbinamento con una poularde de Bresse arrosto, capace di valorizzare le sfumature di brioche, spezie e frutta secca sviluppate durante il lungo affinamento. Può accompagnare anche formaggi a pasta dura di lunga stagionatura, come Comté e Parmigiano Reggiano, grazie alla combinazione tra cremosità, sapidità e tensione acida.
Alcol, 12,5%
Annata, Sans Année
Denominazione, Champagne AOC
Filosofia, Tradizionale
Formato, 0.75 L
Giudizio 3k, 10/10
Regione, Champagne (Francia)
Temperatura di servizio, 8/10°
Vitigni, Chardonnay 60%, Meunier 20%, Pinot Nero 20%
NOTE SENSORIALI:
La Cuvée N°744 Dégorgement Tardif di Jacquesson è uno Champagne di straordinaria profondità, nel quale il tempo diventa un elemento fondamentale della complessità e dell'eleganza. Costruita intorno alla vendemmia 2016 e lasciata riposare per quasi otto anni sui lieviti prima della sboccatura di febbraio 2025, questa versione rappresenta un'interpretazione più matura e articolata della celebre serie 700 della maison. Nel calice si presenta con un giallo dorato luminoso, attraversato da un perlage finissimo, delicato e persistente. Il bouquet è ampio e in continua evoluzione: mela cotogna, pesca gialla, mirabella e scorza di agrumi canditi incontrano mandorla, nocciola tostata, brioche e crosta di pane, mentre con l'ossigenazione emergono miele delicato, spezie dolci, sfumature affumicate e una sottile componente gessosa. Al palato è profondo, vinoso e sorprendentemente energico, con una materia ricca e cremosa sostenuta da una freschezza ancora vibrante. La lunga permanenza sui lieviti ha conferito una tessitura particolarmente raffinata, senza attenuare la tensione minerale che attraversa il sorso. Il dosaggio estremamente contenuto lascia emergere con precisione la componente sapida e la naturale complessità dell'assemblaggio. Il finale è lunghissimo, asciutto e persistente, con ritorni di frutta matura, agrumi, spezie, frutta secca e una caratteristica sensazione salina. Uno Champagne di grande personalità, capace di combinare maturità, concentrazione ed eleganza senza perdere la freschezza che costituisce uno dei tratti distintivi dello stile Jacquesson.
CURIOSITÁ:
La Cuvée N°744 Dégorgement Tardif nasce dalla vendemmia 2016, che costituisce il 70% dell'assemblaggio, completato da un 30% di vini di riserva provenienti dalle precedenti cuvée numerate, dalla 736 alla 743, esclusa la 738. I vitigni impiegati sono Chardonnay, Pinot Noir e Meunier, provenienti per il 55% dai territori di Aÿ, Dizy, Hautvillers e Champillon, nella Grande Vallée de la Marne, e per il restante 45% da Avize e Oiry, nella Côte des Blancs. Il 2016 fu un millesimo climaticamente complesso, segnato da un inverno e una primavera particolarmente piovosi, gelate tardive e un'estate successivamente calda e asciutta. La vendemmia, iniziata il 19 settembre e conclusa il 6 ottobre, regalò tuttavia uve sane e mature, con risultati particolarmente interessanti per il Pinot Noir. La vinificazione segue la filosofia della maison, fondata sull'utilizzo delle prime spremiture, sulle fermentazioni in grandi recipienti di rovere e su interventi enologici contenuti, evitando generalmente chiarifiche e filtrazioni. La particolarità di questa versione è naturalmente il Dégorgement Tardif, ovvero la sboccatura tardiva: rispetto alla Cuvée 744 tradizionale, il vino ha trascorso ben 92 mesi sui lieviti sotto tappo di sughero, sviluppando una complessità aromatica e una profondità gustativa decisamente superiori. La sboccatura è avvenuta nel febbraio 2025, con un dosaggio di appena 2 grammi per litro, che colloca lo Champagne nella categoria Extra Brut. La produzione è estremamente limitata, con 19.700 bottiglie e 905 Magnum. Fondata nel 1798, Jacquesson ha costruito la propria identità moderna attraverso un'idea rivoluzionaria per la Champagne: anziché cercare di riprodurre ogni anno uno stile identico, le cuvée della serie 700 vengono numerate progressivamente e interpretano il carattere di una specifica vendemmia, completata dai vini di riserva. La versione Dégorgement Tardif porta questa filosofia ancora più lontano, dimostrando quanto una stessa cuvée possa trasformarsi attraverso il tempo trascorso sui lieviti.
Jacquesson +

Champagne Jacquesson è una delle maison storiche più affascinanti e innovative della Champagne, fondata nel 1798 a Châlons-sur-Marne da Claude e Memmie Jacquesson e protagonista già nell’Ottocento di una crescita straordinaria. La figura decisiva di quel periodo è Adolphe Jacquesson, figlio di Memmie, inventore e uomo di grande visione che nel 1844 brevetta il muselet, la gabbietta metallica ancora oggi utilizzata universalmente per trattenere il tappo delle bottiglie di Champagne. Adolphe collabora inoltre con Jules Guyot al perfezionamento delle tecniche di produzione e sotto la sua direzione lavora come chef de cave anche Johann-Joseph Krug, prima che quest’ultimo fondi la maison destinata a portare il suo nome. Dopo un periodo più complesso tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, Jacquesson viene acquistata dalla famiglia de Tassigny nel 1924 e conosce una nuova svolta nel 1974, quando passa alla famiglia Chiquet e viene trasferita a Dizy, nella Grande Vallée de la Marne. È soprattutto con Jean-Hervé e Laurent Chiquet che la maison cambia radicalmente filosofia: invece di cercare la costanza stilistica tipica delle grandi case champenoise, i due fratelli decidono di mettere al centro la qualità della singola vendemmia, le parcelle e il carattere del terroir. Questa visione porta nel 2000 alla nascita della celebre serie Cuvée 700, uno dei progetti che maggiormente hanno influenzato la Champagne contemporanea. Fino al 1999 Jacquesson produceva infatti un tradizionale Brut sans année; con la vendemmia 2000 i Chiquet scelgono invece di creare ogni anno il miglior assemblaggio possibile, accettando deliberatamente che il vino cambi secondo il millesimo. La prima bottiglia viene chiamata Cuvée 728 perché il registro di cantina riportava come ultima operazione il 728° tirage effettuato dalla maison dal suo centenario del 1898. Da quel momento ogni nuova base viene identificata con il numero successivo: non un semplice non millesimato, quindi, ma uno Champagne dominato da una vendemmia precisa, completata da vini di riserva per aggiungere profondità senza cancellarne l’identità. La Cuvée 700 nasce esclusivamente dai primi mosti di pressatura e proviene principalmente dai sei villaggi che costituiscono il cuore del patrimonio Jacquesson: i Grand Cru di Aÿ, Avize e Oiry e i Premier Cru di Dizy, Hautvillers e Champillon. Oggi la maison dispone di circa 36 ettari tra Grande Vallée de la Marne e Côte des Blancs, interamente certificati biologici dal 2010, e lavora con rese volutamente contenute per privilegiare maturità e concentrazione delle uve. Pinot Noir, Chardonnay e Meunier vengono interpretati secondo provenienza e annata, mentre in cantina i vini fermentano e maturano sulle fecce in grandi foudres di legno e vengono generalmente imbottigliati senza chiarifica né filtrazione. Anche il tempo è fondamentale: la Cuvée 700 affronta normalmente oltre quattro anni di affinamento, mentre la versione Dégorgement Tardif rimane diversi anni supplementari sui lieviti sotto sughero, sviluppando maggiore complessità mantenendo la freschezza garantita dalla lunga permanenza in bottiglia. I dosaggi sono estremamente contenuti e nelle edizioni contemporanee possono scendere intorno ai 2 g/l, perché l’equilibrio viene ricercato attraverso maturità delle uve, qualità dei vins clairs e affinamento piuttosto che attraverso la liqueur. Accanto alla serie 700 esiste però un'altra anima fondamentale di Jacquesson: le rarissime cuvée parcellari, prodotte soltanto quando la qualità della singola vigna è considerata sufficientemente elevata da giustificarne l’isolamento dall’assemblaggio principale. Dizy Corne Bautray nasce da circa un ettaro di vecchio Chardonnay piantato su un ripido versante sud-occidentale, con argille e pietre di meulière sopra la craie campaniana; Dizy Terres Rouges è invece Pinot Noir proveniente da 1,33 ettari di terreno calcareo rossastro; Avize Champ Caïn nasce da 1,30 ettari di Chardonnay su terreni calcarei, argillosi e sabbiosi poggiati sulla craie; Aÿ Vauzelle Terme è infine una minuscola parcella di appena 0,30 ettari di Pinot Noir, esposta pienamente a sud su un ripido pendio fortemente calcareo. Questi lieux-dits rappresentano la parte più radicale della filosofia Jacquesson: non vengono prodotti necessariamente ogni anno e le loro uve vengono sottratte alla Cuvée 700 soltanto quando la singola parcella possiede una personalità sufficientemente completa da vivere autonomamente. Alla fine del 2022 si apre un nuovo capitolo con l’ingresso di Jacquesson in Artémis Domaines, gruppo appartenente alle famiglie Pinault e Henriot La Rouzière, che comprende altre proprietà di grande prestigio. La gestione contemporanea è affidata a Jean Garandeau sotto la direzione di Frédéric Engerer, con l’obiettivo dichiarato di proseguire il percorso costruito dalla famiglia Chiquet senza modificarne i principi fondamentali. Jacquesson rimane così una maison difficilmente assimilabile al modello classico delle grandi case champenoise: possiede oltre due secoli di storia, ma ha costruito la propria reputazione moderna proprio mettendo in discussione uno dei dogmi più radicati della Champagne, quello secondo cui un Brut sans année dovrebbe essere sempre riconoscibile e costante nel tempo. Con la serie 700 ha scelto esattamente l’opposto: accettare l’annata, valorizzarne le differenze e produrre ogni volta il miglior vino possibile. I 36 ettari di Grand Cru e Premier Cru, la viticoltura biologica, i rendimenti contenuti, l’élevage in grandi foudres, l’assenza di chiarifica e filtrazione, i dosaggi minimi, i lunghi affinamenti e le rarissime cuvée di lieu-dit sono tutti strumenti al servizio di questa idea. È proprio questa combinazione tra una storia iniziata nel 1798 e una capacità quasi ostinata di mettere continuamente in discussione le convenzioni ad aver reso Jacquesson uno dei nomi fondamentali per comprendere l’evoluzione della Champagne moderna.